Diritto e Fisco | Articoli

Per essere mantenuti dall’ex marito quanto bisogna guadagnare?

13 agosto 2017


Per essere mantenuti dall’ex marito quanto bisogna guadagnare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 agosto 2017



Assegno di divorzio: la moglie deve dimostrare di non avere la capacità economica di mantenersi.

Per ottenere l’assegno di divorzio dall’ex marito non basta più dimostrare, come in passato, di non avere colpe nel processo di separazione (il che significa che non si deve subire il cosiddetto «addebito»); è ora necessaria anche la prova di non avere la possibilità di mantenersi da soli. Questo perché, se invece il coniuge più “povero” ha comunque il reddito sufficiente alle spese essenziali alla sua quotidianità non ha più diritto al mantenimento. Sono queste le profonde novità che scaturiscono dalla rivoluzionaria interpretazione varata in primavera dalla Cassazione. Ma procediamo con ordine e vediamo, per essere mantenuti dall’ex marito, quanto bisogna guadagnare.

Cosa cambia con l’approvazione delle nuove regole sul mantenimento all’ex moglie, adottate lo scorso 10 maggio dalla Cassazione [1]? Innanzitutto che al coniuge col reddito più basso non spetta sempre l’assegno di divorzio; il contributo gli è dovuto solo se dimostra di non avere le capacità economiche per mantenersi. In secondo luogo, la moglie giovane e con concrete capacità lavorative, anche se disoccupata, non può pretendere l’assegno dal marito, ma deve provvedere a trovarsi un’occupazione. In terzo luogo, ben è possibile una situazione di forte sproporzione tra il reddito dell’uomo e il mantenimento versato alla donna: questo perché la funzione dell’assegno di divorzio non è più quella di garantire al coniuge più debole economicamente di mantenere lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio (situazione che portava a una divisione quasi perfetta dei redditi dei due coniugi), ma solo di raggiungere l’indipendenza e l’autosufficienza economica. È chiaro quindi che se tale possibilità già sussiste, a prescindere dal divario di reddito con l’ex, non si può pretendere un assegno mensile.

È vero che alla moglie non spetta più alcun mantenimento? In parte sì, laddove questa non riesca a dimostrare al giudice di non avere concrete possibilità per mantenersi da sola. Ma qual è il reddito minimo che fa perdere l’assegno di divorzio? In altre parole, fino a che importo si può guadagnare e, nello stesso tempo, essere mantenuti dall’ex marito?

Prima di spiegare quanto bisogna guadagnare per essere mantenuti dall’ex marito, è bene un’importantissima precisazione: poiché l’autosufficienza economica è uguale per tutte le persone (salvo che vi siano particolari condizioni di salute che impongano un aggravio di spese quotidiane), il calcolo dell’assegno di mantenimento seguirà regole molto più uniformi rispetto al passato. L’importo non cambierà più, cioè, in base al reddito dell’uomo ma solo in base ai seguenti elementi:

  • possibilità economiche del coniuge richiedente (redditi di lavoro o di altra natura come quelli da affitto, partecipazioni in società, investimenti, ecc.);
  • sostegni ricevuti da terzi (ad esempio dalla famiglia di provenienza);
  • età, formazione e salute del coniuge richiedente che, se anche al momento disoccupato, gli consentono comunque di trovare una nuova occupazione;
  • disponibilità di un alloggio (se, ad esempio, in presenza di figli il giudice ha assegnato la casa alla moglie);
  • durata del matrimonio.

Detto ciò, vediamo ora qual è il reddito minimo oltre il quale si perde il mantenimento. Si tratta del reddito necessario a «mantenersi da soli», ossia ad avere l’autosufficienza economica. Per stabilire quale sia questo importo viene in soccorso una recente sentenza del Tribunale di Milano [2] secondo cui la soglia è quella di circa mille euro al mese. Perché proprio mille euro? Il ragionamento fatto dai giudici lombardi è il seguente. La soglia di povertà, nel nostro Paese, viene determinata in circa 11.528,41 euro all’anno. Sotto questo importo di redito, infatti, si ha diritto al cosiddetto «gratuito patrocinio», ossia all’avvocato pagato dallo Stato. In pratica si tratta di poco meno di mille euro al mese.

Dunque, fermo restando il vaglio di tutte le particolarità del caso che potrebbero far fluttuare tale importo:

  • chi guadagna meno di 1.000 euro in un mese può ottenere l’assegno di mantenimento fino, almeno, a raggiungere tale importo;
  • chi ne guadagna di più, invece non ha diritto all’assegno di divorzio.

Si tratta comunque di una isolata sentenza. Staremo a vedere, nei prossimi mesi, cosa dirà in proposito la Cassazione.

note

[1] Cass. sent. n. 11504/17 del 10.05.2017.

[2] Trib. Milano, ord. del 22.05.2017.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI