Diritto e Fisco | Articoli

Ratti in casa in affitto: chi paga la derattizzazione?

8 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 settembre 2017



L’amministratore del condominio ha l’obbligo di pianificare disinfestazione e derattizzazione. Ma pagherà l’inquilino: è lui a beneficiare del servizio.

«Severino, un topo!» La tipica scena della moglie che, allarmata, sale sulla sedia e, puntando il dito sul roditore, chiede al marito di intervenire «im-me-dia-ta-men-te».  Passata l’emergenza, arrivano le domande a raffica: «Da dov’è sbucato il topo? Da qualche buco sul muro, come nei film di Tom e Jerry?» «Non è che tocca disinfestare la casa?» «E, visto che siamo in affitto, chi paga? Tocca a noi o al padrone di casa?» Ora è Severino a trovarsi nel panico. Vediamo di spiegargli, quando si hanno i ratti in una casa in affitto, chi paga la derattizzazione.

 

Ratti in casa: cosa deve fare l’amministratore di condominio

Diciamo innanzitutto che le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione di un condominio è disciplinata dalla legge [1]. E che l’amministratore di condominio di deve adeguare a queste attività per tutelare i vicini e non rischiare delle sanzioni.

Nella pratica, l’amministratore deve rispettare l’obbligo di disinfestare lo stabile e di pianificare la deblattizzazione e la derattizzazione, affidando questo lavoro a una ditta specializzata e munita di apposito tesserino (non è un compito che può svolgere chiunque). Il tutto, nell’ambito della tutela del decoro e dell’igiene degli ambienti condominiali di cui risponde in prima persona proprio l’amministratore.

Quindi, sarà compito suo evitare che si vedano dei ratti in casa attivando tutte le misure di prevenzione disposte dalla legge. Quali?

  • provvedere alla disinfestazione del condominio, assegnando ad un’impresa di pulizie l’incarico di tenere puliti e in ordine le scale, il cortile e gli ambienti comuni;
  • mantenere l’igiene anche negli spazi verdi, nelle cantine, nei garage ed in terrazzi o balconi condominiali;
  • assicurarsi che alberi e piante siano potati regolarmente e che il verde pubblico venga curato per evitare che, nel degrado, qualche specie animale ci metta su casa e rimanga a vivere senza pagare le spese di condominio ma mettendo a repentaglio la salute dei vicini;
  • verificare che i condòmini depositino i rifiuti – soprattutto quelli organici – negli appositi contenitori, per evitare di attirare ratti o altri animali. A questo proposito, l’amministratore dovrà mettere a disposizione degli abitanti del condominio dei cassonetti differenziati in luoghi opportuni (possibilmente all’esterno dell’edificio) ed informare i vicini sui giorni in cui il Comune effettua la raccolta differenziata dei rifiuti.

La disinfestazione ordinaria e straordinaria

Programmare la disinfestazione del condominio è compito dell’amministratore. Almeno una volta l’anno, devono essere fatti gli opportuni interventi nelle reti fognarie, soprattutto se gli scarichi degli appartamenti finiscono in una fossa biologica.

Per quanto riguarda la disinfestazione straordinaria, l’amministratore può essere avvisato anche quando si sospetta che ci sono dei ratti nei paraggi. Anche se la moglie di Severino si trova il topo in un locale di sua pertinenza, come la cantina, provvedere alla disinfestazione spetta all’amministratore del condominio: sarà lui a dover evitare che il problema si allarghi agli altri vicini.

Ci sono altri casi in cui l’amministratore viene invitato a pianificare interventi straordinari di derattizzazione da un’ordinanza comunale che segnali la presenza di specie infestanti in una certa zona.

Ratti in casa in affitto: chi paga?

All’amministratore, dunque, tocca fare il «lavoro sporco». Ma alla fine, chi paga? E, soprattutto, nel caso in cui si trovino i ratti in una casa in affitto, tocca pagare al proprietario o all’inquilino?

Le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, quindi anche quelle destinate alla disinfestazione o derattizzazione del condominio, finiscono nel bilancio che va presentato alla fine dell’anno contabile e comunicato ai condomini.

Per quanto riguarda invece la domanda iniziale, cioè chi paga tra proprietario e inquilino, dovrà essere quest’ultimo ad aprire il portafoglio ed a sobbarcarsi la sua quota di spesa condominiale per la derattizzazione.

Il Codice civile, in materia di ripartizione delle spese condominiali, prevede che «le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione» [2].

Ma, nello specifico, la legge [3] stabilisce che «sono interamente a carico del conduttore (quindi dell’inquilino), salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni». Di conseguenza, le spese di disinfestazione sono a carico dell’inquilino, essendo la persona che usufruisce direttamente di un servizio mirato a migliore la vivibilità degli spazi comuni e delle porzioni di piano di proprietà esclusiva.

In buona sostanza: se si trovano i ratti in casa in affitto, tocca pagare a Severino.

note

[1] Legge n. 82/1994.

[2] Art. 1123 cod. civ.

[3] Legge n. 392/1978.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI