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Come ottenere l’indennità di accompagnamento

3 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2017



Guida sulla prestazione economica: cos’è, quali sono i requisiti, qual è la procedura da seguire.

Chi soffre di particolari forme di invalidità che compromettono gravemente o impediscono lo svolgimento delle normali attività quotidiane può ottenere dall’Inps un’indennità mensile, di importo variabile anno per anno [1].

Requisiti

Se il richiedente ha un’età inferiore ai 65 anni, l’indennità gli sarà riconosciuta a condizione che egli sia invalido al 100% e che si trovi nell’impossibilità di camminare e muoversi o di compiere le attività quotidiane (per esempio mangiare, lavarsi, vestirsi) senza un accompagnatore.

Se invece egli ha più di sessantacinque anni, potrà godere del beneficio se dimostra di non poter adempiere le attività tipiche della propria età [2].

Va precisato che i minori di diciotto anni che siano già titolari dell’indennità di accompagnamento, al raggiungimento della maggiore età beneficeranno, senza bisogno di ulteriori accertamenti medico-sanitari, della pensione di inabilità prevista per i maggiorenni inabili al 100%.

Ulteriori requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento sono la cittadinanza italiana, l’iscrizione all’anagrafe del comune di residenza (per i cittadini stranieri comunitari), il permesso di soggiorno di validità almeno annuale (per i cittadini stranieri extracomunitari) nonché la stabile residenza in Italia.

Procedura amministrativa

Il medico – spesso convenzionato con un patronato – sulla base della documentazione sanitaria fornitagli dal richiedente, redige e invia telematicamente all’Inps il certificato per invalidità civile ed accompagnamento.

Successivamente l’interessato si sottoporrà a visita da parte della commissione dell’Inps o – previa richiesta presentata contestualmente al certificato di invalidità – a domicilio, da parte di un medico fiduciario dello stesso istituto di previdenza.

All’esito della visita, la commissione redige e invia il verbale al richiedente il trattamento.

Nel caso di esito positivo, al soggetto istante verrà riconosciuto un importo mensile in misura fissa a titolo di indennità di accompagnamento (per l’anno 2017 tale somma è pari a 515,43 euro).

Se il verbale non riconosce il diritto all’accompagnamento, lo si potrà impugnare entro sei mesi dalla sua notifica mediante ricorso al Tribunale competente, finalizzato a ottenere l’Accertamento tecnico preventivo (Atp) del diritto di accompagno.

Procedimento giudiziario

Instaurato il giudizio con la presentazione del ricorso, il giudice nomina consulente tecnico di ufficio (ctu) un medico legale, con il compito di accertare se il ricorrente ha diritto o no all’indennità.

All’esito dell’accertamento il ctu redige la relazione tecnica che provvede poi a comunicare allo stesso ricorrente e all’Inps.

A questo punto il giudice assegna alle parti un termine massimo di 30 giorni per opporsi alla relazione.

Se l’elaborato del ctu non viene contestato, il Tribunale lo omologa con decreto non impugnabile.

Se invece viene proposta opposizione, entro 30 giorni dalla stessa l’opponente deve depositare il ricorso che segna l’inizio del giudizio di merito (per stabilire, in buona sostanza, chi ha ragione e chi ha torto).

Tale procedimento si conclude con sentenza, anch’essa non impugnabile.

Massimo Coppin

note

[1] Legge 18/1980.

[2] Art. 6 Dlgs 509/1988.

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