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Ditelo Voi Copia cartella non necessaria per iscrivere ipoteca

Ditelo Voi Pubblicato il 9 settembre 2017

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È sufficiente la sottoscrizione del destinatario dell’avviso di ricevimento per dimostrare la notifica della cartella con servizio postale.

Nel caso di notifica di cartella di pagamento tramite il servizio postale, il destinatario, sottoscrittore dell’avviso di ricevimento della raccomandata non può pretendere in giudizio che l’agente della riscossione produca anche copia della cartella impugnata.

Di recente[1], la Cassazione è tornata ad occuparsi di un tema tanto caro ai contribuenti sotto il mirino del fisco. Vale a dire, in caso di notifica della cartella tramite il servizio postale, a chi spetta dimostrare che il plico consegnato al contribuente contenesse realmente la cartella di pagamento?

In un primo momento le pronunce dei giudici di merito e di legittimità hanno stabilito che spettasse al mittente, e dunque ad Equitalia, dimostrare, tramite “prova contraria”, cosa ci fosse nella busta[2].

Successivamente, però, la Suprema corte ha ribaltato l’orientamento in favore del fisco, forse per evitare abusi del contribuente[3].

Ultimamente Equitalia, in seguito a pronunce di merito sfavorevoli, ha riproposto la questione in esame ai giudici di legittimità.

La stessa Corte non ha smentito il precedente orientamento e ha ribadito che, nel caso di notifica della cartella di pagamento per mezzo del servizio postale, Equitalia non è obbligata a produrre in giudizio copia della cartella impugnata, se il contribuente ha sottoscritto l’avviso di ricevimento della raccomandata di cui era destinatario.

La prova che il plico postale contenga anche la cartella è data:

  1. dal numero seriale della cartella di pagamento riportato nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal contribuente;
  2. dalla presunzione di conoscenza prevista dal codice civile[4], in base alla quale tutte le comunicazioni si considerano ricevute nel momento in cui raggiungono l’indirizzo del destinatario.

Tuttavia, si tratta di una presunzione contro cui è ammessa prova contraria. Quindi, il contribuente deve dimostrare di essersi trovato in una situazione, non causata dallo stesso[5], per la quale era impossibile venire a conoscenza della cartella.

Cosa cambia? In virtù del costante indirizzo della Suprema Corte, se il contribuente ha sottoscritto l’avviso di ricevimento, è consigliabile non fondare tutto il ricorso sulla mancata esistenza della cartella all’interno del plico, ma eventualmente essere pronti a dimostrare l’impossibilità di prenderne cognizione.

Giacomo Nick Mustica

note

[1] Cass. sent. n. 16808 del 7.07. 2017,

[2] Cass. sent. n. 4482/2015; Cass. sent. n. 2625/2015.

[3] Cass. sent. n. 5397/ 2016.

[4] Art. 1335 Cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 9246 del 07/05/2015 e Cass. n. 24235 del 2015.


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