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Se cessa il mantenimento ai figli aumenta quello alla moglie?

10 agosto 2017


Se cessa il mantenimento ai figli aumenta quello alla moglie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 agosto 2017



Separazione e divorzio: il fatto che il figlio sia divenuto indipendente non fa scattare in automatico il diritto per l’ex moglie a ottenere un aumento dell’assegno di mantenimento.

Quando il marito smette di pagare il mantenimento ai figli acquista certamente una maggiore capacità economica; questo fatto è sufficiente a far acquisire, alla ex moglie, il diritto a ottenere automaticamente un aumento del proprio assegno di divorzio? Il problema se lo è posto la Cassazione con una recente sentenza [1] dando una risposta salomonica. Ma per comprendere i termini della questione facciamo un esempio.

Immaginiamo un uomo che, dopo il divorzio, sia stato condannato dal giudice a versare 500 euro di mantenimento ai due figli e 300 euro alla moglie. La donna avrebbe voluto di più per sé, ma il giudice non glielo ha concesso solo per via delle ristrette condizioni economiche dell’uomo, titolare di uno stipendio di solo 1.700 euro e, quindi, impossibilitato a versare di più. Dopo qualche anno, entrambi i ragazzi, superati gli studi universitari, ottengono un lavoro fisso; il giudice pertanto libera il padre dall’obbligo di versare loro il mantenimento. Alla luce di ciò, l’ex moglie ritorna all’attacco e chiede al tribunale di ordinare, all’ex marito, un’integrazione sull’assegno di divorzio, da 300 a 500 euro; e ciò perché le sue condizioni economiche – con la cessazione degli obblighi verso i figli – sono migliorate. L’uomo si oppone. Chi dei due ha ragione?

Secondo la Cassazione, l’arricchimento dell’ex marito determinato dalla riduzione o dall’eliminazione dell’assegno di mantenimento ai figli non fa scattare in automatico il dovere, per quest’ultimo, di dare più soldi all’ex moglie. Perché ciò avvenga è necessario che il coniuge che chiede la maggiorazione (nel nostro esempio la moglie) dimostri di avere, a suo tempo, ottenuto dal giudice un assegno ridotto rispetto al suo diritto, ridotto a causa degli altri oneri di mantenimento sostenuti dall’ex marito.

L’assegno di mantenimento verso i figli e quello verso la moglie operano su due piani differenti e non può la caduta o la riduzione del primo andare automaticamente a favore dell’altro. Pertanto, se l’ex moglie vuole un incremento del proprio assegno non può limitarsi a dimostrare il miglioramento della situazione economica del marito ma deve dimostrare che l’ammontare originario del suo assegno era più basso di quanto dovuto per via degli esborsi in favore del resto della famiglia.

Quindi, nell’esempio di poc’anzi, la donna ha diritto a ottenere un aumento del mantenimento che, in prima battuta, le era stato accordato in versione ridotta per privilegiare l’interesse dei figli.

note

[1] Cass. sent. n.19746/17 del 9.08.2017.

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