HOME Articoli

Le Guide Dove studiare diritto processuale penale

Le Guide Pubblicato il 11 agosto 2017

Articolo di




> Le Guide Pubblicato il 11 agosto 2017

Diritto processuale penale: su quali testi studiare per avere una buona preparazione?

Diritto processuale penale: la materia

Il diritto processuale penale è una materia altamente tecnica e di fondamentale importanza nell’ordinamento italiano.

Indipendentemente da quale sarà il percorso professionale che uno studente di giurisprudenza intraprenderà al termine della propria carriera accademica, lo studio delle procedure (sia quella penale, ma anche la procedura civile, nonché il diritto processuale amministrativo) è determinante per comprendere appieno l’applicazione pratica del diritto penale sostanziale, come si svolge ogni giorno nelle aule di giustizia.

Esistono numerosi testi e manuali per studiare la materia: vediamo quali sono.

Diritto processuale penale: manuali per la preparazione

Uno dei manuali storici di diritto processuale penale è sicuramente il “Manuale di procedura penale” di Paolo Tonini (Giuffrè, 1122 pagine). La sua utilità prescinde dalle aule universitarie, in quanto numerosi professionisti lo usano come punto di riferimento e manuale anche nel corso della propria carriera, affiancandolo agli strumenti di lavoro necessari per l’esercizio della professione forense (codici commentati e non, banche dati). Ricostruisce ed analizza con precisione ed un linguaggio scorrevole tutta la procedura penale, dai soggetti ai riti speciali, consentendo una chiara e puntuale visione di insieme.

Molto utilizzata nelle aule universitarie, a seconda dei corsi, è anche la versione più breve del manuale di Paolo Tonini: i “Lineamenti di diritto processuale penale” (Giuffrè, 622 pagine) costituiscono comunque un testo agevole e molto denso, in grado di garantire una efficace preparazione e di permettere – anche a chi magari ha preferito scegliere un testo più corposo – un agevole ripasso.

Altro testo molto usato è il “Compendio di procedura penale”, a cura di Giovanni Conso, Vittorio Grevi, Marta Bargis (Editore Cedam, 1192 pagine). Manuale che da sempre divide la scena con il testo di Paolo Tonini, non deve trarre in inganno a causa del titolo, in cui è definito “compendio”: con le sue 1192 pagine, infatti, è in pratica un vero e proprio manuale completo, che tiene conto delle pronunce costituzionali, delle decisioni delle sezioni unite della Corte di cassazione e della giurisprudenza di rilievo della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Sia il “Compendio di procedura penale” di Conso- Grevi, che il testo di Paolo Tonini (in quest’ultimo caso sia nella versione manuale, che nella pubblicazione come lineamenti) sono peraltro utilizzati anche per la preparazione dei concorsi e degli esami di abilitazione all’esercizio della professione forense (prova scritta e, per chi ha scelto tale materia, anche prova orale). Questa loro versatilità è senza ombra di dubbio una riprova della loro grande capacità espositiva e della possibilità di farne un uso non strettamente universitario ed accademico ma anche professionale.

Diritto processuale penale: se si ha poco tempo

Naturalmente, una disciplina complessa come la procedura penale richiede i giusti tempi per essere assimilata e fatta propria.

Se tuttavia non si avesse il tempo necessario per affrontare un manuale lungo ed approfondito, allora si potrà optare per il ricorso a testi più brevi e snelli. I libri di questo tipo saranno infatti in grado di fornire una buona preparazione di base, che tocchi tutti gli argomenti fondamentali senza analizzarli minuziosamente nel dettaglio, fornendo in ogni caso la possibilità di coprire gli argomenti indispensabili e capire il funzionamento del processo penale (su tutti, i compendi delle Edizioni Simone e NelDiritto Editore).

Per agevolare la memorizzazione, di grande aiuto sono anche tutte le pubblicazioni che fanno – a monte – quel prezioso lavoro di schematizzazione cui molti studenti dedicano spesso gran parte del loro tempo di studio. A questo proposito, particolarmente validi sono i testi delle Edizioni Simone e di NelDiritto Editore: schematici e brevi, facilitano la comprensione e sono anche molto indicati per tutti coloro che hanno una memoria visiva particolarmente accentuata. Tra questi, ricordiamo “Schemi & Schede di Diritto Processuale Penale” – per le Edizioni Simone, 224 pagine – ed anche “Schemi di diritto processuale penale”, a cura di Daniela Rocchi, NelDiritto Editore (304 pagine).

La sintesi che li caratterizza li rende anche un ottimo strumento di lavoro per una veloce conferma in caso di dubbi dell’ultimo momento, oltre naturalmente all’aiuto che sono in grado di dare durante la preparazione dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense. Per quest’ultima ipotesi, esistono peraltro anche collane apposite, tra cui può citarsi quella dei “Quaderni dell’Aspirante Avvocato” delle Edizioni Simone, tra cui è compreso appunto il volume “Diritto Processuale Penale – Manuale di base per la preparazione alla prova orale” (368 pagine), che presenta inoltre una appendice contenente gli argomenti oggetto di domanda d’esame.

Tutti coloro che invece, al contrario, avessero tempo e piacere nell’approfondire la preparazione, oltre all’utilizzo dei manuali classici – più corposi e dettagliati – potrebbero ricorrere anche all’uso di codici commentati o fare approfondimenti giurisprudenziali.

Diritto processuale penale: raccomandazioni finali

Come per lo studio di ogni diritto processuale, anche il diritto processuale penale non può essere affrontato correttamente senza l’ausilio dei due strumenti di lavoro necessari allo studente-giurista: il codice di procedura penale e leggi complementari, e la propria precedente preparazione in diritto penale sostanziale (per approfondire: Dove studiare il diritto penale).

Una buona competenza in diritto penale, infatti, che sia anche aggiornata – vista l’evoluzione costante della giurisprudenza penalistica, sia di merito che di legittimità – permette di coniugare le due materie e fare il “salto mentale” necessario per capire l’applicazione del diritto sostanziale all’ambito processual-penalistico. Lo stesso discorso può farsi per la conoscenza del diritto costituzionale, che a conti fatti rappresenta veramente una base da cui non si può prescindere.

Un’attenta e costante lettura del codice di procedura penale, inoltre, da farsi accompagnando lo studio con una continua consultazione, consente spesso di cogliere preziosi collegamenti fra gli articoli di legge (che magari non in tutti i testi sono riportati) ed abitua la mente a mettere in relazione le disposizioni fra loro, permettendo di connettere la materia e diventarne veramente padroni.

note

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI