Diritto e Fisco | Articoli

Assegnazione temporanea dipendenti Pa, può diventare definitiva?

16 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2017



Il trasferimento temporaneo del dipendente pubblico per esigenze familiari può diventare definitivo?

Sono una dipendente di ruolo, assegnata temporaneamente per 3 anni ad altra amministrazione perché ho un figlio minore di 3 anni e mio marito lavora in un’altra città: posso avere un’assegnazione definitiva col nuovo decreto di stabilizzazione dei precari?

La lettrice fa parte del personale di ruolo: ciò significa che è stata assunta a tempo indeterminato, quindi non è una dipendente precaria e non possono essere applicate alla sua situazione le disposizioni del decreto di stabilizzazione dei precari [1].

Il decreto, difatti, è finalizzato a ridurre il precariato nella pubblica amministrazione e si applica:

  • ai dipendenti a tempo determinato in possesso di almeno tre anni di anzianità di servizio, anche non continuativi negli ultimi otto (considerando i periodi sino al 31 dicembre 2017);
  • ai dipendenti assunti con un contratto flessibile, per i quali le amministrazioni potranno indire procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al 50% dei posti disponibili.

Stabilizzazione dei precari: chi può essere assunto a tempo indeterminato

In particolare, il decreto consente alla pubbliche amministrazioni di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possiede tutti i seguenti requisiti:

  • risulti in servizio successivamente al 08.2015 con contratti a tempo determinato presso l’amministrazione che procede all’assunzione;
  • sia stato reclutato a tempo determinato, per le stesse attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione;
  • al 31 dicembre 2017 abbia maturato alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni.

Le amministrazioni possono poi procedere ad assumere, tramite concorso con riserva del 50% dei posti, il personale non dirigenziale che possiede tutti i seguenti requisiti:

  • risulti titolare, successivamente al 28.08.2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso;
  • abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno 3 anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni, presso l’amministrazione che bandisce il concorso.

Per contratti di lavoro flessibile si intendono tutti i contratti non a tempo indeterminato, dai semplici contratti a termine ai contratti di somministrazione e alle collaborazioni (co.co.co.).

La lettrice, dunque, non essendo assunta a tempo determinato, né con altra tipologia di contratto flessibile, ma essendo già di ruolo e solo assegnata temporaneamente ad altra amministrazione, non può beneficiare del decreto di stabilizzazione dei precari.

Assegnazione temporanea dipendenti Pa

L’assegnazione temporanea, difatti, consiste solo nello spostamento provvisorio di un dipendente ad un’amministrazione differente, per tutelare il diritto all’unità familiare.

Nel dettaglio, l’assegnazione temporanea, disciplinata dal testo unico Maternità- paternità [2], prevede che il genitore con figli minori fino a 3 anni di età, dipendente di amministrazioni pubbliche, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a 3 anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione, nella quale l´altro genitore esercita la propria attività lavorativa; l’assegnazione è subordinata all’esistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione.

In base a quanto esposto, appare evidente che l’assegnazione temporanea non consiste in una nuova assunzione del dipendente con un contratto precario, ma consiste in uno spostamento non definitivo, al termine del quale il dipendente deve riprendere servizio nell’amministrazione di appartenenza (il posto lasciato temporaneamente libero durante il periodo di assegnazione, difatti, non può essere messo a concorso).

Perché lo spostamento diventi definitivo, allora,  il dipendente deve fare domanda di mobilità volontaria o attivare una procedura d’interscambio.

Mobilità volontaria e procedura d’interscambio

Per quanto riguarda la mobilità volontaria, è necessario inoltrare regolare richiesta di mobilità all’amministrazione interessata, nel caso in cui si rendano disponibili dei posti corrispondenti alla professionalità posseduta. Occorre poi ottenere il nullaosta dell’amministrazione di provenienza.

Per quanto riguarda la procedura d’interscambio, si tratta di una mobilità compensativa che si attua “scambiando” dipendenti di amministrazioni diverse. In questo  caso bisogna individuare le persone disposte contemporaneamente a trasferirsi e cambiare amministrazione.

Stabilizzazione precari: non per tutte le amministrazioni

Tornando, infine, al decreto sulla stabilizzazione dei precari, bisogna comunque considerare che le misure sperimentali introdotte da questa norma non stabiliscono, per il dipendente, un diritto alla stabilizzazione: questa, difatti, è a discrezione dell’amministrazione e  può essere disposta, peraltro, solo in conformità al piano triennale dei fabbisogni ed entro i vincoli di finanza pubblica.

note

[1] D.lgs. 75/2017.

[2] Art. 42 bis D.lgs. 151/2001.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI