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I diritti di chi soffre di dolori cronici

27 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 agosto 2017



Più semplice l’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative in ospedale, in ambulatorio o a casa per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Pochi italiani sanno che esiste il diritto alle terapie sui dolori cronici è garantito da una legge dello Stato [1].

Si tratta di una legge che consente al malato l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza, per assicurare al paziente quel minimo di dignità e di autonomia a cui non deve rinunciare. Ma per soddisfare anche il suo bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigente. Questo, almeno, quel che dice il Ministero della Salute a proposito di quella legge approvata nel 2010 e, purtroppo, ancora non molto conosciuta.

E, soprattutto, spesso dimenticata da quei medici di famiglia che prescrivono ancora dei farmaci per tamponare la situazione (sono il 65%, secondo una recente indagine della Fondazione Gigi Ghirotti) anziché consigliare al paziente di rivolgersi ad un centro di terapia specifico.

Infatti, uno dei diritti di chi soffre di dolori cronici riconosciuto dalla legge è quello di poter accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore attraverso due specifiche reti di assistenza e una terza dedicata al paziente pediatrico, cioè ai bambini. In quest’ultimo caso, la legge riconosce il diritto dei parenti a particolari tutele e attenzioni in quanto soggetti portatori di specifici bisogni.

Chi soffre di dolori cronici, inoltre, ha diritto a rientrare in un programma di cura individuale sia per se stesso sia per la sua famiglia, nel rispetto di quei princìpi sopra citati (tutela della dignità e dell’autonomia, bisogno di salute, ecc.).

Ricordiamo – è importante farlo – che il dolore cronico non è quello che ci viene spesso, anche molto frequentemente, ma è un dolore di cui non si guarirà mai perché, appunto, cronico.

L’unica strada da imboccare è quella che porta a garantire al paziente la miglior qualità di vita possibile

I diritti di chi soffre di dolori cronici: i pilastri della legge

La legge in vigore per tutelare chi soffre di dolori cronici si basa su quattro pilastri:

La rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica

Nella cartella clinica di un paziente ricoverato in una struttura sanitaria, nelle sezioni medica ed infermieristica, devono essere riportati le caratteristiche del dolore rilevato e della sua evoluzione nel corso del ricovero, nonché la tecnica analgesica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato conseguito.

Le reti nazionali per le cure palliative e per la terapia del dolore

Il Ministero della Salute promuove l’attivazione e l’integrazione di due reti della terapia del dolore e delle cure palliative per garantire ai pazienti risposte assistenziali su base regionale e, in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale.
L’Accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 16 dicembre 2010 stabilisce che venga costituito, con appositi provvedimenti regionali e aziendali, una struttura specificatamente dedicata al coordinamento della rete di cure palliative e di terapia del dolore.

La semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali

La legge modifica il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza [2] e semplifica la prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili: ai medici del Servizio sanitario nazionale è consentito prescrivere tale classe di farmaci non più su ricettari speciali (quelli in triplice copia), ma utilizzando il semplice ricettario del Servizio sanitario nazionale.

La formazione del personale medico e sanitario

Con decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, verranno individuati specifici percorsi formativi in materia di cure palliative e di terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative; verranno inoltre individuati i criteri per l’istituzione di master in cure palliative e nella terapia del dolore.
La legge prescrive che in sede di Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro, vengano individuate le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore.

I diritti garantiti dalla legge a chi soffre di dolori cronici

Chi deve fare la terapia del dolore ha il diritto ad essere assistito in una struttura appositamente dedicata a questo tipo di trattamento e alle cure palliative.

Chi si occupa della terapia del dolore ha il dovere di garantire un’adeguata gestione del dolore e dei sintomi correlati che concorrono alla sofferenza del paziente e la corretta informazione su diagnosi, trattamenti, alternative terapeutiche e prognosi.

La terapia del dolore in ospedale

Chi deve affrontare la terapia del dolore in ospedale, cioè in una struttura di livello Hub (le più specializzate), ha diritto a ricevere interventi diagnostici e terapeutici ad alta complessità, finalizzati alla riduzione del dolore e delle disabilità delle persone con dolore acuto e cronico. Tre le possibilità: essere curati in regime di day hospital, di ricovero oppure in regime ambulatoriale, a seconda della situazione del malato.

Le prestazioni a cui ha diritto chi soffre di dolori cronici e deve fare la terapia in ospedale sono:

  • prestazioni specialistiche diagnostiche (ad esempio la sua capacità sensoriale);
  • prestazioni specialistiche di alto livello (neurostimolazione spinale e periferica, neuromodulazione spinale farmacologica, ecc.);
  • quanto previsto nei percorsi diagnostici e terapeutici in base alle sue esigenze;
  • la consulenza ospedaliera, con particolare attenzione ai casi complessi (valutazione del dolore e dell’efficacia del trattamento scelto, ecc.);
  • la consulenza per pazienti in assistenza domiciliare secondo quanto previsto nel percorso diagnostico-terapeutico del suo caso.

La terapia del dolore in un centro ambulatoriale

Chi, invece, deve fare la terapia del dolore in una struttura di livello Spoke (quindi meno specializzata), ha diritto a ricevere comunque tutte le prestazioni di terapia del dolore previste in regime ambulatoriale. Nella struttura deve operare almeno un medico anestesista rianimatore dedicato alla terapia analgesica. Al suo fianco ci dovrà essere un infermiere esperto in grado di assistere il medico durante gli interventi più invasivi.

La cartella clinica dovrà riportare l’inquadramento diagnostico, la valutazione del dolore con scale validate, il piano terapeutico, il consenso del paziente, la valutazione dell’efficacia del trattamento ed il follow up, cioè i successivi controlli o interventi da eseguire.

La terapia del dolore a domicilio

La legge prevede anche il diritto all’intervento a domicilio per chi soffre di dolori cronici. Si tratta di interventi sanitari, socio-sanitari e assistenziali sia a livello di base, coordinati dal medico di medicina generale (cioè il medico di famiglia) sia a livello specialistico attraverso un’apposita équipe di cui fa parte anche il medico di base. L’obiettivo è quello di fornire continuità assistenziale ininterrotta.

note

[1] Legge n. 38/2010.

[2] DPR n. 309/1990.

Autore immagine: 123rf.com

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