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Ditelo Voi Come recuperare le imposte pagate all’estero

Ditelo Voi Pubblicato il 9 settembre 2017

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Sono residente in Italia e ho percepito un reddito di partecipazione in Inghilterra, su cui ho già pagato le tasse, come posso fare per non pagarle anche in Italia?

Si ricorda al lettore che la persona fisica residente in Italia, in virtù del principio Word wild taxation, è tassata per i redditi ovunque prodotti[1].

L’ordinamento giuridico italiano, con lo scopo di evitare che il contribuente paghi due volte le tasse sulla stessa ricchezza, ha introdotto il sistema del credito di imposta[2] per i redditi prodotti all’estero.

Difatti, il credito di imposta è uno strumento giuridico che consente al contribuente di ridurre le tasse da pagare in Italia sottraendo quelle pagate all’estero.

Tuttavia, la normativa italiana subordina il riconoscimento del credito di imposta alla sussistenza di determinati presupposti.

Come primo requisito, il legislatore chiede che il reddito prodotto all’estero sia tassato anche in Italia[3]. Questo perché non avrebbe senso attribuire il credito per un reddito conseguito all’estero che in Italia non viene tassato.

A mero titolo esemplificativo, si indicano di seguito una serie di introiti che vengono tassati in Italia, anche se sono stati prodotti all’estero:

  • i redditi derivanti dallo sfruttamento economico dei terreni;
  • gli interessi, i proventi derivanti da mutui, conti correnti, azioni, obbligazioni;
  • i redditi di lavoro dipendente e autonomo.

Così, una volta accertato che il reddito prodotto all’estero concorre a formare il reddito complessivo e che, quindi, viene tassato anche in Italia, il contribuente deve dimostrare l’esistenza del secondo presupposto, cioè di aver pagato le imposte estere a titolo definitivo.

Per titolo definitivo, si intende che le imposte non possono più essere modificate a proprio favore con la riduzione o addirittura l’esenzione.

Per dimostrarlo è opportuno che il contribuente chieda il rilascio di una certificazione alle competenti autorità fiscali estere. Tuttavia, si precisa che la normativa nazionale non determina un modo specifico per provare la “non ripetibilità” delle imposte pagate all’estero.

Infatti, recentemente, un’interessante sentenza della Ctp di Milano[4] ha ritenuto che la definitività delle tasse estere può essere dimostrata anche tramite la semplice presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Perciò in definitiva, è lo stesso contribuente ad attestare che, in base al diritto del paese estero, le imposte sono state pagate e non sono più modificabili.

In conclusione, la normativa fiscale nazionale concede a favore del contribuente, in possesso dei requisiti esaminati, un credito pari alle imposte pagate all’estero che ha l’effetto sostanziale di non duplicare la tassazione sui proventi conseguiti fuori dal territorio nazionale.

Giacomo Nick Mustica

note

[1] Art. 3 Tuir.

[2] Art. 165 Tuir.

[3] Art. 23 Tuir.

[4] Com. trib. prov. Milano, sezione XIV, Sent. 14 marzo 2017, n. 2162


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