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Sbarre alle finestre per difendersi dai centri accoglienza migranti

8 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 settembre 2017



Spesso, in alternativa alle enormi strutture di accoglienza, i migranti vengono collocati in abitazioni all’interno di appartamenti o edifici nei centri cittadini.

Accoglienza migranti nel centro cittadino

In molte città italiane, per venire incontro all’emergenza migranti, i Prefetti hanno consentito a società private e cooperative, munite di particolari requisiti, di ospitarne alcuni, in numero ridotto o in nuclei familiari composti da genitori e figli, presso appartamenti o edifici siti nel centro storico o in zone residenziali densamente popolate.

Spesso, gli altri condomini e i vicini di queste strutture di accoglienza non sono felici della scelta e, per motivi legati alla privacy e alla sicurezza personale, oltre che al fine di tutelare la proprietà privata dall’eventuale accesso esterno, decidono di apporre delle inferriate, cancelli o sbarre alle finestre. Posso farlo senza autorizzazione?

Sbarre alle finestre: è necessaria l’autorizzazione comunale?

L’installazione delle inferriate (1), per essere perfettamente legittima, deve essere inserita all’intero degli interventi di restauro o risanamento conservativo, ossia di interventi edilizi rivolti ad aumentare la funzionalità dell’immobile. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei dell’organismo edilizio.

Pertanto, le inferriate possono essere considerate elementi accessori e quindi, come disposto per legge, sono realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività, nel rispetto dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

Prima di procedere all’installazione, dunque, è necessario segnalarla al Comune competente non con una semplice comunicazione, ma secondo le indicazioni previste dal testo unico per l’edilizia e dai regolamenti edilizi locali, unitamente ad una relazione di un tecnico, come ad esempio un geometra o un ingegnere.

Sbarre alle finestre in appartamento in condominio

Se l’appartamento in cui si intendono installare le sbarre alle finestre è posto in condominio, è necessario richiedere l’autorizzazione da parte dell’assemblea. Inoltre, di fondamentale importanza è rispettare il cosiddetto ‘criterio architettonico’, ossia installare un’inferriata che riesca ad amalgamarsi perfettamente allo stile del palazzo, senza alterarne il decoro. In altre parole, alterare il decoro significa recare un danno estetico dal quale discenda un pregiudizio economico per l’immobile e per i singoli proprietari.

note

(1) Articolo 3, comma 1, lett. c, DPR 380/01 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)

A differenza dalle innovazioni – configurate dalle nuove opere, le quali immutano la consistenza (materiale) o alterano la destinazione (funzionale) delle parti comuni, in quanto rendono impossibile la utilizzazione secondo la funzione originaria, e che debbono essere deliberate dall’assemblea (art. 1120 c.c., comma 1) nell’interesse di tutti i partecipanti – le modifiche alle parti comuni dell’edificio, contemplate dall’art. 1102 cod. civ., possono essere apportate dal singolo condomino, nel proprio interesse ed a proprie spese, al fine di conseguire un uso più intenso della cosa comune, sempre che non alterino la destinazione e non impediscano l’altrui pari uso (Cass., Sez. II, 20 febbraio 1997, n. 1554)

Quando la modifica della cosa comune risponde allo scopo di un uso del bene più intenso e proficuo, si versa nell’ambito dell’art. 1102 cod. civ. che, pur dettato in materia di comunione in generale, è applicabile in materia di condominio negli edifici per il richiamo contenuto nell’art. 1139 c.c. (Cass., Sez. II, 11 gennaio 1997, n. 240).


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1 Commento

  1. Stiamo arrivando all’assurdo! Da parte mia un solo commento per Leggi, Parlamento, Regolamenti etc.: ma vaffanculo!

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