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La cartella multe scade dopo cinque anni

8 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 settembre 2017



La prescrizione del diritto ad agire in esecuzione dell’agente della riscossione scatta dopo cinque anni. Come far valere la prescrizione.

Ancora una volta i giudici, nello specifico i giudici di pace di Bari, con due sentenze diverse [1], una del mese di aprile scorso, l’altra del 26 luglio appena passato, confermano che la cartella avente ad oggetto delle multe (sanzioni amministrative) si prescrive (in termini poveri scade) dopo cinque anni dalla sua notifica al destinatario. In altri termini, se la cartella è stata ricevuta oltre cinque anni prima e, durante tale periodo, non c’è stato alcun atto interruttivo (ad esempio, l’invio di un’intimazione di pagamento o di un preavviso di fermo), il cittadino interessato ha tutte le facoltà per fare ricorso (opposizione all’esecuzione), facendo accertare e dichiarare l’insussistenza del diritto a procedere in esecuzione nei suoi confronti. Ma andiamo per ordine e chiariamo tutti i passaggi.

Che cos’è la cartella esattoriale?

Senza dilungarmi in tante spiegazioni di carattere tecnico, la cartella esattoriale, cioè quella che viene recapitata al contribuente/cittadino dall’agente della riscossione è un titolo esecutivo. Al pari di una sentenza di un tribunale, diventata definitiva poiché non appellata da nessuno, con la cartella esattoriale è possibile procedere esecutivamente e/o imporre delle misure cautelari, nei riguardi del debitore della stessa. In altri termini è possibile pignorargli il conto corrente, lo stipendio, la pensione, fermargli amministrativamente un veicolo, ipotecargli un immobile (anche se con alcuni limiti), ecc.

Quindi possiamo definirla un bel problema e se ci sono i presupposti o gli elementi per poterla bloccare e annullare definitivamente, è tutto grasso che cola per il malcapitato di turno.

Quando scade (si prescrive) la cartella multe?

La cartella esattoriale avente ad oggetto delle multe scade, cioè si prescrive, dopo cinque anni. In realtà la legge [2] parla di sanzioni amministrative che si prescrivono nel predetto termine, ma nulla dice a proposito delle successive ed inesorabili cartelle esattoriali. Alla luce di tale lacuna, per molto tempo, nella giurisprudenza si è discusso se il termine di scadenza delle suddette cartelle fosse decennale o quinquennale come, invece, previsto per il tipo di debito (in questo caso, la sanzione amministrativa) in esse contenute.

Ebbene, in materia di prescrizione, la Cassazione, con una decisione presa a sezioni unite [3], ha esplicitamente chiarito che la cartella esattoriale segue la sorte del tipo di tributo in essa previsto: se originariamente, la legge prevede che esso scada dopo cinque anni, automaticamente anche la cartella esattoriale che lo conterrà avrà la stessa sorte.

In termini pratici quindi, a proposito della cosiddetta “cartella multe” essa si prescrive dopo cinque anni e nel solco della descritta conclusione, s’inseriscono, in perfetta armonia, le due sentenze del giudice di pace di Bari richiamate in nota [1].

Come faccio a far valere la prescrizione della cartella multe?

In realtà è molto più semplice di quanto pensiate. È sufficiente proporre un’opposizione all’esecuzione [4], facendo accertare e dichiarare l’estinzione del diritto a procedere esecutivamente dell’agente della riscossione, basato sulla cartella scaduta ed opposta.

A tal proposito non è necessario attendere un atto da impugnare (ad esempio un’intimazione di pagamento o un preavviso di fermo), poiché l’opposizione all’esecuzione minacciata con la cartella esattoriale già ricevuta, può essere proposta senza dover attendere o rispettare alcun termine.

Per la precisione occorre:

  • preparare e notificare un atto di citazione a comparire dinanzi al giudice di pace del luogo di residenza del debitore, sostenendo che la cartella o le cartelle interessate si sono prescritte;
  • iscrivere la causa a ruolo pagando le tasse dovute (contributo unificato ed eventuale bollo);
  • discutere la causa così avviata ed attendere la sentenza.

Si tratta di un’attività che, per opportunità, richiede l’assistenza di un legale: fatevi fare un preventivo scritto (adesso obbligatorio, come previsto dal recente dl concorrenza), così non avrete alcuna sorpresa sui costi e i benefici della vostra iniziativa.

note

[1] Sent. Gdp di Bari n. 1276/2017 – 1644/2017.

[2] Art. 28 legge n. 689/1981.

[3] Cass. Sez. Un. Sent. n. 23397/2016.

[4] Art. 615 cod. proc. civ.


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