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Split payment fino al 2020 per tutti: cos’è e come funziona

9 Febbraio 2017
Split payment fino al 2020 per tutti: cos’è e come funziona

Richiesta dal governo la proroga della misura di split payment, ecco come funziona e perchè è stata un successo.

Lo scorso 7 febbraio il ministro Padoan ha richiesto alla Commissione Europea la possibilità di estendere le previsioni dello split payment sino al prossimo 2020.

La misura si è dimostrata difatti molto efficace per chi ha pendenze di pagamento da parte della PA, tanto che il ministero ha fatto richiesta di potere estendere la previsione anche ai privati.

Cos’è lo split payment?

Richiesta dal governo la proroga della misura di split payment, ecco come funziona e perchè è stata un successo.

Lo scorso 7 febbraio il ministro Padoan ha richiesto alla Commissione Europea la possibilità di estendere le previsioni dello split payment sino al prossimo 2020.

La misura si è dimostrata difatti molto efficace per chi ha pendenze di pagamento da parte della PA, tanto che il ministero ha fatto richiesta di potere estendere la previsione anche ai privati.

Cos’è lo split payment?

Per conoscere nel dettaglio come funziona lo split payment ti consigliamo il nostro approfondimento La pubblica amministrazione non pagherà più Iva alle aziende.

Chi viene oggi incluso nello split payment?

Sono inclusi nell’opzione dello split payment:

  • la Pa;
  • i soggetti pubblici che sono immediata e diretta espressione della Pa (Commissari delegati per la ricostruzione a seguito di eventi calamitosi, i Consorzi interuniversitari etc.);

Chi viene oggi escluso dallo split payment?

Oltre ai privati nelle transazioni con altri privati, sono oggi esclusi dal meccanismo dello split payment:

  • gli enti pubblici non economici autonomi rispetto alla struttura statale, che perseguono fini propri, ancorché di interesse generale.

Dal punto di vista oggettivo, inoltre, non rientrano nel meccanismo dello split payment:

  • le forniture per le quali l’ente è debitore d’imposta (per reverse charge);
  • le prestazioni rese alle Pa i cui compensi sono assoggettati a ritenute a titolo d’imposta o a titolo d’acconto;
  • le operazioni rese alla Pa per cui il fornitore ha già nella propria disponibilità il corrispettivo che gli spetta, e trattiene lo stesso riversando alla Pa committente un importo netto;
  • le operazioni certificate dal fornitore con ricevuta o scontrino fiscale o fattura semplificata; le operazioni assoggettate a regimi speciali IVA.


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