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Disservizi telefono e internet: istanza al Co.re.com

27 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 agosto 2017



Disservizi Tim, Vodafone, Wind, Fastweb, Sky ecc.: come trovare un accordo con l’operatore, risolvere il problema e ottenere l’indennizzo.

Disservizi riferiti a contratti, abbonamenti, bollette in materia di telecomunicazioni: in caso di controversie tra utenti ed operatori delle telecomunicazioni (telefonia, Internet, pay-tv), è possibile esperire un tentativo di conciliazione dinanzi al Co.re.com (Comitato regionale per le comunicazioni). Tale tentativo è comunque obbligatorio prima di ricorrere al giudice, qualora si volesse far causa all’operatore per il disservizio e i relativi danni subìti.

Difatti, il ricorso in sede giurisdizionale è improcedibile fino a che non sia stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi al Co.re.com competente per territorio.

La procedura di conciliazione, tra utente e operatore, dinanzi al Co.re.com è semplice, informale e gratuita.

Alla presenza di un soggetto neutrale (il conciliatore) utente e operatore cercano di trovare una soluzione amichevole alla controversia. Vediamo come funziona il procedimento.

Co.re.com: cos’è e come si individua la competenza territoriale

Il Co.re.com (Comitato regionale per le comunicazioni ) è un organo del Consiglio regionale con compiti di vigilanza nel settore delle telecomunicazioni. Esso, in qualità di organo funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), esercita sul territorio di competenza specifiche attività delegate. Tra queste rientra la conciliazione tra utenti e operatori delle telecomunicazioni.

Per determinare il Co.re.com territorialmente competente per l’esperimento del tentativo di conciliazione si ha riguardo al luogo in cui è ubicata la postazione fissa ad uso dell’utente finale o, negli altri casi, al domicilio indicato dall’utente al momento della conclusione del contratto o, in mancanza, alla sua residenza o sede legale.

Provvedimenti temporanei in materia di sospensione del servizio

Fermo restando l’obbligo di informare l’utente con congruo preavviso, l’operatore, salvi i casi di frode, di ripetuti ritardi di pagamento o di ripetuti mancati pagamenti e per quanto tecnicamente fattibile, può disporre la sospensione del servizio solo con riferimento al servizio interessato dal mancato pagamento.

Non può intendersi come mancato pagamento il pagamento parziale di una o più fatture da parte dell’utente qualora il pagamento omesso riguardi addebiti oggetto di contestazione: ciò per tutto il periodo in cui con riferimento a tali addebiti siano pendenti una procedura di reclamo oppure di conciliazione o di definizione della controversia, fino alla loro conclusione, e compresi gli intervalli di tempo intercorrenti tra le diverse procedure per la durata massima di tre mesi dalla conclusione della procedura di reclamo o di conciliazione, termine entro il quale deve essere inoltrata, rispettivamente, la domanda per la successiva procedura di conciliazione o di definizione.

Il ritardato o mancato pagamento non può intendersi come ripetuto se nei sei mesi precedenti la scadenza della fattura in questione i pagamenti sono stati effettuati senza ritardi.

Si può considerare ritardato unicamente il pagamento avvenuto almeno quindici giorni oltre la scadenza e fatti comunque salvi i casi di ritardo nella emissione o consegna della fattura.

L’utente, contestualmente alla proposizione dell’istanza per l’esperimento del tentativo di conciliazione può chiedere al Co.re.com l’adozione di provvedimenti temporanei diretti a garantire la continuità dell’erogazione del servizio o a far cessare forme di abuso o di scorretto funzionamento da parte dell’operatore sino al termine della procedura conciliativa.

A pena di inammissibilità la richiesta dell’utente, per la quale può essere utilizzato il formulario GU5 disponibile sul sito web dell’Autorità (www.agcom.it), deve essere corredata, ove non presentata contestualmente ad essa, da copia dell’istanza di conciliazione, della quale deve essere comprovato l’avvenuto inoltro.

Il Co.re.com, entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta, con atto motivato, adotta un provvedimento temporaneo, ovvero rigetta la richiesta, inviando copia della decisione alle parti.

Procedura di conciliazione dinanzi al Co.re.com

Nell’istanza presentata al Co.re.com che introduce il procedimento di conciliazione devono essere indicati, a pena di inammissibilità: il nome, il cognome e la residenza o il domicilio dell’utente, il numero dell’utenza in caso di servizi telefonici, la denominazione e la sede dell’operatore. L’istanza deve essere accompagnata da fotocopia di un documento di identità dell’utente interessato.

Nell’istanza devono essere altresì indicati:

  1. i fatti che sono all’origine della controversia tra le parti;
  2. gli eventuali tentativi già esperiti per la composizione della controversia;
  3. le richieste dell’istante;
  4. i documenti che si allegano.

L’istanza, a pena di inammissibilità, è sottoscritta dall’utente o, per le persone giuridiche, dal rappresentante legale, ovvero da un rappresentante munito di procura speciale, conferita con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, ed è consegnata a mano contro rilascio di ricevuta ovvero inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, a mezzo fax o tramite posta elettronica certificata.

L’istanza può anche essere inoltrata compilando il formulario UG, disponibile sul sito ufficiale dell’Autorità (www.agcom.it) e presso gli uffici dei Co.re.com.

Il Co.re.com, qualora ravvisi una causa di inammissibilità dell’istanza, entro dieci giorni dalla presentazione della stessa, dichiara, con atto motivato, l’improcedibilità del tentativo di conciliazione, comunicandolo all’istante.

Avviso di convocazione delle parti al Co.re.com

Il Co.re.com, verificata l’ammissibilità della domanda, comunica alle parti, entro sette giorni lavorativi dal ricevimento dell’istanza, l’avviso di convocazione per l’esperimento del tentativo di conciliazione, da tenersi non prima di sette giorni lavorativi dal ricevimento della predetta comunicazione.

In tale avviso sono specificamente indicati:

  1. la data di iscrizione al protocollo dell’istanza;
  2. la data e il luogo fissati per la conciliazione;
  3. l’oggetto della procedura;
  4. il responsabile del procedimento;
  5. le modalità di comunicazione dell’adesione alla procedura e le relative conseguenze in caso di mancata comunicazione;
  6. la data entro la quale deve concludersi il procedimento e gli ulteriori rimedi esperibili;
  7. l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

La parte che non ha proposto l’istanza, entro dieci giorni dal ricevimento dell’avviso di convocazione ha l’onere di comunicare al Co.re.com, con le modalità indicate nell’avviso medesimo, la propria volontà di partecipare alla procedura conciliativa. Decorso detto termine, in mancanza di tale comunicazione, ovvero in caso di dichiarazione esplicita di non voler partecipare all’udienza di conciliazione, il responsabile del procedimento redige un verbale con il quale dà atto dell’esito negativo del tentativo di conciliazione, trasmettendolo tempestivamente alla parte istante.

L’istante che intenda rinunciare all’esperimento del tentativo di conciliazione ne dà comunicazione al Co.re.com al più presto, e comunque con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data fissata per l’udienza.

Udienza di conciliazione Co.re.com

In udienza le parti intervengono personalmente, ovvero, in caso di persone giuridiche, in persona del loro legale rappresentante.

Le parti possono inoltre farsi rappresentare da soggetti muniti di procura generale o speciale (per esempio avvocati) purché idonea a conciliare o transigere la controversia, conferita con atto pubblico o con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata corredata della fotocopia di un documento di identità del delegante. Le parti, inoltre, possono farsi assistere da consulenti o rappresentanti delle associazioni di consumatori.

Previa richiesta al responsabile del procedimento, le parti possono partecipare all’udienza in videoconferenza o tramite strumenti telematici.

L’udienza si svolge dinanzi al responsabile del procedimento, che per il compimento di uno o più atti può avvalersi di persona da lui delegata. Il responsabile del procedimento invita le parti ad esporre le rispettive ragioni, al fine di chiarire i punti di contrasto e di individuare una soluzione reciprocamente accettabile.

In qualsiasi fase della conciliazione il responsabile del procedimento può suggerire alle parti una o più soluzioni alternative per la composizione della controversia.

Su richiesta motivata anche di una sola delle parti il responsabile del procedimento può fissare un’altra udienza.

Nel corso dell’udienza ciascuna delle parti può abbandonare la conciliazione.

 

Esito del tentativo di conciliazione Co.re.com

1) Se le parti trovano un accordo

Se la conciliazione ha esito positivo, è redatto un verbale in cui si indicano i punti controversi e si dà atto dell’accordo, specificandone il contenuto.

Il verbale di conciliazione, sottoscritto, oltre che dalle parti, dal responsabile della procedura designato dal Co.re.com territorialmente competente, o dal suo delegato, che certifica l’autografia delle sottoscrizioni, costituisce titolo esecutivo.

2) Se le parti non trovano un accordo

Se in udienza non si raggiunge l’accordo, su tutti o alcuni dei punti controversi, il responsabile del procedimento redige un sintetico verbale in cui si annota esclusivamente l’oggetto della controversia e che la stessa è stata sottoposta a tentativo di conciliazione con esito negativo.

Nel processo verbale, inoltre, le parti possono indicare l’eventuale soluzione parziale sulla quale concordano, ovvero ciascuna può chiedere di dare atto della propria proposta di componimento.

La parte interessata può presentare ricorso al giudice per la soluzione della controversia.

3) Se le parti non si presentano in udienza

Se la parte convenuta non compare in udienza, il responsabile del procedimento dà atto nel verbale dell’esito negativo della procedura di conciliazione

Se la parte istante o entrambe le parti non compaiono in udienza, il responsabile del procedimento redige un verbale di mancata comparizione ed il procedimento è archiviato.

Se l’assenza delle parti è dipesa da giustificati motivi, prontamente comunicati al responsabile del procedimento, questi fissa una nuova udienza, dandone avviso alle parti.


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