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Pignoramento delle fatture da parte del fisco

2 settembre 2017


Pignoramento delle fatture da parte del fisco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2017



Sono consulente di una ditta. Ho ricevuto un pignoramento presso terzi da parte del fisco (Equitalia). Alla data di notifica del pignoramento la ditta non aveva mie fatture da pagare. La stessa ditta, dopo alcuni mesi dalla notifica del pignoramento, mi ha chiesto delle consulenze. Queste potranno essermi pagate o la ditta dovrà, invece, versare all’agente della riscossione i miei prossimi compensi per prestazioni successive alla notifica del pignoramento?

Al fine di rispondere occorre fare una verifica preventiva dello stato di avanzamento del pignoramento presso terzi in oggetto, oltre che dalla dichiarazione effettuata dalla ditta, terza pignorata. Difatti, se la ditta ha dichiarato a Agenzia Entrate Riscossione l’insussistenza di somme dovute al lettore al momento della notifica, potrebbero essere accadute due cose:

  1. o l’esattore ha dato per vera quella dichiarazione; in questo caso, il pignoramento si è estinto;
  2. o l’esattore non ha creduto a quella dichiarazione; in questo caso, il loro legale avrà provveduto a richiedere l’accertamento dell’obbligo del terzo, una procedura con la quale si apre un nuovo procedimento finalizzato a verificare – tramite prove testimoniali e documentazioni varie – se il lettore effettivamente al momento della notifica del pignoramento prestava o meno servizi presso questa ditta.

Se Agenzia Entrate Riscossione ha creduto alle dichiarazioni della ditta, facendo venir meno la procedura esecutiva in oggetto, non sarà trattenuto al lettore alcun corrispettivo, almeno fino a notifica di nuovo pignoramento. Se, viceversa, si è proceduto con un nuovo processo volto ad accertare il rapporto lavorativo esistente tra la ditta ed il lettore, ci sarà il concreto rischio che le somme dovute dalla ditta per le consulenze dal lettore effettuate ed esistenti già al momento della notifica del pignoramento siano trattenute dal giudice dell’esecuzione al fine di soddisfare (anche parzialmente) le ragioni creditorie di Agenzia Entrate Riscossione.

Il consiglio al lettore è di verificare, anche con un accesso agli atti del tribunale, se il giudizio d’esecuzione è ancora in essere. In caso di esito positivo, converrà trovare un accordo con la ditta stessa al fine di attendere che quella procedura si estingua e provvedere, solo successivamente, al pagamento dei compensi spettanti al lettore.  Quest’ultimo altrimenti correrebbe il rischio che le somme per quelle consulenze effettuate siano destinate a saldare (anche se parzialmente) il suo debito nei confronti della nuova Equitalia. Viceversa, se dall’accesso dovesse risultare che quella procedura sia già estinta, allora potrà tranquillamente incassare quelle somme.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

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