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Lo sai che? L’autovelox viola la privacy degli automobilisti?

Lo sai che? Pubblicato il 13 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 agosto 2017

Sistemi elettronici di rilievo della velocità: come devono essere per non violare la privacy.

La finalità di garantire l’interesse pubblico alla sicurezza delle strade prevale sul diritto alla privacy degli automobilisti, ma entro certi limiti. Gli impianti di videosorveglianza come l’autovelox possono acquisire i dati personali degli automobilisti ma non possono violare la loro privacy oltre i limiti propri della funzione di controllo.

Secondo il Garante della Privacy, l’utilizzo degli impianti elettronici di rilevamento automatizzato delle infrazioni è lecito se sono raccolti solo dati pertinenti e non eccedenti per il perseguimento delle finalità istituzionali del titolare, delimitando a tal fine la dislocazione e l’angolo visuale delle riprese in modo da non raccogliere immagini non pertinenti o inutilmente dettagliate.

In conformità alla prassi ed al quadro normativo di settore riguardante le violazioni del Codice della strada, il Garante prescrive quanto segue:

  1. gli impianti elettronici di rilevamento devono circoscrivere la conservazione dei dati alfanumerici contenuti nelle targhe automobilistiche ai soli casi in cui risultino non rispettate le disposizioni in materia di circolazione stradale;
  2. le risultanze fotografiche o le riprese video possono individuare unicamente gli elementi previsti dalla normativa di settore per la predisposizione del verbale di accertamento delle violazioni ( il tipo di veicolo, il giorno, l’ora e il luogo nei quali la violazione è avvenuta); deve essere effettuata una ripresa del veicolo che non comprenda o, in via subordinata, mascheri, per quanto possibile, la porzione delle risultanze video/fotografiche riguardanti soggetti non coinvolti nell’accertamento amministrativo (es., pedoni, altri utenti della strada);
  3. le risultanze fotografiche o le riprese video rilevate devono essere utilizzate solo per accertare le violazioni delle disposizioni in materia di circolazione stradale anche in fase di contestazione, ferma restando la loro accessibilità da parte degli aventi diritto;
  4. le immagini devono essere conservate per il periodo di tempo strettamente necessario in riferimento alla contestazione, all’eventuale applicazione di una sanzione e alla definizione del possibile contenzioso in conformità alla normativa di settore, fatte salve eventuali esigenze di ulteriore conservazione derivanti da una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria;
  5. le fotografie o le immagini che costituiscono fonte di prova per le violazioni contestate non devono essere inviate d’ufficio al domicilio dell’intestatario del veicolo unitamente al verbale di contestazione, ferma restando la loro accessibilità agli aventi diritto;
  6. in considerazione del legittimo interesse dell’intestatario del veicolo di verificare l’autore della violazione e, pertanto, di ottenere dalla competente autorità ogni elemento a tal fine utile, la visione della documentazione video-fotografica deve essere resa disponibile a richiesta del destinatario del verbale; al momento dell’accesso, dovranno essere opportunamente oscurati o resi comunque non riconoscibili i passeggeri presenti a bordo del veicolo.

Il mancato rispetto delle suddette regole comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

note

[1] Garante privacy, Regolamento in materia di videosorveglianza.


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