Diritto e Fisco | Articoli

Incidenti per randagi? Asl e Comune responsabili

2 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2017



Se si verifica un incidente a causa di un animale randagio, il risarcimento deve essere chiesto sia al Comune che alla Asl.

Gli incedenti causati da animali randagi non sono certo una novità: soprattutto di sera, su strade buie, basta un cane o un gatto che sfreccia sull’asfalto per provocare danni gravi e, spesso, non solo al mezzo ma anche a chi si trova dentro. Chi risarcisce in questi casi? La legge parla chiaro [1]: i Comuni hanno il compito di mettere in sicurezza i canili comunali esistenti e costruirne di nuovi. Ma anche la Asl devono fare la loro parte, gestendo il servizio di accalappiamento dei cani vaganti e trasferendoli presso i canili pubblici. Se, quindi, le Asl non provvedono a catturare i randagi, i Comuni non possono attuare nessun intervento di vigilanza. Ciò significa che i loro compiti sono legati e, in caso di incidenti a causa di randagi, Asl e Comune sono responsabili [2].

Asl e Comuni hanno compiti tra loro collegati

Incidente per un cane: chi si occupa dei randagi?

La Corte di Cassazione si è espressa più volte sulla questione degli incidenti causati da animali randagi e, in più occasioni [3], ha ribadito che la responsabilità degli enti locali non esclude quella delle Asl. Nel dettaglio:

  • i Comuni devono occuparsi dell’organizzazione, della prevenzione e del controllo dei cani vaganti, per evitare che provochino danni alla persone del territorio. A loro spetta, quindi, la costruzione, la sistemazione e la gestione dei canili e dei rifugi per cani;
  • le Asl devono occuparsi, invece, del servizio di accalappiamento dei cani vaganti, trasferendoli presso i canili pubblici.

Occorre guardare sempre alla legge regionale

Incidente per un cane: chi ne risponde?

Ciò significa che, se a causare un incidente è un cane randagio, la responsabilità è sia della Asl che del Comune perché entrambi devono occuparsi della lotta al randagismo. La loro è una responsabilità solidale: significa che, non essendo possibile individuare un soggetto proprietario degli animali selvatici, se non si attivano per evitare il danno, è come se lo causassero loro stessi. Ciò significa che i cittadini, danneggiati direttamente o indirettamente, possono richiedere il risarcimento.

In realtà, non manca chi non è della stessa opinione. In una recente sentenza [4] il Tribunale civile di Cagliari sostiene se il fatto si verifica in luogo isolato e distante dal centro abitato, non si può dare la colpa agli enti pubblici che non possono vigilare incessantemente tutto il territorio. Ecco perché, per essere davvero certi di aver chiesto il risarcimento al soggetto giusto, occorre fare riferimento alla legge della Regione in cui si è verificato l’incidente: se, infatti, esiste una norma regionale che attribuisce alla Asl territorialmente competente ed ai suoi servizi veterinari la lotta al randagismo, allora obbligata a rispondere dei danni sarà la Asl. Tuttavia, ciò non esclude una colpa concorrente del Comune, provando, ad esempio, che il Comune è rimasto inerte nonostante precedenti denunce di avvistamento di cani randagi nella zona dove poi è avvenuto il fatto. Si legga, per approfondire, Danno provocato da cani randagi: chi ne risponde?.

note

[1] L. n. 34 del 21.10.1997.

[2] Trib. Santa Maria Capua Vetere sent. n. 420 dello 01.02.2016.

[3] Cass. sent. n. 10190 del 28.10.2010 e Cass. sent. n. 17528 del 23.08.2011.

[4] Trib. Cagliari sent. n. 414 del 10.02.2016.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI