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Lo sai che? Minaccia di sfratto: posso usare il Fondo salva casa?

Lo sai che? Pubblicato il 15 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 agosto 2017

Mio cugino, dopo una sentenza a favore di suo padre morto, mi ha pignorato gli immobili; ha richiesto in assegnazione ed ottenuto la mia casa. Minaccia di sfrattarmi: posso usufruire del fondo salva casa?

Al fine di rispondere al è necessario comprendere cosa s’intenda con l’espressione “Fondo salva casa”. Il Fondo salva casa è una misura che consente a chi è titolare di un diritto di proprietà su di un immobile destinato ad abitazione ma che versa in condizioni di morosità di non perdere la propria casa. Il proprietario che subisce un pignoramento, infatti, può avvalersi del beneficio di rimanere nella propria abitazione non più in qualità di proprietario, bensì nella veste di inquilino pagando però un canone agevolato e con l’ulteriore possibilità di riacquistare il diritto di proprietà sull’immobile. La funzione del Fondo è, quindi, quella di acquistare gli immobili messi all’asta dai creditori per riassegnarli – mediante un regolare contratto di locazione – ai precedenti proprietari. A tale scopo viene costituito un intermediario finanziario ad hoc che di norma è rappresentato da una società di gestione del risparmio e che ha il compito di contattare i precedenti proprietari stipulando con gli stessi un contratto di locazione a canone calmierato contenente una doppia opzione (cosiddetta put and call) in forza della quale, decorso il periodo di tempo stabilito, il locatore può rinunciare definitivamente al proprio appartamento o acquistarne di nuovo la proprietà. È bene ricordare che il Fondo di cui sopra si rivolge ai cosiddetti investitori istituzionali cioè la Cassa depositi e prestiti, le banche di credito, le fondazioni bancarie, ecc.

Tanto premesso quanto alla figura del Fondo salva casa è possibile adesso rispondere al quesito. Da quanto appena detto si può affermare che i benefici del Fondo in esame possono operare soltanto se il creditore è un investitore istituzionale e se il debitore è il proprietario dell’immobile. Nel caso della lettrice, si evince che il creditore è un soggetto privato e non un investitore istituzionale e che lei non è più proprietaria della casa destinata alla sua abitazione in quanto in forza di un provvedimento del giudice la proprietà dell’immobile è stata trasferita in capo al cugino. Di conseguenza, la lettrice non potrà beneficiare del Fondo suindicato. Ella parla di sfratto: al riguardo è bene fare una precisazione. Il creditore può ricorrere all’istituto giuridico dello sfratto soltanto qualora il debitore sia un proprio inquilino con il quale ha stipulato un regolare contratto di locazione. Se la lettrice ha stipulato con suo cugino un contratto di locazione, allora potrà beneficiare degli strumenti posti a tutela del conduttore al fine di non essere costretto ad abbandonare l’abitazione in cui vive. Diversamente, qualora non abbia stipulato un contratto di locazione, il cugino non potrà ricorrere allo sfratto bensì potrà chiederle il rilascio dell’immobile al quale la lettrice non potrà opporsi stante l’esistenza del provvedimento giudiziale di assegnazione della casa.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo


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