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Assicurazione: se l’assicurazione occulta la percentuale d’invalidità nella perizia

26 agosto 2017


Assicurazione: se l’assicurazione occulta la percentuale d’invalidità nella perizia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 agosto 2017



Ho sottoscritto una polizza infortuni/malattia con una nota compagnia assicurativa.  Sono stato poi operato per un tumore renale ed ho subìto l’asportazione parziale del rene sin. La compagnia, dopo essere stato visitato dal loro medico fiduciario per la valutazione del danno, ha rilevato  che i postumi residuati a seguito dell’evento sono valutabili in misura inferiore alla franchigia del 25/°.
Come posso ottenere la copia della perizia completa, dal momento che l’assicurazione vorrebbe inviarmela occultando la percentuale di invalidità attribuita dal loro medico fiduciario? Forse il dottore ha valutato il danno con percentuale superiore alla franchigia comunicatami.

Per rispondere al quesito è necessario richiamare, preliminarmente, la disciplina vigente in tema di procedura di liquidazione del risarcimento e di diritto di accesso agli atti.

La norma di riferimento è l’art. 146 del Codice delle assicurazioni private cioè il D.Lgs n. 209 del 2005.

L’articolo in esame prevede espressamente l’obbligo per la compagnia di assicurazione di consentire l’accesso agli atti sia al contraente che al danneggiato al termine della procedura di valutazione, di constatazione e di liquidazione dei danni che li riguardano.

Più nel dettaglio, la legge del 2005 prevede oggi espressamente il diritto del contraente di accedere agli atti che riguardano la liquidazione del suo risarcimento e ciò al fine di garantire una maggiore trasparenza nel rapporto tra la compagnia di assicurazione ed il contraente o danneggiato.

La procedura di liquidazione, poi, si articola in tre momenti:

– la constatazione del danno cioè l’attività svolta dalla compagnia di assicurazione al fine di accertare la reale esistenza della vicenda denunciata dal contraente;

– la sua valutazione cioè l’attività volta a valutare l’entità del pregiudizio subito dal richiedente (di norma la valutazione è affidata ad un consulente di fiducia della compagnia di assicurazione);

– la liquidazione della somma riconosciuta dalla compagnia di assicurazione.

Prima della liquidazione della somma di denaro (cioè del pagamento materiale) la compagnia formula l’offerta che il contraente è libero di accettare o meno. È in questo momento che l’interessato può esercitare il diritto di accedere agli atti al fine di poterne conoscere il contenuto e di valutarne l’operato.

Al fine di poter esercitare il diritto di accesso agli atti il legislatore pone, tuttavia, una condizione e cioè che il richiedente (danneggiato o contraente) abbia un interesse personale e concreto alla consultazione dei documenti.

Nel caso del danneggiato l’interesse sarà quello di valutare se la somma di denaro che gli è stata offerta a titolo di risarcimento è per lui conveniente.

Nel caso, invece, del contraente la valutazione che questi farà (e che rappresenta anche l’interesse che legittima la richiesta) riguarderà il modo in cui è stata svolta la liquidazione.

L’art. 146 citato, al terzo comma, aggiunge che la compagnia di assicurazione deve rispondere alla richiesta di accesso agli atti entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della stessa.

In maniera più concreta la richiesta di accesso agli atti dev’essere fatta mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno inviata alla compagnia di assicurazione o al suo ufficio di liquidazione.

In alternativa alla raccomandata, la richiesta può essere inviata mediante fax (conservando il rapporto di trasmissione) oppure può essere consegnata a mano presso l’ufficio competente (in quest’ultimo caso, ai fini probatori, è opportuno che il richiedente produca anche una copia della richiesta sulla quale fare apporre un timbro a conferma dell’avvenuta presentazione dell’istanza).

La richiesta di accesso deve contenere l’indicazione specifica degli atti di cui si chiede la presa in visione e ad essa va allegata copia di un documento di riconoscimento.

La compagnia di assicurazione ha l’obbligo di rispondere all’istanza entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della stessa: qualora la compagnia assicuratrice rifiuti l’accesso agli atti o rimanga in silenzio o adotti un comportamento ostruzionistico, il richiedente potrà presentare reclamo all’IVASS.

Tanto premesso quanto alla disciplina generale vigente in materia di accesso agli atti, è adesso possibile rispondere al quesito posto dal lettore. Al fine di ottenere copia completa della perizia questi dovrà presentare una richiesta di accesso agli atti indicando specificamente quali documenti intende visionare e specificando qual è l’interesse di cui lo stesso è titolare e che legittima la richiesta medesima. Ovviamente l’interesse che legittima la richiesta è dato dal fatto di avere stipulato una polizza infortuni/malattia con la compagnia di assicurazione.

La richiesta dev’essere inoltrata mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (al fine di poter provare di aver inviato la richiesta alla compagnia) o mediante fax (conservando il rapporto di consegna, sempre a fini probatori) o a mano (avendo cura di far apporre su di una copia un timbro attestante l’avvenuto deposito dell’istanza).

Alla richiesta dovrà essere allegata copia di un documento di riconoscimento.

Qualora la compagnia non fornisca la perizia nella sua interezza (cioè senza occultare aspetti che invece sono rilevanti al fine di poter valutare la correttezza dell’operato della compagnia di assicurazione), il lettore potrà sporgere reclamo all’IVASS.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Giovanna Pangallo

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2 Commenti

  1. Salve ma se la mia compagnia si rifiuta di farmi vedere la perizia tramite cui hanno stabilito la liquidazione del mio vicino in RC con la mia assicurazione sula casa, posso fare reclamo? dopo il reclamo all’Ivass sono obbligati a darmela?

  2. Buongiorno leggendo il vostro post ho notato una incongruenza nel riscontrare al parere del richiedente in merito alla conoscenza dell’esito della perizia medico legale atteso che la stessa non può essere richiesta ai sensi dell’art. 146 D. Lgs. n. 209 in quanto tale norma riferisce solo alla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motori e/o natanti.
    Distinti saluti
    p. Avv. Licciardi Valentino

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