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I diritti di chi soffre di difficoltà respiratorie

16 agosto 2017 | Autore:


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Apnee ostruttive nel sonno, Bpco, asma, asportazione del polmone: quali sono le malattie respiratorie che danno diritto ad esenzione dal ticket o invalidità.

Dire «mi manca il fiato» non è sufficiente: per usufruire dei diritti di chi soffre di difficoltà respiratorie c’è bisogno di una patologia grave come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas) o l’asma, solo per citarne alcune.

Certo, dire «mi manca il fiato» è il primo sintomo. Ma non necessariamente di una malattia: può essere anche un segnale di sovrappeso o di obesità, tra i peggiori nemici di chi deve fare una rampa di scale o, semplicemente, allacciarsi le scarpe.

Se le difficoltà respiratorie sconfinano nella vera e propria insufficienza respiratoria a causa di una malattia cronica, la situazione diventa seria e, a quel punto, si può chiedere aiuto al Sistema sanitario nazionale o all’Inps, sempre che vengano riconosciute la malattia e la riduzione della capacità lavorativa, cioè l’invalidità.

Vediamo, allora, quali sono i diritti di chi soffre di difficoltà respiratorie.

Le malattie più diffuse che causano difficoltà respiratorie

Nella tabella ufficiale delle malattie dell’apparato respiratorio che danno diritto ad una percentuale di invalidità (alta o bassa che sia) se ne contano quasi una trentina di patologie. Alcune, come l’asma, la rinite o la sinusite, vengono considerate tra le meno gravi (la riduzione massima della capacità lavorativa è fissata al 35%), altre come la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) o la pneumonectomia (l’asportazione di un polmone a causa, ad esempio, di un tumore) hanno una percentuale ben più alta, che arriva anche al 100%.

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osas)

Si tratta di un disturbo respiratorio che si manifesta soltanto durante il sonno e che consiste nelle ripetute apnee, cioè nelle pause respiratorie di durata superiore ai 10 secondi causate da un’ostruzione parziale o totale delle vie aeree. In pratica, chi soffre di apnee ostruttive nel sonno (il disturbo è noto con l’acronimo inglese Osas) non respira per alcuni secondi. I risultati possono essere estremamente pericolosi se il numero delle apnee è notevole durante la notte: lo sforzo respiratorio notturno è importante e ne può risentire il cuore, il fatto di non respirare normalmente e, quindi, di avere una ventilazione anomala può compromettere l’ossigenazione notturna (con delle conseguenze neurologiche) e la frammentazione del sonno fa sì che, durante il giorno, il soggetto abbia sonnolenza e cali di concentrazione.

Quali sono i diritti di chi soffre di questo tipo di difficoltà respiratoria? Normalmente, le commissioni dell’Asl che valutano questo tipo di situazioni concedono una percentuale di invalidità che varia dal 35% al 40% circa (alcune commissioni sono più generose, ma dipende, comunque, dal grado di gravità). Significa che si resta, comunque, sotto la soglia del 46% e che, quindi, si avrà diritto soltanto ad aiuti e protesi del Servizio sanitario nazionale.

Chi soffre di Osas e si vede riconosciuta quella percentuale di invalidità, ha diritto a ricevere a casa e ad utilizzare gratuitamente la cosiddetta Cpap, cioè un apparecchio di ventilazione dotato di una mascherina da indossare la notte quando si va a letto. E’ un aiuto molto importante, perché favorisce la respirazione e, quindi, riduce i rischi cardiovascolari o neurologici delle apnee. Inoltre, è un aiuto anche per chi gli sta accanto: con la Cpap praticamente non si russa.

La domanda per ottenere questo apparecchio va fatta all’Asl che si farà carico (tramite una società convenzionata) di recapitare a casa la Cpap e della manutenzione (semestrale o annuale) della «macchinetta».

Per quanto riguarda l’esenzione dal ticket sanitario, non c’è un codice previsto per le Osas. L’unica possibilità di ottenerlo sarebbe fare richiesta all’Asl, dietro certificato del medico curante, per insufficienza respiratoria cronica. L’esenzione, comunque, riguarderebbe soltanto le visite e gli esami legati alla patologia.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)

La Bpco o broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia polmonare non del tutto reversibile: è possibile prevenirla e trattarla, ma si tratta, comunque, di una patologia cronica e invalidante che ostruisce le vie aeree e provoca difficoltà respiratorie e tosse cronica.

Nel decreto della Presidenza del Consiglio [1] che introduce i nuovi livelli essenziali di assistenza è inclusa anche la Bpco come malattia che dà diritto all’esenzione dal ticket sanitario negli stadi «moderato», «grave» e «molto grave». Chi soffre di difficoltà respiratorie a causa di questa patologia, dunque, può recarsi all’Asl di appartenenza con il certificato medico in cui si attesti la malattia e chiedere l’esenzione. Avrà la possibilità di fare gratis esami e visite legate alla Bpco.

Per quanto riguarda, invece, l’invalidità, le broncopneumopatie croniche hanno diverse percentuali di riduzione della capacità lavorative a seconda del tipo e dello stadio della malattia, percentuali che variano dall’11% per una bcp asmatica lieve al 100% della bpc asmatica grave o della bpc restrittiva grave.

A seconda di quella percentuale si avrà diritto alle varie agevolazioni, cioè:

  • fino al 33%: nessuna invalidità (nessuna agevolazione);
  • dal 34%: ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
  • dal 46%: iscrizione alle liste del collocamento mirato;
  • dal 50%: congedo straordinario per cure, a seconda di quanto previsto dai contratti nazionali;
  • dal 67%: esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale legali alla patologia;
  • dal 74%: assegno mensile di invalidità (vincolato al reddito del beneficiario) e possibilità di chiedere l’Ape sociale;
  • al 100%: pensione di inabilità (vincolata al reddito del beneficiario) ed esenzione dal ticket anche per l’acquisto di farmaci.

L’asma

Altro disturbo piuttosto diffuso che causa delle difficoltà respiratorie è l’asma. Si tratta di una malattia respiratoria cronica che si manifesta attraverso un’infiammazione delle vie aeree, che mette a dura prova i bronchi e che provoca episodi ricorrenti di crisi respiratorie, respiro sibilante e tosse. Sono i cosiddetti «attacchi d’asma», che compromettono la capacità respiratoria e che possono essere anche fatali.

Chi soffre di difficoltà respiratorie a causa dell’asma ha diritto all’invalidità? Il livello di gravità dell’asma viene stabilito dall’infiammazione delle vie respiratorie. Questo fattore può determinare, a sua volta, la riduzione della capacità lavorativa e, di conseguenza, la percentuale di invalidità civile da attribuire al paziente.

Le percentuali, tuttavia, sono molto ridotte:

  • per l’asma allergico estrinseco: dal 21% al 30%;
  • per l’asma intrinseco: 35% fisso.

Significa che solo chi soffre di asma intrinseco ha diritto ad un sostegno, che in questo caso si traduce in ausili o protesi (nebulizzatori, ventilatori polmonari, umidificatori, ecc. a seconda della prescrizione medica).

Se l’asma è provocato da sostanze presenti nell’ambiente di lavoro o nel ciclo produttivo, il dipendente ha diritto al riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail. In questo caso, a seconda della gravità della patologia, può ottenere le seguenti prestazioni:

  • cure ambulatoriali
  • indennità giornaliera per l’inabilità temporanea;
  • rendita per inabilità permanente: viene corrisposta se la capacità lavorativa è ridotta in misura superiore al 10% ed è rapportata al grado di inabilità;
  • indennizzo per danno biologico, che può essere corrisposto in capitale o in rendita in base al grado e al tipo di menomazione;
  • rendita ai superstiti;
  • assegno di incollocabilità;
  • speciale assegno continuativo mensile;
  • cure idrofangotermali e soggiorni climatici;
  • fornitura di protesi, ortesi e presidi.
  • assegno per assistenza personale continuativa.

Inoltre, se il lavoratore ha difficoltà a svolgere la sua attività per via dell’asma, anche nel caso in cui non si ravvisi una malattia professionale, può assentarsi per malattia.

note

[1] Dpcm del 12 gennaio 2017.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. buon giorno,
    sono una donna di 61 anni impiegata statale soffro di bpco e asma, ho l’esenzione 007, vorrei sapere qualcosa di più preciso dei miei diritti come ammalato cronico. Non ho mai preso in considerazione di chiedere l’invalidità, nel caso potreste dirmi come fare. Grazie

  2. Consultare un medico se si verifica, o se il vostro partner osserva, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo invalidità.
    generalmente si verifica uno o piu sintomi come:
    – Russare abbastanza forte da disturbare il sonno o quello degli altri
    – Svegliarsi ansimando o soffocando
    – Pause intermittenti nella respirazione durante il sonno
    – Eccessiva sonnolenza diurna, che potrebbe farti addormentare mentre lavori, guardare la televisione o persino guidare un veicolo

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