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Dove studiare diritto processuale civile

10 agosto 2017 | Autore:


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Il diritto processuale civile: manuali e testi utili per la preparazione, per studenti e professionisti

L’approccio al diritto processuale civile

Lo studio del diritto processuale civile, così come della procedura penale, costituisce un momento molto impegnativo quando lo si affronta per la prima volta.

Dal punto di vista mnemonico, infatti, così come da quello sostanziale, si tratta di un approccio diverso rispetto a quello cui uno studente di giurisprudenza è abituato. La materia ha un taglio pratico e molto consequenziale, in quanto ricostruisce lo svolgimento del processo civile, sia quello contenzioso ordinario che i procedimenti speciali (esecuzione forzata, procedimento sommario, di ingiunzione, per convalida di sfratto, procedimenti possessori, cautelari e di volontaria giurisdizione).

La struttura quindi è differente, caratterizzata da un susseguirsi di atti e decadenze, in un rapporto di causa ed effetto, prescrizioni e termini di differente natura (ordinatori e dilatori), ed un linguaggio tecnico preciso che, ai fini di una corretta qualificazione, non ammette margini di errore: un ricorso non è una citazione, ad esempio.

Diritto processuale civile: manuali di riferimento

I manuali più conosciuti per lo studio della procedura civile sono sicuramente “Diritto processuale civile” di Crisanto Mandrioli ed Antonio Carratta (Giappichelli) e “Diritto processuale civile” di Francesco Paolo Luiso (Giuffrè), entrambi in più volumi.

Il libro di Mandrioli, in particolare, costituisce un punto di riferimento per moltissimi studiosi, e può essere utilizzato in una duplice veste, che è conosciuta da tutti come la distinzione fra “editio minor” ed “editio maior”. Dello stesso testo, infatti, sono previste due edizioni, di cui una più lunga ed una maggiormente sintetica, che permettono allo studente-professionista di scegliere quella più vicina alle proprie necessità, partendo da una base comune di assoluta completezza.

Usato nei corsi universitari è anche “Il processo civile. Sistema e problematiche” di Carmine Punzi, edito in più volumi dalla Giappichelli.

Una menzione d’onore va fatta ad un testo ormai datato, ma che ha costituito per molti studenti di giurisprudenza una tappa obbligata nella preparazione dell’esame di diritto processuale civile: si tratta del libro “Diritto processuale civile”, che ha come autori Salvatore Satta e lo stesso Carmine Punzi.

La tredicesima edizione, dell’anno 2000 (Cedam, 1130 pagine), è stata studiata anche nei corsi di laurea di molti anni successivi, a testimonianza dello spessore giuridico dell’opera, la cui ricostruzione puntuale degli istituti e della procedura civile ha formato la “base” di numerosissimi giuristi e professionisti del settore. Nel 2007 è poi uscito, sempre degli stessi autori, “Diritto processuale civile. Appendice di aggiornamento” (Cedam, 270 pagine).

Diritto processuale civile: compendi ed iper-compendi

Accanto ai manuali citati, di grande utilità sono inoltre i compendi e gli iper-compendi, che permettono uno studio meno approfondito ma allo stesso tempo completo nei suoi passaggi essenziali. Tra le tante offerte, sicuramente quelli delle Edizioni Simone e NelDiritto Editore sono i maggiormente utilizzati.

I manuali di procedura civile ed i compendi fin qui analizzati, peraltro, vengono usati alternativamente anche per la preparazione della prova orale dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato, e per sostenere le prove orali di concorsi che comprendano anche la procedura civile fra le materie previste (tra cui, ad esempio, il concorso in magistratura).

Va inoltre tenuto presente come, per quanto riguarda la preparazione dell’esame universitario previsto dal corso di laurea magistrale – quinquennale – in giurisprudenza, lo studio della procedura civile vada accompagnato da appositi manuali integrativi sull’ordinamento giudiziario civile.

Allo stesso modo – a prescindere dalla finalità di studio – un codice di procedura civile aggiornato va sempre considerato parte integrante della preparazione. La sua consultazione deve essere costante, anche perchè qualsiasi libro, per quanto completo possa essere, non può riportare ogni singolo articolo di legge, mentre è altamente consigliabile che il codice venga letto e riletto nella sua totalità.

Diritto processuale civile “in pillole

Come visto, i testi citati hanno una media di pagine elevata, cui va ad aggiungersi anche la parte riservata all’ordinamento giudiziario civile.

Sono dunque preziosissimi i manuali che “mettono a sistema” la materia: attraverso schede, tabelle sinottiche, schemi riassuntivi e grafici, permettono una visualizzazione che facilita la comprensione dello svolgimento del rito, elimina i passaggi non strettamente necessari e agevola la memorizzazione di tutte le fasi nel loro corretto susseguirsi. Utilizzatissimi – non solo dagli studenti, ma anche dagli addetti ai lavori – sono gli “Schemi & Schede di Diritto Processuale Civile” di Massimiliano Di Pirro (Edizioni Simone, 352 pagine), strumento da tenere a portata di mano anche per un ripasso veloce. Della stessa tipologia e molto validi, sono disponibili anche gli “Schemi di Diritto Processuale Civile”, autori Luigi Edoardo Fiorani e Ruben Di Stefano (NelDiritto Editore 480 pagine).

Diritto processuale civile: qualche consiglio pratico

Un errore comune, che spesso si fa quando si inizia a studia la procedura civile, è quello di concentrarsi esclusivamente sulla comprensione del meccanismo processuale e sull’apprendimento della terminologia specifica, lasciandosi travolgere dalla notevole quantità di dati da ricordare. Tuttavia la procedura civile, per quanto materia dotata di elevato tecnicismo, non può essere davvero capita nè compresa se si studia a “compartimenti stagni” o la si “isola” dal diritto sostanziale. Il diritto processuale civile, pur nella sua differenziazione fra riti, andrebbe considerato come un insieme unico, con collegamenti e richiami costanti.

Soprattutto, poi, mai dimenticare che lo studio del diritto civile sostanziale è imprescindibile (su come affrontarlo, ne parliamo qui: Dove studiare diritto civile), ed è dato per scontato: non avrebbe alcun senso saper esporre con grande precisione le fasi del processo esecutivo senza avere a monte ben fissati i concetti di debitore e creditore.

Allo stesso modo, seppure con una punta in meno di approfondimento, una buona base di diritto costituzionale non può mancare (suggerimenti a questo link: Dove studiare diritto costituzionale).

Anche passare dalla teoria alla pratica è una buona strategia: andare in tribunale, vedere un fascicolo di causa, fare un giro delle cancellerie civili, sono tutti ottimi modi di concretizzare quanto appreso astrattamente. Senza contare che sono attività che, a prescindere dalla professione che si sceglierà di svolgere, si riveleranno utili da conoscere. In diverse università, peraltro, alcune cattedre organizzano apposite visite in cui agli studenti è offerta l’occasione di recarsi nelle aule di giustizia per vedere da vicino come si svolge un processo.

note

Autore immagine: Pixabay.com

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