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News Biciclette: vietato il sorpasso in auto a meno di 1,5 metri

News Pubblicato il 13 agosto 2017

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> News Pubblicato il 13 agosto 2017

Le nuove misure di modifica del codice della strada a tutela dei ciclisti: il sorpasso di una bici dovrà avvenire a una distanza regolamentare di almeno un metro e mezzo.

Chi sorpasserà una bicicletta dovrà tenersi a una distanza minima di almeno un metro e mezzo. Diversamente sarà soggetto a una multa da 163 a 651 euro, con la sospensione della patente di guida (da 30 a 90 giorni e fino a 6 mesi se il guidatore è un neo patentato). È questa la novità contenuta nel ddl 2658 del Senato e ora allo studio di una commissione. Lo scopo è quello di salvaguardare la sicurezza dei ciclisti.

La proposta va integrare l’articolo 148 del codice della strada, inserendo la seguente previsione: «È vietato il sorpasso di un velocipede [così la bicicletta] a una distanza laterale minima inferiore a un metro e mezzo».

Il nuovo testo, se approvato, creerà tuttavia non pochi problemi e una moltitudine di ricorsi contro le multe. Innanzitutto, in assenza di strumenti elettronici atti a misurare con certezza il rispetto della predetta distanza, la violazione si presterà all’interpretazione discrezionale di vigili e poliziotti. Salvi i casi di sorpasso palesemente ravvicinato, sarà complicato mettere a confronto la ricostruzione degli agenti e quella dell’automobilista. Tuttavia il merito della proposta è quello sicuramente di riconoscere tutela a una categoria di utenti della strada che, nel nostro ordinamento, è sempre stata messa in disparte. E non si può neanche negare lo scarso rispetto, da parte delle auto, nei confronti di pedoni e ciclisti.

In molti Paesi europei – si legge nella relazione al ddl – la bicicletta è ormai uno dei mezzi di trasporto tra i più utilizzati, soprattutto per lo spostamento cittadino, in ragione della sua comodità e dell’esigenza di evitare, per quanto possibile, il traffico cittadino. L’incentivo all’uso di questo mezzo di trasporto è sostenuto dalle stesse istituzioni nazionali e internazionali anche perché assicura la possibilità di condurre uno stile di vita salutare ed ecologico.

Nonostante la parziale decrescita degli incidenti mortali che hanno interessato i ciclisti, registrata nell’ultimo decennio, i decessi di ciclisti a seguito di sinistri stradali nel 2015 sono stati ben 249, oltre 16.000 i feriti in un solo anno, con un indice di mortalità pari ad 1,43 (contro lo 0,67 delle autovetture) e un indice di lesività pari a 94,23 (contro il 65,05 delle autovetture) (dati Istat, 2016). Tale situazione, che con il tempo sta rendendo sempre più difficile e conflittuale la coesistenza tra queste due categorie di utenti della strada, impone un intervento normativo che vi ponga, per quanto possibile, rimedio.

In molte città europee (Barcellona, Brema, Copenaghen, Edimburgo, Graz, Strasburgo, e molte altre ancora) è facile imbattersi in appositi segnali stradali che raccomandano alle auto di mantenere, in fase di sorpasso, una distanza di almeno un metro e mezzo dalle biciclette che viaggiano ai lati della carreggiata. La stessa distanza di sicurezza è sancita in Francia.

In Italia, invero, simili segnali sono stati apposti nel comune di Livigno che, da qualche tempo, ha adottato una politica di sensibilizzazione degli automobilisti a tenere una distanza di almeno un metro e mezzo dai ciclisti, durante la fase di sorpasso. Nel resto d’Italia la situazione relativa alla sicurezza dei ciclisti rimane critica e, anche per questo motivo, sono in molti a rinunciare all’utilizzo di un mezzo salutare ed ecologico come la bicicletta. Una piaga che viene avvertita dal 30 per cento dei cittadini italiani come un grave problema e che, di fatto, scoraggia in maniera determinante l’utilizzo che, della bicicletta, si potrebbe fare anche nel nostro Paese.


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7 Commenti

  1. Pienamente d’accordo!!! Mi piacerebbe venissero similmente responsabilizzati, e dovutamente puniti, i ciclisti che creano non pochi problemi agli automobilisti viaggiando affiancati, spesso in lunghe code, ed in tratti dove le carreggiate sono strette. Multe salate quindi per gli automobilisti che mettono a rischio la vita altrui ma anche multe salate ai ciclisti che si credono padroni della strada! Ho 63 anni ma non ho mai visto sanzionare ciclisti per comportamenti illegali. Casualità? O hanno un trattamento preferenziale? Grazie

    1. Spero che la regola non valga quando due ciclisti sono affiancati altrimenti saremo costretti a seguire “il carico eccezionale” ….

  2. Appoggio pienamente Fausto, durante la settimana faccio largo uso della bicicletta soprattutto in città osservando le regole. Gradirei appunto che i ciclisti (soprattutto i multicolori…) osservassero loro di NON viaggiare affiancati o in gruppo, il “Branco” è sempre vicino al minimo uso del cervello e della civiltà. Peggio ancora quando il “Branco” passa con semaforo rosso si girano e ti mandano a quel paese. I Vigili e la Polizia farebbero bene a dare loro lezioni molto serie.
    Mentre, a proposito di due ruote, vi pregherei di ricordare i motociclisti e se possibile sanzionare quegli automobilisti che “SFIORANO” abitualmente il centauro e quelli che si posizionano con le ruote sulla linea di mezzeria, rendendo impossibile il sorpasso, etc
    Concludendo, basterebbe un minimo di senso civico in gran parte dimenticato da noi cittadini e che fa fare molte volte (ahinoi) spallucce ai Ns Tutori dell’Ordine, che certo non si mettono ad inseguire un ciclista, etc

  3. Veramente uno schifo. Perché non vengono messe delle mini targhe a questi pirati della strada? Camminano affiancati anche in 3/4, non vanno in fila indiana, creano file lunghe più di un carico eccezionale, non rispettano gli stop, i semafori, vogliamo parlare di tutti i contromano che fanno i nostri cari ciclisti italiani? Però certo sospassarli a 1 metro e mezzo e la soluzione a tutti i problemi. Sanzionarli ed identificarli quando commettono infrazioni no.

  4. pienamente d’accordo se la bici viene usate per recarsi al lavoro o altro nei paraggi di un centtro abitato, ma se invece è la pratica di uno sport non dovrebbe farlo in una strada a traffico intenso, sarebbe come autorizzare a fare il calcio o altro sport in strada. Abbiamo tutti gli stessi diritti

  5. Sono camionista, e percorro spesso strade di collina, sono il primo a tenere distanti i ciclisti quando li sorpasso, perchè mi hanno insegnato che per evitare guai devo far finta di superare un camion e stare distante da loro, ma nelle strade di collina se devo stare a 1,5 m da loro, con il camion, che faccio devo andare nel fosso a sinistra? Ma mai si deve insegnare loro a rimanere sul ciglio della strada a destra e procedere in fila e non appaiati 3/4? Altra legge fatta da chi non ha mai tenuto in mano un volante….

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