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I diritti di chi soffre di dolori articolari

12 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 settembre 2017



Dall’invalidità civile all’indennità di accompagnamento: i diritti di chi soffre di dolori articolari.

Le malattie articolari rientrano tra le patologie invalidanti più comuni. I dolori che esse comportano rendono difficili anche i gesti quotidiani più semplici, portando spesso alla depressione il soggetto che ne soffre. Poiché tali malattie sono in rapida diffusione e non vanno sottovalutate, ecco alcune indicazioni sui diritti di chi soffre di dolori articolari.

Invalidità civile

Le artropatie (cioè, le patologie delle articolazioni) consentono al malato di ottenere alcune agevolazioni. Tra i diritti di chi soffre di dolori articolari rientra il riconoscimento dell’invalidità civile. Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da menomargli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i 18 e i 65 anni), ovvero da non renderlo capace di svolgere le normali attività tipiche della propria età [1]. I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto dalla commissione medica; ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili [2]; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la propria patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie di assegnazione delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

Riconoscimento dello stato di handicap

Tra i diritti di chi soffre di dolori articolari c’è anche quello ad ottenere le agevolazioni previste per i portatori di handicap. Secondo la legge, è handicappato chi, a causa della propria malattia, ha difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tali da favorire l’emarginazione sociale del malato. L’handicap grave viene riconosciuto a chi ha bisogno di assistenza ininterrotta [3]. I vantaggi concessi dallo Stato sono molteplici; ricordiamo: il diritto a godere di tre giorni di permesso mensile; il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina; l’impossibilità al trasferimento senza il proprio consenso; diritto al congedo straordinario retribuito per un periodo massimo di due anni; detrazioni fiscali; l’Iva agevolata.

Contrassegno invalidi

Poiché i dolori articolari rendono spesso difficoltosa la normale deambulazione, un altro diritto spettante a chi è affetto da gravi artropatie è quello al contrassegno auto per disabili. Il codice della strada [4] prevede, per chi abbia ridotte capacità motorie, la possibilità di chiedere al sindaco del proprio Comune il rilascio di uno speciale contrassegno che gli consenta di sostare con il proprio veicolo in posti adibiti alle persone invalide. In altre parole, si tratta di una speciale autorizzazione concessa a tempo determinato (cinque anni, rinnovabili allo scadere) a coloro che, a causa della propria patologia, troverebbero difficoltoso parcheggiare nelle ordinarie zone di sosta. Il contrassegno deve essere sempre esposto in originale, in modo visibile, sul parabrezza del veicolo.

Indennità di accompagnamento

Infine, tra i diritti di chi soffre di dolori articolari particolarmente gravi rientra anche quello all’indennità di accompagnamento. La legge [5] accorda il beneficio agli invalidi civili totali (invalidità del 100%) quando siano impossibilitati a camminare autonomamente o siano incapaci di compiere da soli gli atti quotidiani della vita.

Chi soffre di dolori articolari può beneficiare di numerosi vantaggi, di natura non soltanto economica. Ovviamente, è necessario che il malato si sottoponga alle dovute visite mediche per stabilire la gravità della patologia, poiché i vantaggi concessi dalla legge spettano soltanto alle patologie invalidanti.

note

[1] Legge n. 118/1971 e successive modifiche.
[2] Decreto Ministeriale n. 322 del 27/08/99.
[3] Legge n. 104/1992.
[4] Articolo 188 del decreto legislativo n. 285/1992.
[5] Legge n. 18/1980.

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