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Cosa fare se il contratto a termine giunge a scadenza?

26 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 agosto 2017



Alla fine del rapporto di lavoro, il dipendente può esercitare il diritto di precedenza. Ma solo a determinate condizioni.

Le assunzioni e, quindi, i contratti di lavoro stipulati tra il datore e il lavoratore possono essere a tempo indeterminato o a tempo determinato (cosiddetti contratti a termine).

In questo secondo caso, nel contratto è indicata la durata del rapporto di lavoro, ossia da data a partire dalla quale il lavoratore è chiamato a prestare la propria attività lavorativa e la data finale, ossia la scadenza al giungere della quale il rapporto di lavoro termina.

A volte, capita che il datore di lavoro decida di prorogare o rinnovare il contratto di lavoro giunto a scadenza, altre volte no: che fare, dunque, in questi casi?

Il dipendente può far valere il cosiddetto diritto di precedenza.

Il diritto di precedenza

Il diritto di precedenza è oggi disciplinato all’articolo 24 del decreto legislativo n. 81/2015 (Jobs Act).

Questo diritto garantisce all’ex dipendente di essere preferito, rispetto ad una nuova persona, nell’assunzione a tempo indeterminato che il datore di lavoro effettuerà – per far svolgere le mansioni prima espletate dall’ex dipendente – nel corso dell’anno successivo alla cessazione del contratto a termine.

Questo significa che se il contratto di lavoro giunge a scadenza il 18 ottobre 2017, qualora il datore decida di assumere – tra il 19 ottobre 2017 e il 18 ottobre 2018 – con un contratto a tempo indeterminato, un’altra persona per lo svolgimento delle mansioni prima affidate al dipendente con il contratto a termine scaduto il 18 ottobre, spetta a quest’ultimo il diritto di essere assunto a tempo indeterminato.

Questo diritto deve essere espressamente richiamato nel contratto di lavoro, anche se spesso capita che nel contratto non se ne faccia menzione.

Tuttavia, anche se nel contratto a termine non è scritto, il lavoratore può comunque esercitarlo in quanto gli spetta per legge in presenza di determinati presupposti.

I presupposti

1. L’aver lavorato alle dipendenza dello stesso datore per più di sei mesi. Il diritto di precedenza non è riconosciuto a tutti quelli ai quali sia scaduto il contratto a termine, ma è riconosciuto solo ai lavoratori che abbiano lavorato per un periodo di tempo superiore a sei mesi presso lo stesso datore di lavoro.

Ai fini del conteggio di tale periodo di tempo, non ha importanza che il lavoro sia stato prestato in esecuzione di un solo contratto a tempo determinato superiore a sei mesi o, invece, in virtù di più contratti a termine – stipulati con il medesimo datore – che abbiano in totale superato i sei mesi.

2. Il diritto è riconosciuto solo per le successive assunzioni a tempo indeterminato. Il diritto di precedenza può essere fatto valere solo rispetto a successive assunzioni a tempo indeterminato, non anche rispetto alle assunzioni a termine che il datore voglia effettuare con altri soggetti.

3. Il diritto è riconosciuto per le mansioni già espletate. È necessario che l’assunzione a tempo indeterminato, a cui voglia procedere il datore, sia per lo svolgimento di una mansione già espletata dall’ex dipendente che ha lavorato con contratto a termine.

4. Il diritto è riconosciuto per un anno. Il diritto di precedenza ha una durata di un anno a partire dalla data di cessazione del contratto di lavoro a termine, decorso tale anno, senza che il datore abbia effettuato assunzioni a tempo indeterminato per le mansioni già espletate, il diritto si estingue.

Livia Cherubino

Il diritto di precedenza deve essere esercitato, nel senso che non viene riconosciuto automaticamente, in presenza dei sopra menzionati presupposti, solo perché è la legge ad attribuirlo: è necessario che il lavoratore manifesti espressamente la volontà di volersene avvalere.

In che modo?

È lo stesso legislatore a dire come ed entro quanto tempo deve essere manifestata la volontà di esercitare il diritto di precedenza. Quando ricorrono tutti i presupposti sopra elencati, il lavoratore – prima che scada il contratto (se sa già che non gli sarà rinnovato) o comunque massimo entro sei mesi dalla cessazione del rapporto – deve dichiarare per iscritto al datore di lavoro la propria volontà di esercitare il diritto di precedenza di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 81/2015.


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