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Lo sai che? Stadio: entrare in un settore diverso dal proprio biglietto è reato

Lo sai che? Pubblicato il 13 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 agosto 2017

Superare un cancello posto all’interno di un campo di calcio, sia questo per dividere gli spalti dal campo vero e proprio o i vari settori, costituisce reato.

Se vedi un cancello all’interno dello stadio stai alla larga: non tentare di varcarlo o di scavallarlo. Il rischio è quello di doverne rispondere penalmente e subire l’arresto fino a un anno e una ammenda fino a 5mila euro. Possibile? Sì, perché esiste una legge del 1989 [1] che vieta non solo le invasioni di campo ma anche il superamento delle recinzioni e delle separazioni dell’impianto sportivo. Non c’è bisogno di essere un facinoroso, un ultrà o semplicemente un tifoso sfegatato che vuol vedere più da vicino i giocatori: per far scattare il reato basta semplicemente tentare di entrare in un settore diverso da quello del proprio biglietto. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [2].

Risparmiare sul biglietto della partita è reato

Per comprendere meglio il principio facciamo un esempio. Immaginiamo una persona che acquisti un biglietto per una partita di calcio per un settore economico, ad esempio la gradinata nord. Una volta entrato all’interno dello stadio, mentre gli spalti si stanno riempiendo e la gente si sta sedendo sui vari posti, si avvicina al cancello che separa il suo settore da quello più centrale e vicino al campo (ad esempio quello “distinti”). Approfittando di un momento di distrazione delle guardie e del fatto che la porta divisoria è rimasta aperta, accede all’altra zona dello stadio usufruendo così di una migliore vista della partita. Ad un controllo, però, la polizia lo trova sprovvisto del biglietto corrispondente al settore ove si è seduto e lo porta in caserma. L’uomo si difende sostenendo che, a tutto voler concedere, il suo comportamento configurerebbe un illecito contrattuale e, al massimo, lo si può costringere a pagare la differenza del prezzo del biglietto. La polizia invece insiste nel ritenere si tratti di un reato. Chi ha ragione?

 

Secondo la Cassazione è colpevole il tifoso che, allo stadio, entra in un settore diverso da quello del biglietto acquistato, approfittando del fatto che le porte siano aperte. Oltre all’arresto e all’ammenda si rischia anche il daspo. Questo perché la legge punisce la condotta di «chiunque nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, supera indebitamente una recinzione o separazione dell’impianto ovvero, nel corso delle manifesazioni medesime, invade il terreno di gioco». Si tratta di una norma volta a evitare e prevenire disordini e violenze negli stadi, anche per prevenire i contatti e occasioni di scontro tra sostenitori di compagini antagoniste. Il reato scatta a prescindere dal fatto che si verifichino i disordini, né che vi sia un effettivo pericolo, essendo sufficiente la semplice condotta (quindi anche se finalizzata a risparmiare sul prezzo del biglietto della partita). Peraltro non è neanche necessario superare un ostacolo fisico ossia il cancello: anche valicare la porta aperta e il passaggio da un settore all’altro dell’impianto rientra nell’illecito in questione.

Ribadisce la Corte che è sufficiente, per ritenere configurabile il reato, che i due settori siano destinati a spettatori diversi, non necessariamente appartenenti a due tifoserie differenti, e che detti settori siano delimitati fisicamente da barriere o protezioni, ma non anche che queste vengano scavalcate. Basta insomma il superamento della porta dell’inferriata.

Poiché però la pena è inferiore a 5 anni di reclusione, il colpevole può ottenere il beneficio della «particolare tenuità del fatto» che gli consente di ottenere l’archiviazione del procedimento penale. La fedina però resterà ugualmente macchiata. E tutto ciò per risparmiare qualche decina d’euro su un biglietto della partita.

note

[1] Art. 6 bis co. 2 l. 401/1989: « Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, supera indebitamente una recinzione o separazione dell’impianto ovvero, nel corso delle manifestazioni medesime, invade il terreno di gioco, è punito con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da 1.000 euro a 5.000 euro. La pena e’ della reclusione da sei mesi a quattro anni se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell’inizio, l’interruzione o la sospensione definitiva della competizione calcistica».

[2] Cass. sent. n. 39054/17.


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