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Lo sai che? Decreto terremoto: tutte le agevolazioni fiscali

Lo sai che? Pubblicato il 1 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 settembre 2017

Tributi, esenzioni, canone tv, aiuti alle imprese, sospensione dei termini per la riscossione. Gli aiuti a chi è stato colpito dal sisma nel Centro Italia.

La ricostruzione di un territorio dopo un violento sisma non consiste soltanto nel rimettere in piedi le case ed i fabbricati delle aziende, per quanto la priorità, ovviamente, sia quella di ridare alla popolazione il loro tetto sotto il quale tornare a vivere. E’ fondamentale anche aiutare quelle persone a rialzarsi anche da un punto di vista economico, a ripartire appoggiandosi sull’unico bastone che li deve sostenere in un momento così drammatico e delicato: lo Stato.

Il Governo ha risposto al disastro del 2016 nel Centro Italia con il cosiddetto «decreto terremoto» [1] che contiene alcune agevolazioni fiscali. Vediamo quali sono.

Ritenute e sostituti d’imposta

In virtù del decreto terremoto, i sostituti d’imposta hanno potuto regolarizzare entro il 31 maggio, senza sanzioni o interessi, gli adempimenti relativi alle ritenute dei residenti delle zone colpite dal sisma che dovevano essere versate entro il 18 dicembre 2016.

Inoltre, gli abitanti dei Comuni interessati dal terremoto possono chiedere al sostituto d’imposta di non operare le ritenute alla fonte fino al 30 novembre 2017. La sospensione dei pagamenti delle imposte sui redditi mediante ritenuta alla fonte, si applica ai redditi di lavoro dipendente e assimilati nonché ai compensi e agli altri redditi corrisposti dallo Stato.

Versamenti e adempimenti tributari

Restano sospesi fino al 30 novembre 2017 gli adempimenti ed i versamenti tributari (escluso il rimborso di quanto eventualmente già versato).
La riscossione dei tributi sospesi riprenderà entro il 16 dicembre 2017 senza interessi o sanzioni. Così avverrà anche per le ritenute alla fonte non effettuate dai sostituti d’imposta su richiesta degli interessati.

Entro il 30 novembre 2017, il ministro dell’Economia e delle Finanze deve emanare un decreto inerente la ripresa del versamento delle ritenute. Un decreto che potrebbe prevedere la possibilità di rateizzare tale versamento fino a 18 rate mensili.

Gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e sospesi devono essere effettuati entro il mese di dicembre 2017.

Restano sospesi fino al 30 novembre 2017 i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme che risultano dagli avvisi di accertamento esecutivi e dagli avvisi di addebito esecutivi. E’ congelata anche l’attività esecutiva dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, così come i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, compresi i Comuni.

Per quanto riguarda i tributi locali, il decreto terremoto prevede l’esenzione dall’Imu e dalla Tasi fino alla ricostruzione dei fabbricati distrutti o danneggiati.

Esenzione imposta di bollo e di registro

Le persone fisiche residenti (o domiciliate) e le persone giuridiche che hanno sede legale nei Comuni colpiti dal terremoto, oltre a quella dall’imposta di bollo, beneficiano anche dell’esenzione dall’imposta di registro per istanze, contratti e documenti presentanti alla Pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2017.
Il deposito effettuato presso gli uffici speciali per la ricostruzione, produce gli stessi effetti della registrazione eseguita secondo le disposizioni del Testo unico dell’imposta di registro [2]. Anche in questo caso, non si procede al rimborso dell’imposta di registro già versata prima dell’entrata in vigore della nuova disposizione agevolativa.

Agevolazioni sul canone Rai

Il versamento del canone tv attraverso la bolletta della luce deve avvenire entro il 16 dicembre 2017 senza sanzioni o interessi. Se, a causa del terremoto, una famiglia non ha più un apparecchio televisivo, il canone Rai non è dovuto per tutto il 2017.

Imprenditori, lavoratori autonomi e agricoli

Queste categorie possono usufruire grazie al decreto terremoto di un finanziamento agevolato garantito dallo Stato per il pagamento di tributi sospesi e di quelli dovuti dal 1 al 31 dicembre 2017 e dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018. Per questi ultimi, sarà possibile effettuare il versamento in una soluzione unica entro il 16 dicembre 2018.

Chi accede a questo finanziamento corrisponde alla banca gli interessi e le spese strettamente indispensabili per la gestione del prestito ricevuto mediante un credito d’imposta pari all’importo relativo agli interessi e alle spese dovuti.

Imprenditori, lavoratori autonomi e agricoli che chiedono il finanziamento per il pagamento dei tributi devono restituire la quota capitale dal 1° gennaio 2020 (dal 1° gennaio 2021 per i finanziamenti richiesti per pagare i tributi dovuti nel 2018) in cinque anni, secondo il piano di ammortamento definito nel contratto. Questo piano di ammortamento prevede che gli interessi e le spese dovuti per i relativi finanziamenti siano riconosciuti con riferimento al 31 dicembre 2018.

note

[1] Legge n. 45/2017.

[2] DPR n. 131/1986.

Autore immagine: 123rf.com


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