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È legale il gioco del video poker?

Pubblicato il 9 settembre 2017

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> Pubblicato il 9 settembre 2017

Chi detiene e consente l’utilizzo di apparecchiature con le quali è possibile praticare un gioco fondato sulle regole del poker, commette reato.

Pochi sanno che l’intrattenimento ludico offerto dai bar e dalle sale giochi non sempre è legale. Alla stessa maniera, non tutti hanno cognizione del fatto che il gioco d’azzardo, in Italia, costituisca reato.

Procediamo con ordine. Per essere conformi a legge, tutti gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici che riproducono virtualmente giochi comuni (come quelli di carte) devono soddisfare alcuni requisiti. Tra le condizioni elencate, la normativa di riferimento indica anche la prevalenza degli elementi di abilità su quelli meramente aleatori [1].

Il legislatore considera il poker un gioco aleatorio, cioè rischioso, imprevedibile, dall’esito incerto: in buona sostanza, d’azzardo. È la stessa legge a stabilire che le console tipiche delle sale giochi non possono riprodurre, neanche in parte, il gioco del poker né le sue regole principali [2]. Tale divieto vale anche quando la vincita non consista in una somma di danaro bensì nella prosecuzione della partita intrapresa con l’iniziale spendita del gettone.

V’è di più. Secondo la Corte di Cassazione [3], la condotta di chi detiene, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualsiasi tipo, apparecchi riconducibili alla categoria dei cosiddetti video poker, incorre anche nel reato di esercizio di giochi d’azzardo, punibile con l’arresto fino ad un anno [4].

È evidente, quindi, che il legislatore italiano si preoccupa di tutelare i giocatori dalla possibile dipendenza (cosiddetta ludopatia) che l’utilizzo di queste macchine può far sorgere in chi ne abusi.

Chiunque detiene, installa, gestisce, consente l’uso o distribuisce, all’interno di locali pubblici o aperti al pubblico, club, associazioni, circoli o qualsiasi altro luogo non privato, apparecchi o congegni elettronici, automatici o semiautomatici, che riproducono giochi d’azzardo come il poker, cioè giochi nei quali l’alea prevale sull’abilità, incorre in responsabilità penale, rischiando, a seconda della posizione assunta, le pene dell’ammenda e dell’arresto, nonché la sospensione della licenza per pubblico esercizio, nel caso in cui l’autore dell’illecito ne sia titolare, per un periodo compreso tra uno e sei mesi e la sua revoca in caso di recidiva.

note

[1] R.D. n. 773/1931.

[2] Art. 110, comma 6, R.D. 773/1931 cit.

[3] Cass. sent. N. 5600/2006 del 10.01.2006.

[4] Art. 718 cod. pen.


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