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Cumulo gratuito o ricongiunzione non onerosa per il professionista

26 agosto 2017


Cumulo gratuito o ricongiunzione non onerosa per il professionista

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 agosto 2017



Ho maturato n. 17 anni di contributi fino al 1992 presso la cassa Geometri e n. 20 anni presso l’Inps, di cui 10 coincidenti dal 1974 al 1984 con Cassa Geometri. Sono nato il 28/01/1948 e attualmente sono dipendente in un’azienda privata. Quale istituto tra “cumulo gratuito” o “ricongiunzione non onerosa” è più conveniente, nel mio caso, ai fini pensionistici?

 

La Legge di Stabilità 2017 prevede l’istituto del cumulo gratuito esclusivamente per sommare i contributi lavorativi relativi alle gestioni interne all’Inps, come ad esempio le casse Artigiani o Commercianti, escludendo, pertanto le casse professionali, come ad esempio la Cassa Geometri o la Cassa Forense.

Il professionista che desideri riunire i propri contributi potrà dunque usufruire di due strumenti:

  1. Totalizzazione – a titolo gratuito;
  2. Ricongiunzione – a titolo oneroso.

La totalizzazione è un istituto che consente di ottenere un’unica pensione, sommando tutti i contributi del lavoratore versati in diverse gestioni, comprese le casse professionali. La totalizzazione è gratuita ma, come svantaggio, comporta il ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico pertanto, poiché si basa sulla contribuzione versata e non sugli ultimi stipendi percepiti può risultare penalizzante.

Il trattamento pensionistico viene calcolato in questo modo:

  • col sistema retributivo sino al 2011, poi contributivo, se l’assicurato possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema retributivo sino al 1995, poi contributivo, se l’assicurato possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema interamente contributivo solo se l’interessato non possiede contribuzione versata prima del 1996.

E’ importante sottolineare che le parti calcolate col sistema retributivo in totalizzazione non prevedono la rivalutazione delle retribuzioni.

Per raggiungere la pensione con la totalizzazione, il richiedente deve possedere alcuni requisiti:

  • per la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età, 20 anni di contributi, attesa di una finestra di 18 mesi dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione;
  • per la pensione di anzianità: 40 anni 7 mesi di contributi, attesa di una finestra di 21 mesi.

La ricongiunzione, invece, consiste nella riunione dei contributi versati in fondi diversi in un’unica gestione. Non sono, però, semplicemente sommate quote diverse di pensione (che rimangono a carico delle singole gestioni) per il diritto al trattamento, ma tutti i contributi dell’interessato confluiscono nella gestione prescelta, come se fossero da sempre stati accreditati nel fondo di destinazione.

Poiché, come evidenziato, si tratta di un’operazione a titolo oneroso, al fine di calcolare il costo della ricongiunzione è necessario effettuare un primo calcolo della pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di destinazione, poi un secondo calcolo della pensione considerando tutti i contributi dell’interessato, come se risultassero accreditati nel fondo prescelto.

Bisogna poi fare la differenza tra i due calcoli per ottenere l’ammontare del beneficio conseguito. Una volta determinato il beneficio, questo si deve moltiplicare per un apposito coefficiente, ai sensi della legge n. 1338/1962 e del Decreto Ministeriale 26/1/1964, che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica.

Dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione.

Se il periodo da ricongiungere è soggetto al calcolo contributivo, la determinazione dell’onere di ricongiunzione è più semplice. Occorre infatti prendere come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi; moltiplicare la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva (ad esempio 32,95% per l’Inpdap, 33% per l’Inps Fondo pensioni lavoratori dipendenti); sottrarre dall’onere così ottenuto i contributi da trasferire.

Alla luce di quanto detto, non verificandosi la possibilità di cumulo tra Inps e cassa professionale, per valutare l’opzione migliore tra totalizzazione e ricongiunzione, vista la delicatezza della materia, è indispensabile uno studio previdenziale approfondito, nel quale fare una proiezione pensionistica che comprenda non solo gli oneri di ricongiunzione, ma anche il calcolo della futura pensione sia nell’ipotesi di ricongiunzione che in quella di totalizzazione, con una valutazione dettagliata, per entrambi i casi, della data di maturazione dei requisiti utili ai diversi trattamenti.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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