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Lo sai che? Imu e Tasi sulla casa coniugale: chi le paga in caso di separazione?

Lo sai che? Pubblicato il 30 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 settembre 2017

Separazione dei coniugi: cosa comporta il cambio di residenza del coniuge proprietario della casa familiare sul pagamento di Imu e Tasi?

Il marito, in regime di separazione dei beni, è proprietario della casa coniugale (cat. A/3) e non possiede altri immobili; i coniugi si separano consensualmente e decidono che la casa sarà abitata dalla moglie e dal loro figlio minore, mentre il marito sposterà la residenza presso i genitori. La casa coniugale diverrebbe una seconda casa e quindi gravata da Imu e Tasi?

La risposta al quesito è negativa.

Già dal gennaio 2016 Imu e Tasi sono state uniformate, sicché le abitazioni principali appartenenti alle categorie catastali non di lusso (ossia la A2, A3, A4, A5, A6 e A7) sono state esonerate dal pagamento delle predette imposte, che al contrario continuano a permanere sulle abitazioni principali di categoria catastale di lusso (ossia la A/1, A/8 e A/9).

Per quanto concerne poi lo specifico caso di separazione dei coniugi, la casa coniugale assegnata al coniuge  (anche per accordo delle parti) va considerata adibita ad abitazione principale. Dunque essa continua ad essere considerata tale per il coniuge assegnatario in virtù del diritto di abitazione a questi spettante, indipendentemente dalla proprietà o comproprietà o meno da parte di quest’ultimo sull’immobile.

Dunque, è l’assegnatario a dover avere semmai la preoccupazione del versamento di Imu e Tasi sulla casa ottenuta in assegnazione.

Tuttavia, trattandosi nello specifico caso di abitazione principale, tale immobile può considerarsi esente dalle predette imposte in quanto appartenente a una categoria catastale non di lusso (A3).

La legge infatti prevede rispettivamente:

– l’ esenzione dal pagamento dell’Imu sulla «casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio» [1];

– l’ esclusione della Tasi per le abitazioni principali come definite ai sensi dell’imposta municipale propria [2]; cioè gli immobili in cui il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Pertanto in linea generale si può affermare che, in caso di separazione legale (e quindi non di mero fatto), l’ex casa coniugale è assimilata per legge all’abitazione principale con conseguente esenzione dal pagamento di Imu e Tasi.

In conclusione, in caso di separazione, l’esenzione (come pure l’eventuale pagamento) dell’Imu e della Tasi è legato all’effettivo utilizzo del bene ed è dunque indipendente dal titolo di proprietà, sicché la casa familiare assegnata alla moglie è da considerarsi abitazione principale solo per quest’ultima, con riguardo ad entrambe le imposte. Il fatto che il marito cambi residenza non incide su tale condizione. Anzi, se vogliamo, il cambio di residenza da parte del coniuge non assegnatario dell’immobile è una conseguenza logica della separazione, sicché l’uomo potrebbe (ove ve ne fossero i presupposti) avvalersi delle agevolazioni prima casa su un diverso immobile nel quale ponga la propria residenza.

note

[1] Ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. c) del DL 201/2011.

[2] Ai sensi del co. 14, lett. b) L. 208/2015 (c.d. Legge di stabilità).


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