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Lo sai che? Danni da furto in casa in affitto: chi paga?

Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2017

Se i ladri rubano in un appartamento in affitto, l’inquilino non risponde dei danni se ha adottato tutte le cautele necessarie per evitarlo.

Complici le vacanze e gli appartamenti vuoti, i furti aumentano proprio durante il periodo estivo. I ladri ne approfittano per muoversi indisturbati tra condomini fantasma e strade deserte. E, quando il proprietario rientra, non solo deve  fare i conti con lo sfacelo, ma anche con la perdita di oggetti di valore. Il problema si pone anche per chi non è proprietario dell’immobile. Chi paga i danni da furto in una casa in affitto e già ammobiliata? 

Se l’inquilino è stato negligente, sarà lui a pagare

Furto in casa in affitto: di chi è la colpa?

La prima cosa che bisogna analizzare è «la causa» del furto: l’accesso dei ladri è stato davvero un caso o invece è stato agevolato dalla negligenza dell’inquilino? Con il contratto di affitto, il conduttore diventa, di fatto, il custode del bene e – come tale – deve avere la stessa diligenza e cura che terrebbe se ne fosse il proprietario. Quindi, se, ad esempio, l’inquilino non è in casa, ma ha regolarmente chiuso tutto a chiave e adottato misure di sicurezza anche minime (ha attivato l’allarme, ha chiuso la porta blindata con tutte le mandate, ecc.), si può dire che i ladri sono entrati in casa per un caso fortuito. Il conduttore, infatti, ha posto in essere tutte le cautele necessarie per proteggere l’immobile. Quindi, in ipotesi di appartamento ammobiliato, tutti i danni riportati dalla mobilia di proprietà del padrone di casa – sono a carico di quest’ultimo che dovrà provvedere a riparare o a sostituire gli arredi rubati o distrutti. Chiaramente l’affittuario deve dare piena prova di essere esente da colpe [1]. Il codice civile, a tal proposito, è molto chiaro nel dire che il conduttore risponde della perdita e del deterioramento delle cose che avvengono nel corso della locazione, anche se derivanti da incendio, a meno che non riesca a provare che sono accaduti non per causa propria. In pratica, l’inquilino deve dimostrare l’assenza di colpa e, cioè, che il furto si è verificato – appunto – per caso fortuito (ad esempio, perché si è verificato un terremoto e degli sciacalli ne hanno approfittato per rubare nella casa momentaneamente incustodita) o forza maggiore (i ladri hanno forzato serratura e allarme).

Furto in casa in affitto: chi paga?

Se nel contratto di locazione non sono state inserite delle clausole specifiche che regolano la questione e i danni sono di poco conto (ad esempio una semplice riparazione della serratura) queste spese sono a carico degli inquilini. Al contrario, se deve essere sostituito il portone e, quindi, in presenza di lavori di grossa entità, spettano al proprietario. La regola generale stabilita dal codice civile, infatti, prevede che il locatore deve consegnare la cosa in stato idoneo all’uso cui è destinata e mantenerla tale per la durata della locazione. Inoltre, sempre il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore [2].

Facciamo alcuni esempi concreti:

  1. immaginiamo che i ladri entrino in un appartamento in affitto e che rubino dei mobili di proprietà del locatore, mobili che l’inquilino ha spostato nella mansarda chiusa da una porta di legno con un lucchetto. In una situazione di questo genere, l’inquilino difficilmente potrà dimostrare di non aver alcuna colpa, non essendosi comportato diligentemente con dei beni non suoi. Spostare i mobili del proprietario in mansarda, infatti – in un posto accessibile più facilmente rispetto all’appartamento, protetto solo da una porta di legno con lucchetto e non da una serratura – è una negligenza, tale per cui il proprietario potrebbe chiedere all’inquilino di risarcirlo almeno per i mobili rubati; la riparazione della porta, invece, spetterà al locatore;
  2. immaginiamo ora che i ladri si introducano in casa dopo aver scassinato il porta di ingresso dell’appartamento e che il proprietario si rifiuti di pagare. Lo scasso rappresenta, per definizione, un evento non imputabile all’inquilino. Ciò significa che le spese per il ripristino del funzionamento della porta devono essere accollate al proprietario.

Non svelate tutto sui social: i ladri controllano e sanno quando non siete in casa

Furti in casa in affitto: come evitarli?

Il più delle volte, i ladri sono dei professionisti e riescono ad aggirare anche i sistemi di allarme più sicuri. La cautela, però, non è mai troppa. Quando si esce, di casa, soprattutto se ci si deve assentare a lungo, è bene sempre chiudere tutto a chiave – porte, portoni, finestre di tutte le stanza e di tutti gli spazi, compresi garage, cantina, scantinato, ecc. Se si custodiscono oggetti di particolare valore è meglio affidarli ad amici e/o parenti. Occhi ai social! Meglio non pubblicare proprio tutto o, comunque, usare adeguatamente le impostazioni sulla privacy: la maggior parte dei furti oggi sono programmati proprio in base alle notizie trovare in rete. Se si hanno buoni rapporti con i vicini, si potrebbe chiedere loro di controllare la situazione di tanto in tanto. Altri piccoli accorgimenti potrebbero essere lasciare una luce accesa o, magari, un timer che accenda la radio o la tv con effetto sorpresa.

note

[1] Art. 1588 cod. civ.

[2] Art. 1576 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 10126 dello 02.08.2000.


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