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Lo sai che? Domanda on line rottamazione liti fiscali

Lo sai che? Pubblicato il 10 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 agosto 2017

Disponibile il link sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per presentare la domanda di definizione delle liti fiscali.

Chiudere definitivamente la causa con il Fisco tramite un click: l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il servizio on line per la presentazione delle domande di adesione alla definizione agevolata (rottamazione) delle liti fiscali.

Il servizio, raggiungibile cliccando qui,  consente a tutti i contribuenti che hanno una controversia tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate (nella quale il ricorso introduttivo sia stato notificato entro il 24 aprile 2017), di definirla in via agevolata.

Una volta inserite le proprie credenziali per accedere ai servizi telematici, nell’area autenticata del sito alla sezione “Servizi per > Richiedere”, la funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti (art. 11, D.L. 50/2017)” ne permette compilazione e trasmissione.

 

Come funziona la definizione agevolata liti fiscali

Il contribuente che si trova in causa con l’Agenzia delle Entrate, dinanzi alle commissioni tributarie, in ogni stato e grado del giudizio (compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio), può chiudere definitivamente la lite, pagando un importo ridotto.

Si tratta della definizione agevolata (meglio conosciuta come rottamazione) delle liti fiscali: essa avviene con il pagamento di tutti gli importi dell’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto.

In sostanza, vengono rottamate solo le sanzioni e gli interessi di mora.

 

Quanto si paga con la definizione delle liti fiscali?

 La definizione agevolata delle liti fiscali avviene col pagamento di tutti gli importi dell’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo di cui calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora.

Le sanzioni collegate al tributo sono quelle irrogate a seguito di violazioni c.d. sostanziali, cioè incidenti sulla determinazione e sul pagamento del tributo (ad esempio, sanzione di omessa o infedele dichiarazione e sanzione di omesso o ritardato versamento).

Se la controversia attiene esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.

In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla definizione.

La somma dovuta per la definizione, cosiddetto “importo lordo dovuto”, è costituita:

– da tutti gli importi spettanti all’Agenzia delle entrate, richiesti con l’atto impugnato, nella misura in cui sono stati contestati con l’atto introduttivo del giudizio di primo grado, con esclusione solo delle sanzioni pecuniarie.

Dunque, non rientra nell’ambito di applicazione della definizione agevolata la parte di tributo e relativi accessori (sanzioni e interessi) che non ha formato oggetto di impugnazione;

– dagli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, calcolati sull’importo dei tributi recati dall’atto impugnato per il periodo che va dalla data di notifica dell’atto medesimo fino al sessantesimo giorno successivo.

Per le liti che attengono esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, occorre verificare se l’importo relativo agli stessi tributi sia stato definito con altra tipologia di definizione (ad esempio, definizione dei carichi affidati all’agente della riscossione – rottamazione cartelle esattoriali) o sia stato, comunque, pagato.

In tali casi, la lite si definisce senza versare alcun importo, vale a dire con la sola presentazione della domanda di definizione entro il 2 ottobre 2017.

 


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