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Clausola penale e caparra: quali differenze

22 Settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Settembre 2017



Clausola penale, caparra confirmatoria e caparra penitenziale: cosa sono, a cosa servono ed in cosa si distinguono

Come tutti sanno, il contratto ha forza di legge tra le parti. Capita spesso, però, che uno dei due contraenti non rispetti gli obblighi assunti e risulti, dunque, inadempiente. Fortunatamente, però, la legge offre molti rimedi (anche “preventivi”) contro l’inadempimento. Rimedi volti a rafforzare le ragioni di chi, quindi, ha correttamente eseguito e rispettato gli obblighi assunti. Tra questi, grande efficacia hanno la cosiddetta clausola penale e la cosiddetta caparra.

Si tratta, però, di istituti che – nella prassi –  vengono spesso confusi dai “non addetti ai lavori”. Cerchiamo, quindi, di capire quali sono le differenze tra clausola penale e caparra.

Prima però, analizziamo separatamente i due istituti. Ed infatti, prima di comprendere quali siano le differenze tra clausola penale e caparra è bene avere le idee chiare.

Cos’è la clausola penale

Per “evitare” l’inadempimento, le parti possono prevedere – con un’apposita clausola – il pagamento di una somma di denaro o altra prestazione da eseguire a carico di chi non esegua o non esegua correttamente il contratto. La clausola con cui si stabilisce ciò prende, appunto, il nome di clausola penale [1].

Perché si chiama clausola? Perché essa rappresenta una specie di pena per l’inadempimento. Si chiama così anche perché, nella prassi, essa è stabilita in misura tale da superare il prevedibile ammontare del danno che subirà un contraente nel caso in cui l’altro non dovesse adempiere. Essa quindi ha carattere non solo risarcitorio, ma anche e soprattutto sanzionatorio. La previsione di detta clausola comporta che le parti siano maggiormente “stimolate” ad adempiere. Esse sono messe in grado di conoscere preventivamente “il prezzo da pagare” nelle ipotesi di mancato adempimento. La “sanzione”, infatti, è già cristallizzata nella clausola penale e non dovrà – quindi – essere liquidata da un giudice. Di conseguenza, la parte che la pretenda non dovrà dimostrare alcunché. Come detto, la clausola penale viene preliminarmente stabilita dalle parti. Ciò comporta che a prescindere da quale sia stato l’effettivo danno subito, la penale sarà sempre dovuta nella medesima misura. Di regola, quindi, non si potrà pretendere un risarcimento ulteriore. Nulla vieta però che le parti convengano detta possibilità.

La clausola penale può essere prevista non solo per l’inadempimento, ma anche per il semplice ritardo. In tal caso, essa avrà lo scopo di “stimolare” il debitore alla puntualità.

Cos’è la caparra? 

La caparra consiste in una somma di denaro (o in una quantità di cose fungibili) che una parte consegna nelle mani dell’altra. La caparra ha anzitutto funzione confirmatoria. Ed infatti, per quanto la firma di un contratto possa ritenersi una garanzia (atteso che «scripta manent»), non c’è dubbio che la consegna di  qualcosa di “concreto”, dia comunque più certezze e conferme (da qui il nome di caparra confirmatoria [1]). La caparra confirmatoria consiste, dunque, nella materiale dazione di una somma di denaro o di altre cose fungibili, in considerazione di un possibile inadempimento o, meglio, di una mancata esecuzione del contratto che le parti intendono stipulare. In termini semplici, ciò che si dà a titolo di caparra rappresenta una sorta di “conferma” dell’accordo o del contratto. Se poi, il contratto viene adempiuto, la caparra varrà e sarà calcolata come un anticipo della prestazione, e cioè come un principio di pagamento.

Ma qual è la funzione della caparra nel caso in cui una delle parti non adempia ai propri obblighi?

Per comprendere qual è la funzione della caparra in caso di inadempimento facciamo un esempio. Poniamo che Tizio e Caio abbiano stipulato un contratto di compravendita e che Caio, dunque, abbia promesso di comprare da Tizio un immobile, consegnandogli – a conferma dell’accordo – una caparra. Successivamente, però, uno dei due non rispetta gli accordi presi. Cosa succede? Analizziamo entrambe le ipotesi [2]:

  • Se ad essere inadempiente è la parte che ha consegnato la caparra, allora l’altra parte potrà decidere di recedere dal contratto e avrà inoltre il diritto di trattenere la caparra.
  • Se invece a risultare inadempiente è colui che aveva ricevuto la caparra, allora l’altra parte potrà parimenti recedere dal contratto e avrà, inoltre, il diritto di esigere il doppio della caparra.

Il meccanismo descritto, però, non rappresenta l’unica soluzione offerta alla parte adempiente nei confronti dell’altra. La parte adempiente, infatti, potrà decidere, alternativamente, di non recedere dal contratto e di chiedere l’esecuzione o la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno.

Clausola penale e caparra: quali differenze

Le differenze tra clausola penale e caparra già dovrebbero risultare chiare da quanto sin qui detto. Si rendono, tuttavia, necessarie le seguenti precisazioni.

Sia la caparra che la clausola penale servono per “rafforzare” le ragioni della parte adempiente a discapito di chi, invece, non abbia rispettato gli obblighi assunti. Entrambi gli istituti, inoltre, rinvengono la propria fonte nella volontà delle parti.

Quali, invece, le differenze?

  • La differenza fondamentale tra clausola penale e caparra è che, mentre la clausola penale consiste in un impegno che si aggiunge ad un altro; la caparra, invece, consiste in una somma di denaro (o altra quantità di cose fungibili)  che una delle due parti effettivamente consegna nelle mani dell’altra.
  • La clausola penale vale per tutti i tipi di contratti, mentre la caparra viene stipulata per soli contratti a prestazioni corrispettive.
  • La caparra, a differenza della clausola penale, vale solo per l’inadempimento e non anche per il ritardo.

Clausola penale e caparra penitenziale

Molto importante, inoltre, è non confondere la clausola penale con la caparra c.d. penitenziale [3].

Come anticipato, infatti, generalmente la caparra ha natura confirmatoria. Ciò non toglie, benché legislativamente non prestabilito, che le parti possano concordare che la caparra assuma valore penitenziale. In questo caso difatti la caparra non rappresenta una somma che viene consegnata a cautela dell’inadempimento, ma costituisce un corrispettivo per l’attribuzione ad una delle due parti della facoltà di recesso dal rapporto anche in maniera unilaterale, anche cioè in assenza dell’accordo dell’altra parte . Nella pratica la caparra penitenziale si utilizza quando le due parti vogliono concordare sin da subito sulla possibilità di poter recedere dal contratto, sapendo sin dal principio quanto costerà questa scelta.

note

[1] Art. 1382 Cod. Civ.

[2] Da tenere distinta dalla caparra c.d. penitenziale. Ed infatti, la somma data a titolo di caparra penitenziale non rappresenta una cautela contro l’inadempimento. Essa rappresenta, invece, il corrispettivo della facoltà prevista dalle parti di esercitare il diritto di recesso.

[3] Art. 1386 Cod. Civ.


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