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Ferie non godute, quando si pagano i contributi?

23 Luglio 2019 | Autore:
Ferie non godute, quando si pagano i contributi?

Contributi sulle ferie non godute: a quanto ammontano, come e quando devono essere versati all’Inps.

Se il dipendente non gode delle ferie spettanti entro 18 mesi dall’anno di maturazione, il datore di lavoro, oltre ad essere passibile di sanzioni, è comunque tenuto a versare all’Inps i contributi sulle ferie non godute.

La contribuzione sulle ferie, difatti, è goduta a prescindere, ed eventualmente compensata, in caso di fruizione successiva delle assenze. Ma per le ferie non godute, quando si pagano i contributi?

I contributi, in relazione alle ferie spettanti e non fruite entro i 18 mesi dall’anno in cui sono maturate, devono essere versati assieme ai contributi dovuti sulle retribuzioni per il mese di luglio del 2° anno successivo alla maturazione delle ferie, quindi entro il 20 (nella generalità dei casi) del mese di agosto.

Ma procediamo per ordine e vediamo che cosa deve fare il datore di lavoro per mettersi in regola con l’Inps per le ferie non godute.

Entro quando vanno godute le ferie

In primo luogo, va precisato che le ferie spettanti alla generalità dei lavoratori [1] sono pari a 4 settimane l’anno: di queste, 2 settimane devono essere godute entro l’anno di maturazione, mentre le ulteriori 2 settimane entro i 18 mesi successivi, quindi entro il 30 giugno del 2° anno successivo.

In buona sostanza, le ferie maturate da un lavoratore nell’anno 2019 possono essere godute entro il 30 giugno 2021.

Entro quando vanno pagati i contributi sulle ferie non godute

Se il lavoratore non gode, entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione, di tutte le ferie spettanti, il datore di lavoro è tenuto comunque a pagare i contributi sulle ferie, come se queste fossero state godute.

Per farlo, deve sommare alla retribuzione imponibile del mese di luglio l’importo corrispondente alle ferie non godute, anche se questo non è materialmente erogato al lavoratore.

I contributi sulle ferie non godute andranno dunque pagati entro il giorno 20 di agosto del 2° anno successivo alla maturazione (non entro il 16 perché il termine per il pagamento dei contributi mensili è differito per la pausa estiva), cioè assieme alla contribuzione del mese di luglio. Per l’anno 2019 il termine è il 20 di agosto, che cade di martedì.

In sostanza, devono essere pagati entro il 20 agosto 2019 i contributi sulle ferie non godute maturate nell’anno 2017.

Si può differire il pagamento dei contributi sulle ferie non godute?

In alcuni casi, è possibile differire il pagamento della contribuzione oltre i 18 mesi successivi all’anno di maturazione delle ferie:

  • se la possibilità è prevista dalla contrattazione collettiva o aziendale, che prevede un termine per la fruizione delle ferie più ampio rispetto a quello legale: questo termine diventa quindi il momento entro il quale versare anche la contribuzione;
  • se, nel corso dei 18 mesi, l’attività lavorativa è interrotta per le cause previste dalla legge (malattia, infortunio, maternità): in quest’ipotesi, l’obbligo rimane sospeso per un periodo di durata pari a quello del legittimo impedimento, e riprende a decorrere dal giorno in cui il lavoratore riprende l’attività lavorativa [3];
  • se sono concesse la Cigo, la Cigs o la Cig in deroga [4].

Contributi sulle ferie non godute eccedenti le 4 settimane

Se il contratto collettivo applicato riconosce al lavoratore le ferie in misura superiore alle 4 settimane, i contributi sulle ferie non godute devono essere versati anche sulle ferie eccedenti la misura minima [2].

Ferie non godute per interruzione della prestazione lavorativa

Nei casi in cui la prestazione lavorativa è interrotta, ad esempio per malattia del dipendente, il termine per la fruizione delle ferie rimane sospeso per un periodo di durata pari a quello del legittimo impedimento. Il calcolo del termine decorrere nuovamente dal giorno in cui il lavoratore riprende l’attività.

Recupero dei contributi sulle ferie non godute

Se il dipendente fruisce effettivamente delle ferie residue in un periodo successivo il datore di lavoro ha il diritto di recuperare i contributi versati,  attraverso il flusso uniemens (si tratta della dichiarazione delle retribuzioni e dei contributi da inviare mensilmente all’Inps).

note

[1] D.lgs. 66/2003.

[2] Mlps, Nota prot.  25/I/0005221 del 26/10/2006.

[3] Inps, messaggio, n. 18850/2006.

[4] Ministero del lavoro, interpello n. 19/2011.


1 Commento

  1. e se un datore di lavoro ti mette 15 giorni di ferie in busta
    senza averle prese realmente continuando a lavorare (complice il commercialista) che falsififica le buste da ordini
    del titolare….come difendersi alla minaccia(se non ti sta bene puoi andartene a casa…..)

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