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Chi può spedire atti giudiziari

9 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 agosto 2017



Gli atti processuali vengono spediti dall’ufficiale giudiziario o dal cancelliere, ma anche gli avvocati possono procedervi direttamente.

La conoscenza dell’esistenza e del contenuto di un atto giudiziario è di primaria importanza per il suo destinatario, e proprio per questo motivo il nostro codice di procedura civile disciplina puntualmente le sue modalità di consegna e spedizione, e individua i soggetti che possono provvedervi.

In questo articolo vedremo nella precisione chi può spedire gli atti giudiziari, in che modo, e come sia prevista anche per gli avvocati la facoltà di procedervi avvalendosi degli uffici postali.

Le comunicazioni ad opera dei cancellieri

Una prima modalità di conoscenza ufficiale degli atti giudiziari è la comunicazione di cancelleria [1], di competenza, per l’appunto, dei cancellieri, e finalizzata non alla trasmissione formale dell’atto, ma a dare semplice notizia, al destinatario, della sua esistenza (è una sorta di notizia abbreviata dell’atto). Tale comunicazione avviene mediante il cosiddetto biglietto di cancelleria, attraverso il quale si dà notizia al pubblico ministero, alle parti, al consulente, agli ausiliari del giudice o ai testimoni di un provvedimento giudiziale (si pensi alla comunicazione della data di un’udienza che il giudice si era riservato di fissare). Il biglietto è consegnato dal cancelliere al destinatario, dietro rilascio di un’apposita ricevuta, ma può essere inviato anche a mezzo di posta elettronica certificata.

Le notificazioni a cura dell’ufficiale giudiziario

Ben diverso è il sistema di notificazione, che è di competenza dell’ufficiale giudiziario (un ufficio complementare dell’organo giudiziario), il quale provvede a consegnare in mani proprie al destinatario oppure a spedire gli atti giudiziari, su istanza di parte o su richiesta del pubblico ministero o del giudice [2].

L’ufficiale giudiziario esegue l’attività di notificazione mediante consegna al destinatario di una copia conforme all’originale dell’atto da notificare. Se l’atto da spedire è costituito da un documento informatico, la notifica può avvenire attraverso trasmissione del documento all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario (e se quest’ultimo non possiede un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna di una copia dell’atto su supporto cartaceo, da lui dichiarata conforme all’originale, e conserva il documento cartaceo per i due anni successivi).

L’avvenuta notificazione è certificata dall’ufficiale giudiziario con la cosiddetta relata (o relazione) di notifica, apposta in calce all’originale e alla copia dell’atto [3]. Detta relazione indica la persona alla quale è consegnata la copia, le sue qualità (es: il coniuge, il collaboratore e così via), il luogo della consegna, o le ricerche, anche anagrafiche, compiute dall’ufficiale giudiziario, nonché i motivi della mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario.

Come avviene la notificazione

La notificazione può avvenire nelle seguenti forme:

  • in mani proprie. È la forma di notificazione più semplice, che consiste nella consegna, da parte dell’ufficiale giudiziario, della copia dell’atto, per l’appunto nelle mani proprie del destinatario, presso la sua abitazione o ovunque lo si trovi (ma sempre nella circoscrizione dell’ufficio giudiziario al quale l’ufficiale è addetto) [4]. Qualora non avvenga in mani proprie, la notifica va effettuata nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o ove svolge la sua professione (se il comune di residenza è sconosciuto, la notifica verrà fatta nel comune di domicilio – ossia ove il destinatario ha la sede dei suoi affari o dei suoi interessi; se anche questo è sconosciuto, nel comune di dimora – ovvero dove il destinatario si trova, anche temporaneamente, per esempio perché è lì in vacanza). La legge prevede poi particolari procedure di notifica degli atti ove il diretto destinatario sia irreperibile, rifiuti di ricevere l’atto o si trovi all’estero, e consente, altresì, che la notifica venga fatta ad altra persona presso la quale questi abbia eletto domicilio (come al suo difensore) [5].
  • Per posta. Se la legge non lo vieta espressamente, l’ufficiale può spedire gli atti giudiziari a mezzo del servizio postale [6]. Nella pratica si ricorre a tale forma allorché l’ufficiale giudiziario debba eseguire una notifica al di fuori del comune ove ha sede l’ufficio.

Quando l’ufficiale giudiziario esegue la notifica a mezzo di sevizio postale, egli scrive la relata sull’originale e sulla copia dell’atto, facendovi menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento (quest’ultimo, allegato all’originale). La notifica si perfeziona per il notificante al momento della consegna del piego all’ufficiale giudiziario, e per il destinatario al momento della conoscenza effettiva.

  • A mezzo posta elettronica certificata. Sempre in assenza di divieti legislativi di sorta, la notifica può avvenire mediante spedizione in forma telematica del documento da notificare, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo [7]. L’ufficiale giudiziario trasmette copia informatica dell’atto sottoscritto con firma digitale all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario, e la notifica si intende perfezionata quando il gestore del servizio rende disponibile l’atto nella casella di posta del destinatario. La relata di notifica, in tal caso, viene redatta su documento informatico separato, firmato digitalmente.

Anche l’avvocato può spedire atti giudiziari

Gli avvocati, muniti di procura alle liti, possono notificare in proprio gli atti in materia civile, quelli in materia amministrativa e gli atti stragiudiziali (messe in mora, diffide e così via), a mezzo del servizio postale o tramite posta elettronica certificata, senza ricorrere all’ufficiale giudiziario (ma, seppur abilitati, è una loro mera facoltà, e non un obbligo). Affinché possano procedere a tale tipo di notifica, i difensori, oltre ad essere provvisti di procura alle liti, devono essere iscritti all’albo, devono essere autorizzati dal proprio consiglio dell’ordine e devono essere muniti di un apposito registro cronologico per le notifiche.

note

[1] Art. 136 cod. proc. civ.

[2] Art. 137 cod. proc. civ.

[3] Art. 148 cod. proc. civ.

[4] Art. 138 cod. proc. civ.

[5] Art. 139 e ss. cod. proc. civ.

[6] Art. 149 cod. proc. civ.

[7] Art. 149bis cod. proc. civ.


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