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Vendita all’asta: se l’aggiudicatario non versa il prezzo

19 agosto 2017


Vendita all’asta: se l’aggiudicatario non versa il prezzo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 agosto 2017



È fissata l’asta per la vendita dell’abitazione tenuta in comproprietà indivisa con il coniuge con due procedure distinte, a carico dei distinti proprietari, procedure riunite successivamente. Viene aggiudicata la vendita alla prima asta.
L’aggiudicatario non versa l’intero prezzo nei termini e viene dichiarato decaduto.
È possibile, in carenza di aggiudicazione e nelle more della fissazione di altra data per nuova asta, procedere alla conversione immobiliare del debito, anche solo per la propria singola procedura?
La conversione è stata già richiesta a pochi giorni dalla data dell’asta ed il giudice l’ha negata perché ritenuta tardiva.

L’articolo 495 del Codice di procedura civile (modificato dalla legge 14 maggio 2005, n.80) prevede che la cosiddetta conversione del pignoramento (cioè la sostituzione delle cose pignorate con una somma di danaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all’importo dovuto al creditore pignorante e a quelli intervenuti, comprensivo di capitale, interessi e spese) possa essere chiesta dal debitore prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione.

Ciò significa, nel caso di una espropriazione immobiliare, che il termine ultimo per la presentazione dell’istanza di conversione da parte del debitore (come ha pure chiaramente indicato la Corte di Cassazione con sentenza n. 8017 del 2 aprile 2009) coincide con l’adozione da parte del giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’articolo 569 del Codice di procedura civile, del provvedimento che autorizza la vendita.

Ciò premesso, deve esser detto che un conto è la possibilità di presentare l’istanza per ottenere la conversione (possibilità che non può essere negata), un conto è la ammissibilità della istanza stessa (che tocca ovviamente al giudice di valutare).

Nel caso specifico che interessa al lettore, non avendo altri dati a disposizione, ipotizzo che l’aggiudicatario sia stato dichiarato decaduto dal giudice con decreto ai sensi dell’articolo 587 del Codice di procedura civile, e che il giudice stesso abbia fissato con lo stesso decreto un nuovo incanto (oltre ad una nuova udienza per l’audizione delle parti a norma dell’articolo 569 del codice di procedura civile e dell’articolo 176 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile).

Se le cose sono andate in questo modo, occorre evidenziare che la legge stabilisce (il citato articolo 587) che il giudice disponga il nuovo incanto nello stesso decreto con cui dichiara decaduto l’aggiudicatario, ed è pertanto da escludere che l’istanza di conversione possa essere presentata dopo l’emissione del decreto con cui il giudice ha disposto il nuovo incanto (proprio perché l’articolo 495 individua come termine ultimo per presentarla il momento in cui la vendita viene disposta).

Se poi del nuovo incanto (successivo alla decadenza dell’aggiudicatario) vi sia stata già una prima asta, è ancor più certo che l’istanza di conversione oggi sia inammissibile (tenuto anche conto che l’ultimo comma dell’articolo 495 impedisce di presentarla più di una volta).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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