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Lo sai che? Somme spese dal singolo condomino: sono rimborsabili?

Lo sai che? Pubblicato il 22 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 settembre 2017

Le somme anticipate dal singolo condomino sono rimborsabili solo se le spese sono state sostenute per lavori urgenti ed improcrastinabili alle parti comuni dell’edificio

Capita spesso che, nelle parti comuni del condominio (scale, pianerottoli, portone, androni, ecc.) ci siano lavori di manutenzione e di ristrutturazione da fare. Quasi sempre, però, è la pigrizia a regnare sovrana, al meno fino a quando detti lavori non diventino urgenti. Se nemmeno allora nessuno si “dà da fare” può succedere che sia un singolo condomino a prendere l’iniziativa, sostenendo a sue spese lavori – a suo avviso – non più procrastinabili. Ebbene, all’inquilino di “buona volontà” spetterà il rimborso delle spese sostenute per i lavori? Sono rimborsabili le somme spese dal singolo condomino per lavori urgenti sulle parti comuni?

La risposta – che potrebbe sembrare scontata – non lo è affatto. Vediamo perché.

Lavori in condominio e rimborso delle spese

I lavori alle parti comuni del condominio sono di regola deliberate dall’assemblea, che decide a maggioranza. I singoli condomini, quindi, non possono decidere di “testa propria” e provvedere di propria iniziativa alle riparazioni che si dovessero rendere necessarie. Il divieto per i singoli condomini di eseguire di propria iniziativa le opere relative alle cose comuni, cessa quando si tratti di opere urgenti.

Negli edifici in condominio, infatti, la facoltà di provvedere alle opere urgenti per la conservazione delle parti comuni del fabbricato è attribuita a ciascun condomino, il quale – in caso di urgenza – potrà agire senza autorizzazione dell’amministratore e dell’assemblea [1]. L’inquilino, sia chiaro, non ha l’obbligo ma la mera facoltà di provvedere a sue spese ai lavori che ritiene essere improcrastinabili.

Attenzione però a prendere l’iniziativa con troppa leggerezza: il rimborso, infatti, sarà dovuto solo se i lavori eseguiti e le spese sostenute abbiano effettivamente rivestito il carattere della urgenza e della indifferibilità.

Il concetto di urgenza ricomprende qualsiasi lavoro e correlativa spesa che, secondo il criterio della diligenza media, appaiano indifferibili al fine di evitare nocumento alle parti comuni del condominio. In tali casi, quindi, il termine urgenza non è sinonimo di necessità. Se i lavori sono solo necessari e non anche urgenti bisognerà attendere anche il parere degli altri condomini e non  si potrà “fare di testa propria”. Ed infatti, va considerata urgente la spesa che non può essere differita fino a quando l’amministratore o l’assemblea dei condomini possano utilmente provvedere e senza che tale differimento comporti danni o pericoli a cose o persone [2]. La prova dell’indifferibilità dei lavori e delle correlative spese incombe sull’inquilino che ne chieda il rimborso. Il condomino, quindi, dovrà dimostrare la sussistenza delle condizioni che imponevano di provvedere senza ritardo e che impedivano di avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini.

Il rimborso al singolo condomino spetta solo se i lavori erano urgenti

In definitiva, qualora non si sia davvero certi dell’urgenza e della improcrastinabilità dei lavori da eseguire in condominio è sempre bene evitare di anticipare somme di denaro. Al riguardo, meglio sarebbe chiedere all’amministratore di convocare un’assemblea straordinaria, ponendo la questione all’ordine del giorno. Ed infatti, regola d’oro all’interno del condominio è quella della maggioranza assembleare. Sempre meglio, dunque, attendere l’autorizzazione dell’assemblea e dell’amministratore prima di pagare di tasca propria somme, che poi potrebbero non essere rimborsate.

 

note

[1] Art. 1134 Cod. Civ.

[2] Cfr., ex multibus, Cass. sent. n. 4330 del 19.03.2012.


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