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Lo sai che? Posso mangiare un cibo dopo la data di scadenza?

Lo sai che? Pubblicato il 8 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 settembre 2017

Non è mai consigliabile ma alcuni prodotti possono essere consumati anche se scaduti da pochi giorni. Ecco come deve essere indicata per legge la scadenza.

Una regola del buon senso dice che il cibo non si butta mai via. A volte nemmeno quando è scaduto. Perché la data di scadenza riportata sulla confezione è orientativa, non tassativa. Certo, prendere un prodotto fresco che scade tra tre giorni e tenerlo in frigo un mese, può comportare qualche mal di pancia (ben che vada). Ma bere un bicchiere di latte scaduto ieri o mangiare un pezzo di formaggio scaduto tre giorni prima non manderà certo in bagno nessuno.

E’ sempre meglio rispettare la data di scadenza, per carità. Forse conviene andare una volta in più a fare la spesa anziché riempire il frigorifero di roba che non mangeremo mai in una settimana. Ad ogni modo, posso mangiare un cibo dopo la data di scadenza? Vediamo se sì, entro quando e che cosa dice la legge in proposito.

Data di scadenza: cosa dice la legge

Sul fatto di mangiare un cibo dopo la data di scadenza, la legge – forse giustamente – prende le distanze e avverte che consumare un prodotto oltre tale data può essere pericoloso per la salute.

I termini di scadenza degli alimenti cambiano a seconda della natura del prodotto.

Prodotti freschi

Per questa categoria di alimenti, il rispetto della data di scadenza potrebbe non bastare: l’indicazione riportata sulla confezione, infatti, si riferisce al termine entro il quale il prodotto può essere consumato purché vengano rispettate le regole per la sua conservazione suggerite dal produttore.

Se, ad esempio, compro una confezione di formaggio spalmabile, posso mangiarlo dopo la data di scadenza? Forse non dovrei farlo nemmeno prima di quella data se l’ho lasciato fuori dal frigorifero o, comunque, l’ho conservato ad una temperatura non indicata o, ancora, se ho tenuto la confezione aperta, quindi non coperta, anche all’interno del frigo. E’ molto probabile che mi trovi la muffa in superficie. Certo, la tolgo e mi mangio il resto. Se mi fido.

Se prendo una busta di insalata già lavata e pulita che scade tra quattro giorni e, quando torno dal supermercato, l’appoggio al fondo del frigorifero, sul piano più alto (dove si raffredda di più), è facile che poi mi trovo le foglie mosce anche prima della scadenza. Se, invece, la tengo sul piano basso e più vicina alla porta, potrò mangiarla anche il giorno dopo la scadenza.

Le confezioni, comunque, devono riportare per legge la dicitura «da consumare entro», seguita dalla data e dal modo di conservazione («prodotto da conservare in frigorifero», ad esempio).

Va da sé che la legge vieta la vendita di prodotti scaduti. In quel caso, meglio lasciare la confezione sullo scaffale del supermercato ed avvertire il personale del supermercato.

Prodotti non soggetti a rapida deperibilità

Per questi prodotti, la legge impone di riportare sulle confezioni la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro», seguita dal termine minimo di conservazione (Tmc). Questo termine indica il tempo entro il quale un cibo mantiene le sue caratteristiche finché viene tenuto in modo corretto.

Ed è quel «preferibilmente» che fa la differenza. Preferibilmente, vuol dire che è meglio mangiare il cibo entro quella data, non che non lo si possa fare il giorno dopo. Purché, come dicevamo, sia stato conservato come si deve.

Prodotti conservabili da 3 a 18 mesi

Questi prodotti non devono riportare, per legge, alcuna dicitura se non la semplice data di scadenza:

  • su quelli che scadono dopo 3 mesi dovremo trovare giorno e mese;
  • su quelli che scadono tra 3 e 18 mesi, l’indicazione del mese e l’anno di scadenza;
  • su quelli che scadono oltre i 18 mesi vedremo solo l’anno di scadenza.

Prodotti che non devono riportare data di scadenza

Sempre secondo la legge, la frutta e la verdura fresca, non sbucciata e non tagliata, non deve riportare alcuna data di scadenza (l’avete mai trovata su un chilo di mele non confezionate?). Lo stesso vale per altri prodotti come vino, aceto, pane, perfino le cicche.

Quando posso mangiare un cibo dopo la data di scadenza?

Mangiare un cibo dopo la data di scadenza vuol dire, sicuramente, consumare un prodotto che non ha più le proprietà nutritive che aveva prima (e, in alcuni casi, nemmeno il gusto). Ma non vuol dire, necessariamente, dover correre in bagno o al pronto soccorso 5 minuti dopo. Naturalmente, entro certi limiti. Facciamo qualche esempio, pur precisando che, appunto, si tratta di esempi basati sul parere di qualche esperto, e che non sono nostri consigli per il consumo: sempre meglio rispettare la data di scadenza dei prodotti.

Fino a quando posso bere del latte fresco scaduto?

Per legge, la data di scadenza del latte fresco pastorizzato (anche di quello ad alta qualità) viene fissata nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico. Scade dopo 10 giorni, invece, quello microfiltrato fresco pastorizzato. Bere un bicchiere di latte un paio di giorni dopo la data di scadenza riportata sulla confezione non sarebbe creare grossi problemi. Ma, se non si prevede di finire la bottiglia entro quella data, forse è meglio pensare ad una besciamella per fare una bella teglia di lasagne.

Fino a quando posso mangiare uno yogurt scaduto?

Dopo la data di scadenza, lo yogurt perde la sua proprietà nutritiva ma non quella organolettica. Se si mangia uno yogurt scaduto da 6/7 giorni non si dovrebbero avere grossi problemi.

Fino a quando posso mangiare del formaggio scaduto?

Quella del formaggio è l’eterna guerra tra il consumatore e la muffa. Quando il formaggio fresco a pasta dura scade, si forma sempre una pellicola di muffa in superficie (che, con il tempo, penetra all’interno). Se si riesce a togliere la muffa, la parte sana si può tranquillamente mangiare. Sta al consumatore decidere quando si è stancato di continuare a pulire il formaggio.

Se, invece, si tratta di formaggio fresco, meglio rispettare la data di scadenza.

Fino a quando posso mangiare salsa di pomodoro scaduta?

La scadenza delle conserve di pomodoro varia da 12 a 20 mesi. Se la confezione non è stata aperta, si può consumare anche un paio di mesi dopo la data di scadenza. Se, invece, è già stata iniziata e la si lascia in frigorifero, è probabile che dopo qualche giorno faccia la muffa. Come tutte le conserve, una volta aperta la confezione di salsa è meglio farla fuori quanto prima. Sarà anche più buona.

Fino a quando posso mangiare i sottaceti o i sottoli scaduti?

Cetriolini, peperoni, melanzane, cipolline, olive, funghetti ed altri sottoli o sottaceti vari scadono mediamente dopo 2 o 3 anni e si possono mangiare fino a 2 mesi oltre la scadenza. Ma vale lo stesso discorso di prima: una volta aperta la confezione, anche se tenuta al fresco, perderà di sapore e di qualità ed il liquido interno tenderà a scurirsi. Meglio consumare queste conserve in tempi brevi. Altrimenti i vostri amici non verranno più a prendere l’aperitivo da voi.

Fino a quando posso mangiare salumi scaduti?

Capitolo delicato: non rispettare la data di scadenza dei salumi può voler dire stare male davvero. Se si comprano già affettati, meglio prenderne un po’ per volta e fare qualche visita in più al salumiere, che è pure simpatico. Se si compra a tranci, perché si ha a casa l’affettatrice, lo stesso discorso: meglio un pezzo piccolo da conservare bene in frigo per qualche giorno che mezza gamba di prosciutto da tenere lì da Natale fino a Pasqua.

Fino a quando posso mangiare pasta o riso scaduti?

La data di scadenza di pasta e riso, come quella dei biscotti secchi o dei cracker, varia da 2 anni a 2 anni e mezzo. Se conservati bene, è possibile mangiarli anche dopo due mesi oltre la scadenza. Ma, appunto, attenzione alla conservazione: spesso nelle confezioni di questi prodotti, se non tenuti come indicato dal produttore, ci possiamo trovare qualche sgradita sorpresa (il vermicello o la farfallina, giusto per dirla tutta).

Fino a quando posso mangiare delle uova scadute?

Non conviene giocare col fuoco perché si finisce per scottarsi prima o poi. Le uova è uno di quegli alimenti che più si rispetta la data di scadenza e meglio è. C’è chi se li mangia semicrude (alla coque) anche 3 giorni dopo la data indicata sul guscio, rischiando grosso. C’è, addirittura, chi se le tiene per una settimana oltre la scadenza e si fa una frittata (magari con il pomodoro scaduto, già che c’è, per non buttare via niente). Francamente, non ne vale la pena.

Mai fidarsi

Naturalmente, tutti questi esempi non sono da seguire alla lettera. E, soprattutto, non sono da tenere in considerazione dai ristoranti, dai bar o da qualsiasi altro esercizio pubblico che distribuisca alimenti al consumatore. Come detto, la legge vieta la vendita di prodotti scaduti. Che sia sugli scaffali di un supermercato o sul piatto di un ristorante (in entrambi i casi si paga per avere dei prodotti freschi) non fa alcuna differenza.

note

Autore immagine: 123rf.com


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