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Cosa comporta essere senza residenza

25 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2017



Chi è privo di residenza rischia di perdere alcuni fondamentali diritti. Vediamo quali.

Non sempre si è consapevoli del fatto che la legge italiana associa alla residenza una serie di importanti diritti. Molte persone, però, si trovano nella situazione di essere, per scelta oppure obbligatoriamente, privi di residenza. Vediamo cosa comporta essere senza residenza.

Cos’è la residenza?

Occorre innanzitutto fare chiarezza. Cos’è la residenza? Secondo il codice civile, la residenza è il luogo in cui una persona vive abitualmente [1]. Detto in modo molto semplice, la residenza è la propria casa, il posto ove si ritorna da lavoro per riposare o per stare con i propri cari. Il codice distingue la residenza dal domicilio, che rappresenta invece il luogo in cui si svolge il proprio lavoro. Nulla vieta che residenza e domicilio coincidano. La residenza, a differenza del domicilio, si contraddistingue per il carattere di stabilità, tant’è vero che si suole dire che la residenza si “fissa” in un determinato luogo, mentre il domicilio si può anche semplicemente “eleggere” per determinati affari o circostanze.

Cosa comporta avere una residenza?

Alla residenza l’ordinamento giuridico ricollega alcuni diritti, quali: il rilascio di certificati anagrafici; l’accesso ai servizi demografici; l’iscrizione nelle liste elettorali, fondamentale per l’esercizio del diritto di voto. La residenza è molto importante anche ai fini della determinazione della competenza territoriale dell’autorità giudiziaria e dell’individuazione del luogo in cui alcuni atti debbano essere rilasciati. Ancora, la residenza è fondamentale per la pubblicazione e la cerimonia del matrimonio. Secondo il codice civile, le pubblicazioni sono curate dall’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza dei coniugi [2]. Allo stesso modo, il matrimonio civile si celebra nel municipio del Comune ove sono state fatte le pubblicazioni [3]. Alla residenza è poi collegato l’accesso alle fondamentali prestazioni di assistenza sociale e sanitaria offerte dallo Stato: è, ad esempio, il requisito essenziale per la determinazione delle scuole, degli asili, dell’ASL e per la scelta del medico di base. Per gli stranieri, poi, la residenza  è uno dei presupposti per il rinnovo del permesso di soggiorno

L’obbligo di avere una residenza

Quelle sopra elencate sono solo alcune delle tante conseguenze che avere una residenza comporta. Proprio per la sua importanza, la legge italiana prevede l’obbligo di iscrizione anagrafica per chiunque risieda stabilmente sul territorio italiano [4]. Per ovviare al problema di chi davvero non ha un’abitazione, l’ordinamento consente di indicare all’ufficiale di anagrafe una “residenza virtuale”, cioè un luogo ove il soggetto è reperibile pur non rappresentando per lui una vera dimora. Si pensi ad una panchina o ad un ponte per un senzatetto. Il problema è che l’ufficiale di anagrafe è tenuto sempre a verificare l’effettività della residenza, anche se virtuale. In altre parole, chi non può permettersi una casa deve indicare con precisione il luogo in cui sarà normalmente reperibile. La mancanza di indicazioni esatte comporterà l’irricevibilità della domanda [5].

Cosa comporta quindi essere senza residenza?

La risposta alla domanda si ottiene semplicemente leggendo quanto scritto a proposito di tutti i diritti e le conseguenze ricollegate all’avere una residenza in Italia. La legge associa alla residenza una serie di diritti essenziali che rischiano di essere persi quando se ne è privi. Possiamo quindi dire che la residenza non è semplicemente un luogo fisico ma una vera e propria condizione per beneficiare di un’ampia serie di diritti. Oltre a ciò, bisogna ricordare ancora una volta che la legge anagrafica del 1954 obbliga chiunque viva stabilmente sul territorio italiano ad iscriversi ai registri dell’anagrafe, punendo i trasgressori con una sanzione amministrativa [6].

Chi non ha residenza rischia di non poter godere di molti diritti fondamentali, tra cui quelli sanitari, sociali e politici (diritto d’elettorato). Inoltre, la legge fa obbligo a tutti coloro che vivono in Italia di iscriversi all’anagrafe del proprio Comune, punendo i trasgressori con una sanzione amministrativa.

note

[1] Art. 43 cod. civ.
[2] Art. 94 cod. civ.
[3] Art. 106 cod. civ.
[4] Legge n. 1228/1954.
[5] Legge n. 94/2009.
[6] Art. 11 legge n. 1228/1954.


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