HOME Articoli

Editoriali Tutela della casa

Editoriali Pubblicato il 13 agosto 2017

Articolo di

> Editoriali Pubblicato il 13 agosto 2017

Sistemi per proteggere la casa dai creditori e dal pignoramento: vendita, donazione, trust, fondo patrimoniale e separazione.

Quando si hanno debiti, il pensiero va subito alla tutela della casa: il patrimonio di famiglia è infatti prevalentemente immobiliare e, di conseguenza, ipoteca, pignoramento e vendita all’asta dell’abitazione costituiscono il primo timore di ogni debitore.

Gli strumenti per impedire il pignoramento della casa sono svariati, ma tutti presentano dei rischi: in primo luogo la possibilità per il creditore di esercitare, entro 5 anni dalla cessione del bene, la cosiddetta «azione revocatoria». Si tratta di una causa volta a rendere inefficace l’atto di cessione quando si riesce a dimostrare che, a seguito dello spoglio, il debitore è rimasto privo di altri beni utilmente pignorabili. In pratica, se il debitore non ha altri beni da poter essere pignorati (conti, case), la cessione viene dichiarata inefficace.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i mezzi più utilizzati dagli italiani per la tutela della casa.

Donazione della casa al familiare

Sicuramente lo strumento più usato per tutelare la casa dai creditori è quello della donazione.

La donazione a un familiare impone innanzitutto i costi del notaio e, se l’immobile ha un valore superiore alle franchigie (che variano a seconda del grado di parentela), è anche necessario il versamento delle tasse sulla donazione.

Il punto debole di questa opzione è che, se il creditore trascrive il pignoramento entro 1 anno dalla donazione, può aggredire direttamente l’immobile donato, anche se ormai intestato a un’altra persona; per fare ciò non deve avviare alcuna causa, ma può agire subito con il pignoramento. Se invece il creditore si fa sfuggire quest’occasione, ha comunque altri 4 anni (in tutto 5 dal rogito) per esercitare l’azione revocatoria: una causa che gli consente di rendere inefficace la donazione nei propri confronti. A tal fine deve solo provare che il debitore non ha altri beni (mobili o immobili) utilmente pignorabili e che, con la donazione, di fatto ha reso molto più difficile il pignoramento. Rispetto alla vendita dell’immobile, qui il creditore ha la strada spianata: non deve infatti dimostrare la malafede o, comunque, la conoscenza, da parte del donatario, del pregiudizio arrecato al creditore con l’atto donazione.

Inserimento della casa nel fondo patrimoniale

L’inserimento della casa nel fondo patrimoniale presenta gli stessi svantaggi della donazione: è possibile il pignoramento diretto della casa entro 1 anno dal rogito e l’esercizio dell’azione revocatoria entro 5 anni senza onere di dimostrare la malafede dell’acquirente. C’è un ulteriore problema: il fondo patrimoniale può essere aggredito in qualsiasi momento (anche dopo 5 anni dalla sua costituzione) in caso di debiti contratti per le esigenze familiari. Tra questi vi sono quelli dell’attività lavorativa. L’ampliamento così operato dalla giurisprudenza ha fatto sì che il fondo patrimoniale sia ormai uno strumento quasi totalmente inutile (leggi Abolito di fatto il fondo patrimoniale).

Vendita della casa a un parente o un amico

La vendita della casa, così come ogni altro atto di cessione dei beni, è soggetta anch’essa alla possibilità di revocatoria nei cinque anni. Ma qui il creditore ha un compito più arduo rispetto alla donazione: dover dimostrare (oltre alla malafede del venditore) che il terzo acquirente fosse a conoscenza del pregiudizio arrecato al creditore stesso. Questa ulteriore necessità rende spesso difficile l’esercizio di tale azione.

Tuttavia la vendita della casa pone una serie di problemi. Innanzitutto il costo del notaio e le tasse che sono particolarmente alte. Gli obblighi poi di pagamenti tracciabili impongono che vi sia un effettivo passaggio di denaro tramite bonifico. E se si intende vendere la casa a un prezzo molto più basso rispetto al reale, per risparmiare sulle imposte e facilitare il trasferimento dei soldi (e la successiva restituzione) può intervenire l’Agenzia delle Entrate a rettificare il valore dichiarato, con un accertamento fiscale.

In ultimo, se il creditore è l’Agente della Riscossione, ossia Agenzia Entrate Riscossione, e si sta sfuggendo dal pagamento delle imposte sui redditi (Irpef o Iva), e il debito è superiore a 50mila euro c’è anche il rischio di una incriminazione per «sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte», che attualmente è un reato.

Trust

Sempre più usato è il trust, uno strumento che consente di intestare la casa a un altro soggetto il quale la amministra come se fosse proprietario ma, nello stesso tempo, ha l’obbligo di restituire il bene alla scadenza del contratto. Questo metodo è indicato per i patrimoni più consistenti attesi i costi che comporta; è quindi svantaggioso per chi vuol tutelare solo una casa. Inoltre, come tutti gli altri atti in frode ai creditori, può essere revocato entro 5 anni.

La separazione dei coniugi

La separazione del coniuge per evitare il pignoramento è spesso utilizzata, specie se la coppia ha figli. In pratica marito e moglie si separano; a fronte della rinuncia, da parte della donna, all’assegno di mantenimento, l’uomo le intesta la casa. Ma anche in questo caso l’accordo fraudolento può essere oggetto di revocatoria entro 5 anni. Anche in questo caso, poi, ci sono le tasse e il notaio da pagare. In ogni caso, per raggiungere questo obiettivo è sufficiente la separazione senza dover poi ricorrere anche al successivo divorzio; la coppia peraltro può rimanere separata per anni senza che tale condizione “scada”.

Stesso discorso se la coppia decide di attuare solo la separazione dei beni e successiva intestazione della casa al coniuge non debitore: anche questa soluzione può essere oggetto dell’azione revocatoria dei creditori se adottata dopo la nascita del debito.

Leggi Separazione fittizia: quali i rischi?

Dare in affitto la casa

Se si dona la casa e poi si stipula, con il donatario, un contratto di affitto in favore di sé stessi o di altri, il pignoramento può ugualmente andare avanti, ma il creditore dovrà rispettare il diritto dell’inquilino se la trascrizione della locazione è anteriore. Anche in questa ipotesi, comunque, è possibile l’azione revocatoria. Sul punto leggi: Locazione: immobile pignorato ma dentro c’è l’inquilino.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. per il trust sottoposto alla giurisdizione italiana c’è la revocatoria, ma per il trust sottoposto alla jersey law come previsto dalla legge 364/89 come si fa ad applicare la revocatoria dei tribunali italiani

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

Hai un dubbio giuridico, curiosità che ti piacerebbe conoscere? Chiedicelo

CERCA CODICI ANNOTATI