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Lavoro occasionale, nuove sanzioni per i contratti irregolari

8 settembre 2017 | Autore:


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Violazione delle regole sul nuovo contratto di prestazione occasionale: dalla multa alla trasformazione del rapporto di lavoro, tutte le sanzioni previste.

Dalla sanzione amministrativa minima di 833 euro sino alla trasformazione del rapporto di lavoro in contratto subordinato a tempo pieno e indeterminato: le conseguenze della violazione delle regole in materia di lavoro occasionale, o nuovi voucher, sono piuttosto pesanti. Lo ha chiarito l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), con una nuova circolare [1], nella quale elenca le principali violazioni che possono verificarsi nel contratto di prestazione occasionale.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona, innanzitutto, il nuovo lavoro occasionale, per poi capire quali sono le conseguenze in caso di violazione della disciplina.

Che cos’è il lavoro occasionale

La prestazione di lavoro occasionale, che può essere resa tramite il cpo (contratto di prestazione occasionale) o tramite il libretto famiglia, è assimilabile al lavoro accessorio, quello, cioè, precedentemente retribuito con i voucher, o buoni lavoro. Non è assimilabile né al lavoro autonomo, né al lavoro subordinato (dipendente) o parasubordinato (cococo), ma è una tipologia di attività marginale e prettamente saltuaria, dunque non inquadrabile in nessuna delle tre categorie elencate.

La prestazione di lavoro occasionale, previa registrazione del lavoratore e del committente, deve essere resa nota all’Inps attraverso una comunicazione preventiva (la comunicazione è a posteriori soltanto per le prestazioni rese attraverso il libretto famiglia). Vi sono inoltre diverse disposizioni che devono essere rispettate per avvalersi legittimamente del lavoro occasionale.

Sanzioni per le violazioni delle regole del lavoro occasionale

Vediamo ora quali sono le principali regole stabilite per il corretto utilizzo del contratto di prestazione occasionale, e quali le conseguenze per la loro violazione.

Innanzitutto, se si viola l’obbligo di comunicazione preventiva, viene applicata all’utilizzatore una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera accertata in violazione. Non essendo applicabile la procedura di diffida, la sanzione ridotta sarà pari a 833,33 euro.

La stessa sanzione si applica in caso di violazione del divieto di instaurazione di un contratto di prestazione occasionale, ossia nelle seguenti situazioni:

  • datore di lavoro con più di 5 lavoratori a tempo indeterminato;
  • utilizzo del lavoro occasionale in edilizia e in attività pericolose;
  • utilizzo del lavoro occasionale nell’ambito di un contratto di appalto.

Sono esclusi da queste sanzioni la pubblica amministrazione e gli utilizzatori privati (cioè coloro che retribuiscono il lavoratore attraverso il libretto famiglia).

Per quanto riguarda le violazioni in materia di riposi giornalieripause e  riposi settimanali, nonché quelle in materia di sicurezza del lavoro,  si applicano le stesse  sanzioni previste per la generalità dei datori di lavoro, nell’ambito dei contratti di lavoro subordinati.

Maxisanzione per lavoro nero

Secondo l’Ispettorato, nelle ipotesi in cui la comunicazione preventiva non sia trasmessa, o sia revocata anche se la prestazione è stata svolta, il fatto che il lavoratore sia registrato nella piattaforma telematica dell’Inps non basta a escludere, a priori, l’applicazione della maxisanzione per il lavoro nero.

Nel dettaglio, la maxisanzione non è applicabile se sono presenti, congiuntamente, i seguenti requisiti:

  • la prestazione occasionale può essere lecitamente svolta perché non sono stati superati i limiti di tempo (280 ore all’anno) e di importo (2.500 euro retribuiti al lavoratore dal singolo committente);
  • la prestazione può effettivamente considerarsi occasionale perché esistono precedenti analoghe prestazioni lavorative correttamente gestite.

Trasformazione del lavoro occasionale in contratto a tempo pieno e indeterminato

Ecco, infine, i casi in cui la prestazione di lavoro occasionale viene trasformata in rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato (ad esclusione dei casi in cui l’utilizzatore sia una pubblica amministrazione):

  • la prestazione è resa dal lavoratore per oltre 280 ore l’anno;
  • il lavoratore è retribuito, dallo stesso utilizzatore, in misura superiore ai 2500 euro netti l’anno;
  • il lavoratore ha in corso o ha cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con lo stesso utilizzatore: le sanzioni e il divieto non sono però applicabili se il precedente rapporto di lavoro, a favore dell’utilizzatore, era attivato mediante un contratto di somministrazione.

note

 [1] Inl, Circ. 5/2017.


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