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Pignoramento Equitalia: come evitarlo sulla casa?

15 Agosto 2017


Pignoramento Equitalia: come evitarlo sulla casa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Agosto 2017



Sono debitore verso Equitalia per un importo ormai prossimo ai 400.000 euro. Cosa posso fare per evitare che Equitalia prima o poi passi al pignoramento della casa in cui vivo?

Il lettore ci dice che Equitalia ha iscritto ipoteca legale sull’immobile dove vive di cui è proprietario per il 50%. È, inoltre, proprietario del 50% di un piccolo immobile ereditato dalla madre defunta e il restante 50% è di proprietà del padre, anche su questo immobile Equitalia ha iscritto ipoteca legale. È anche proprietario, sempre per il 50%, di alcuni appezzamenti di terreno boschivo e di alcune baite ormai diroccate su cui Equitalia ha iscritto ipoteca legale

La sua situazione patrimoniale consente ad Equitalia di pignorare anche l’immobile in cui vive (limitatamente alla quota di sua proprietà). Infatti, il divieto per Equitalia di espropriare (cioè pignorare e mettere all’asta) la cosiddetta prima casa del debitore sussiste solo se tale immobile è l’unico immobile di proprietà del debitore (e se, assieme a tale condizione, sussistono tutti gli altri requisiti di legge e cioè che in tale immobile il debitore risieda anagraficamente, che l’immobile sia accatastato per uso abitativo e che non sia un immobile classificato catastalmente come A8 o A9 oppure avente le caratteristiche fissate dal decreto del ministero dei Lavori pubblici del 2 agosto 1969). Ove manchi anche una soltanto delle condizioni sopra descritte, il pignoramento è possibile ove il debito superi in ammontare i 120.000 euro. Nel caso del lettore, perciò, l’immobile in cui attualmente dimora è pignorabile. Per tentare di evitare il possibile pignoramento dell’immobile in questione (o, meglio, della quota di sua proprietà) non si consiglia di venderla, donarla o conferirla in fondo patrimoniale. Nel caso di vendita della quota dell’immobile in cui dimora il lettore sarebbe, infatti, seriamente esposto al rischio di essere citato in tribunale da Equitalia con azione revocatoria ordinaria (che è l’azione tesa a far dichiarare inefficace nei confronti del creditore – Equitalia – l’atto di vendita che miri a sottrarre il bene alla garanzia delle ragioni del creditore medesimo). Nel caso di donazione o di conferimento della quota in fondo patrimoniale, poi, una recente norma ha esonerato il creditore dalla necessità di dover agire con azione revocatoria prima di poter aggredire (pignorandolo) il bene che il debitore avesse donato o conferito in fondo patrimoniale. Difatti nel caso di atti a titolo gratuito (come sono la donazione e la costituzione del fondo patrimoniale) il creditore, entro un anno dalla trascrizione di questi atti, può sicuramente e direttamente aggredirli (agendo nei confronti dell’acquirente) senza dover prima far dichiarare inefficace nei suoi confronti la donazione o il conferimento del bene nel fondo patrimoniale. Escluse quindi queste soluzioni che in realtà potrebbero addirittura complicare la situazione, la via più praticabile sarebbe quella (ove il debito non possa essere più contestato nel merito totalmente o parzialmente) di presentare istanza di rateizzazione ad Equitalia. Data la consistenza del debito occorrerà innanzitutto ed in partenza valutare se sia in grado di affrontare il pagamento rateale. Successivamente occorrerà dimostrare con idonea documentazione la temporanea situazione di obiettiva difficoltà in cui si versa e, quindi, ove l’istanza fosse accolta sottoscrivere il piano di rateizzazione che Equitalia predisporrà. La concessione delle rateizzazione (fino a settantadue rate mensili che sono aumentabili fino a centoventi ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica) impedisce ad Equitalia di procedere con azioni esecutive (impedirebbe, quindi, il pignoramento di ogni immobile di proprietà) e, perciò, darebbe al lettore, nei confronti dell’Agente della riscossione, la sicurezza che nessun pignoramento vi potrà essere finchè il piano di rateizzazione sottoscritto sia rispettato. Questa risulta essere la soluzione più praticabile per porre al riparo l’immobile in cui vive (ma anche tutti gli altri di sua proprietà) da azioni esecutive intentate da parte di Equitalia. Si tenga, infine, conto che anche dopo il pignoramento è possibile chiedere al giudice dell’esecuzione la conversione del pignoramento offrendo di pagare ratealmente (fino ad un massimo di trentasei rate) l’importo a debito (maggiorato di interessi).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte


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