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Se la maestra chiude nel bagno il bambino è sequestro di persona?

9 agosto 2017


Se la maestra chiude nel bagno il bambino è sequestro di persona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 agosto 2017



Il reato di maltrattamenti assorbe il sequestro di persona per la maestra che chiude un bambino nel bagno per punizione.

Fin dove si può spingere il potere di punizione degli insegnanti nei confronti degli alunni indisciplinati? Anche lo scolaro più disobbediente ha una dignità: non può essere quindi umiliato davanti ai propri compagni di classe con ingiurie e offese, né può essere percosso. Se è vero che le punizioni corporali sono di altre epoche – quando ancora c’era poca coscienza dei diritti dei bambini e la mano dura era la normalità già dentro le stesse famiglie – non possono essere tollerate neanche le limitazioni della libertà. Va bene obbligare l’alunno a stare in un angolo o dietro la lavagna per pochi minuti, ma non si può di certo chiuderlo nel bagno o costringerlo a rimanere a scuola anche dopo l’orario di chiusura. La maestra che obbliga l’allievo a rimanere chiuso dentro una stanza non risponde però di «sequestro di persona» ma del diverso reato di maltrattamenti. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Nel caso di specie l’insegnante si era reso altresì colpevole di violenze fisiche come le tirate di capelli.

Ai genitori dell’alunno che, dopo la querela, si sono costituiti parte civile nel processo penale, è dovuto anche il risarcimento del danno.

note

[1] Cass. sent. n. 38993/2017.

Autore immagine: 123rf com


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