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Lo sai che? Cartella Agenzia Entrate per multa: prescrizione e decadenza

Lo sai che? Pubblicato il 26 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 agosto 2017

Quando «scade» la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per una contravvenzione e qual è la differenza tra prescrizione e decadenza.

Se sono decorsi i termini di prescrizione o decadenza, è possibile impugnare la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che ha come oggetto una multa per violazione del Codice della Strada.

La legge stabilisce, da un lato, che il diritto di riscuotere le somme dovute per una multa si prescrive in cinque anni [1] ma, dall’altro, che tali somme non possono essere incassate dall’Agenzia delle Entrate Riscossione se sono trascorsi più di due anni dalla ricezione del ruolo da parte del Comune che le ha irrogate [2].

A questo punto, la domanda è legittima: ma la multa «scade» dopo 5 anni o dopo 2?

Subito chiarito: parlare di prescrizione e parlare di decadenza non è parlare della stessa cosa. I due concetti sono diversi, ecco perché lo sono anche i tempi.

Quando cade in prescrizione la multa

Il termine di cinque anni è quello di prescrizione della multa, cioè il termine entro il quale il Comune o altro ente creditore che ha elevato la contravvenzione può esercitare la propria pretesa e chiedere le relative somme al debitore.

Se decorrono cinque anni dalla data della violazione senza che nessun atto venga mai notificato al debitore, la multa si estingue automaticamente per prescrizione. Ciò vuol dire che l’eventuale cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che ha come oggetto una multa di cui il destinatario non ha mai saputo un bel niente (perché mai notificata o non notificata correttamente) è nulla: il credito è prescritto, cioè ormai inesistente.

Quando decade una multa

Il termine di due anni, invece, è quello di decadenza dall’azione di recupero crediti tramite l’Agenzia delle Entrate Riscossione. In poche parole, l’esattore deve notificare la cartella di pagamento entro due anni dalla data in cui il Comune le ha consegnato il ruolo con la multa. Una volta decorsi due anni, l’Agenzia delle Entrate Riscossione decade dalla possibilità di riscuotere la multa e quindi di notificare la relativa cartella.

Ciò non significa, però, che la multa si estingue e non è più dovuta: semplicemente la contravvenzione non potrà essere oggetto di un procedimento di riscossione da parte dell’Agenzia.

Difatti, se la multa non è ancora prescritta, il Comune potrà comunque richiederla al debitore attraverso un’azione di recupero crediti tradizionale, cioè rivolgendosi al giudice (e non più all’Agente per la riscossione).

note

[1] Art. 28, Legge n. 689/1981.

[2] Art. 1, comma 153, Legge n. 244/2007 (Legge finanziaria del 2008).

Autore immagine: 123rf.com

Se la cartella esattoriale viene notificata:

dopo cinque anni dalla violazione al codice della strada, senza che prima siano stati notificati altri atti interruttivi della prescrizione, la multa è prescritta e la cartella è nulla perché ha ad oggetto un credito estinto;

dopo due anni dalla consegna del ruolo all’Agenzia delle Entrate Riscossione, decade l’azione di recupero crediti e la cartella è nulla. Ma, se non sono ancora passati cinque anni dalla violazione o se comunque la multa non è ancora prescritta, la somma è ancora dovuta.


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