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Lo sai che? Si può trasformare il balcone in veranda?

Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2017

Se la trasformazione di un balcone in veranda non incide sulla stabilità e sull’armonia del palazzo, il singolo inquilino potrà procedere. Non sono pochi, tuttavia, gli incombenti di cui dovrà farsi carico

Talvolta la “convivenza” all’interno del microcosmo condominiale non è così facile. Non a caso, il condominio negli edifici è la forma più complessa di comunione, al cui interno convivono, da un lato, parti comuni indivise (portone, muri perimetrali, scale, pianerottoli, ecc.) e, dall’altro, distinte proprietà solitarie (appartamenti o locali appartenenti al singolo condomino). Allora la domanda potrebbe essere: fermo restando il “rispetto” delle c.d. parti comuni, il singolo inquilino può fare ciò che vuole sulla parte di sua esclusiva proprietà? Può, ad esempio, trasformare il suo balcone in una veranda? Oppure gli altri abitanti del palazzo potrebbero opporsi?

Cercheremo, con questo articolo, di rispondere a tali interrogativi. Tuttavia, prima di comprendere se un singolo condomino possa liberamente trasformare il proprio balcone in una veranda è necessario analizzare alcuni aspetti di fondamentale importanza.

Il decoro architettonico del condominio

Cominciamo innanzitutto con il dire che ogni edificio (bello o brutto che sia ed a prescindere dal suo prestigio o viceversa dal suo modesto valore) deve avere un proprio decoro. Si parla, al riguardo, di decoro architettonico dei fabbricati. In quanto tale, il decoro architettonico è una qualità positiva dell’immobile: esso, infatti, rappresenta  l’estetica conferita al fabbricato dall’insieme delle linee e delle strutture che lo connotano e che gli imprimono una determinata armonica fisionomia [1].

Orbene, il decoro architettonico di un condominio non può essere alterato ad iniziativa di un singolo inquilino: presupposto indispensabile, in tali casi, è sempre l’interesse della maggioranza dei condomini.

Si può trasformare il balcone in veranda?

Da quanto detto, ne deriva – di tutta evidenza – che se la trasformazione di un semplice balcone in una più “gradevole” e comoda veranda non incide sull’estetica e sull’armonia del palazzo, il singolo inquilino potrà senz’altro procedere indisturbato. Se, invece, detta innovazione altera la fisionomia dello stabile, spezzando – ad esempio – il “ritmo” della facciata condominiale, che nei vari piani presenti un preciso disegno di ripetizione dei balconi, allora le cose cambiano. L’inquilino non potrà più fare “di testa sua”. Sarà l’assemblea condominiale a decidere con un’apposita delibera approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed al meno la metà del valore dell’edificio.

Detto principio è stato più volte ribadito dalla Corte di Cassazione [2], secondo la quale – inoltre –   non occorre che il fabbricato, il cui decoro sia stato alterato, abbia un particolare pregio artistico. Né può avere rilevanza il fatto che tale decoro sia stato già gravemente compromesso da precedenti interventi sull’immobile, i quali non potrebbero in alcun modo giustificare l’ulteriore aggravio al decoro dello stabile.

Trasformazione del balcone in veranda: gli ulteriori incombenti

Al di fuori dell’ipotesi descritta e sempre che non vi siano problemi per la stabilità dell’edificio, il singolo inquilino potrà procedere alla realizzazione della veranda. Al riguardo, però, non possono sottacersi tutti gli incombenti di cui il singolo condomino dovrà farsi carico. In particolare:

  • Se la realizzazione di una veranda non costituisce un pericolo per la stabilità dell’edificio, né pregiudica l’aspetto architettonico e il decoro della facciata dell’edificio, l’inquilino potrà avviare i lavori senza richiedere la preventiva autorizzazione dell’assemblea di condominio. Tuttavia, in tali casi, è comunque necessario avvertire l’amministratore.
  • A veranda costruita, nulla vieta che gli altri condomini possano richiedere una revisione delle tabelle millesimali. I millesimi, infatti, non sono altro che un valore percentuale di proprietà dell’intero immobile. Con la conseguenza che chi ha creato una veranda potrebbe esser costretto a pagare più spese condominiali.
  • Prima di chiudere il balcone ed erigere la veranda è necessaria l’autorizzazione a costruire rilasciata dal Comune. In mancanza, il proprietario potrebbe essere accusato di abuso edilizio e, di conseguenza, essere costretto a demolire la veranda.

note

[1] Cfr. Cass. n. 1995 del 08.06.1995; Cass. n. 8731 del 0.09.1988.

[2] Cfr., ex multibus, Cass. n. 14455 del 19.06.2009.


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