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Come avviare un’attività e pagare poche tasse

14 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 agosto 2017



Un metodo legale per avviare una nuova impresa e pagare meno del 5% di tasse l’anno.

Pagare poche tasse è il sogno di tutti. Per chi inizia una nuova attività c’è un modo semplice e legale per farlo.

Il regime fiscale forfettario

Diciamo subito che il regime fiscale forfettario garantisce un risparmio fiscale perché prevede una aliquota massima del 15%, che comprende Iva, Imposte sui redditi, addizionali regionali e comunali e Irap.

Inoltre, il regime fiscale forfetario consente di non tenere la contabilità, di non essere soggetti agli studi di settore e di non dover adempiere agli infiniti nuovi obblighi di comunicazione periodica imposti dal Fisco a partire da quest’anno.

Le uniche cose da fare sono emettere le fatture di vendita o gli scontrini (o ricevute) fiscali, conservare le fatture degli acquisiti e presentare la dichiarazione annuale dei redditi.

L’aliquota basse e adempimenti burocratici praticamente ridotti a zero, rendono il regime forfettario molto conveniente, anche se non possono essere detratti i costi (compresi quelli per auto e telefono).

Vediamo nel dettaglio come funziona.

Modalità di accesso al regime forfettario

Al regime forfettario possono accedere soggetti già attivi o soggetti che aprono la partita iva per la prima volta, purché:

  • i ricavi percepiti in un anno non superino determinati limiti stabiliti in base all’attività esercitata (da 25.000 a 50.000 euro);
  • paghino stipendi ai dipendenti per non più di 5.000 euro in un anno;
  • utilizzino beni strumentali il cui costo complessivo non supera i 20.000 euro.

Non ci sono limiti temporali per l’utilizzo del regime. Fin tanto che questi tre requisiti vengono mantenuti, è possibile utilizzare il regime forfettario.

Come si calcola il reddito imponibile e l’imposta da versare

Il calcolo è molto semplice.

Si parte dai ricavi incassati nell’anno (ecco un altro vantaggio: si pagano le tasse soltanto su somme effettivamente incassate) e si applica un coefficiente di redditività previsto in base all’attività svolta (variabile dal 40% al 78%).

Il coefficiente di redditività rappresenta la parte dei ricavi che viene considerata utile imponibile e varia per ciascun tipo di attività svolta.

Dal reddito così ottenuto si tolgono i contributi previdenziali versati (Inps o casse professionali) e si ottiene l’imponibile.

Il 15% dell’imponibile sarà l’unica tassa da pagare.

Agevolazioni per le nuove imprese

Chi apre la partita iva per la prima volta ha un ulteriore vantaggio: per i primi cinque anni, l’aliquota dell’imposta è ridotta al 5%.

Agevolazioni contributive

Anche ai fini contributivi è prevista una agevolazione consistente in una riduzione del 35% dei contributi Inps dovuti; anche quelli sul minimale.

Per avere questo beneficio, però, deve essere presentata una apposita domanda al momento di apertura della partita iva e, poi, ogni anno entro il 28 febbraio.

Un esempio

Facciamo un esempio di calcolo delle imposte con il regime forfettario scegliendo una attività con il più alto coefficiente di redditività.

Prendiamo un giovane che, al primo anno di attività come commercialista (coefficiente di redditività 78%) abbia ottenuto compensi per 15.000 euro e abbia pagato contributi previdenziali per 1.300 euro.

Compensi percepiti € 15.000
Spese detraibili Zero
Reddito imponibile lordo € 15.000*78% = € 11.700
Contributi previdenziali € 1.300
Reddito imponibile netto € 11.700 – € 1.300 = € 10.400
Imposta sostitutiva 5%
Imposta sostitutiva € 10.400 * 5% = € 520

Quindi, in conclusione, su un fatturato di 15.000 euro, paga 520 euro di tasse complessive, pari al 3,46%.

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2 Commenti

  1. Ma è possibile usufruire di questo regime per affittare degli immobili, avendo i ricavi stabiliti dalla legge?

    1. Bisognerebbe chiarire meglio la questione.
      Detta così, ho l’impressione che il valore di un immobile di proprietà superi il limite consentito per i beni strumentali.

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