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Lo sai che? Si possono accudire i gatti randagi in condominio?

Lo sai che? Pubblicato il 16 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 agosto 2017

Colonie feline: lasciare piatti di latte e cibo avanzato per le colonie feline è illecito nel momento in cui costituisce un pregiudizio estetico e un pericolo per l’igiene e la salute.

Il regolamento di condominio non può vietare (salvo il divieto sia approvato all’unanimità) di tenere animali in casa. Ma questa previsione non si estende alla possibilità di accudire gatti randagi negli spazi comuni del condominio come il giardino o il cortile. Cosa che sempre più spesso succede: piatti di carta con latte e avanzi di cibo spesso vengono lasciati dai condomini al fine di dare un ristoro agli animali di strada. Ma questo comportamento non poche volte suscita disapprovazioni, vuoi per il degrado igienico che può comportare, vuoi per una questione puramente estetica, vuoi per il rischio che possano intervenire anche animali pericolosi (randagi malati o topi). Cosa prevede la legge? Si possono accudire i gatti randagi in un condominio? Per comprendere come stanno le cose facciamo un esempio.

Immaginiamo di abitare in un condominio, che dispone di un grande sottoportico, collegato – peraltro – ad un giardino di proprietà comune. Accade che un condomino utilizzi questo spazio per dare riparo e cibo ad alcuni gatti randagi. Questa pratica, iniziata in forma saltuaria e diventata sempre più assidua, sta creando – per molti – problemi di tipo igienico, ma anche di decoro: piattini con latte o avanzi di cibo restano sotto il porticato per giorni e, anche quando rimossi, la sporcizia è evidente. Ne parliamo con l’amministratore per capire se, appellandoci al regolamento, possiamo impedire questa “pratica”. Lui ci dice che non è possibile perché, a riguardo, il regolamento non prevede nulla. A noi non sta bene e vogliamo che la questione venga affrontata e risolta. Lui insiste a sostenere che non può farci nulla. Chi ha ragione nel caso di specie?

L’amministratore, che sostiene non si possa impedire al condomino di accudire i gatti nel giardino comune? Oppure noi che, invece, riteniamo che quel comportamento vada vietato?

La soluzione arriva dalla Corte di Appello di Roma.

Il codice civile [2] stabilisce che ciascun condomino può servirsi degli spazi comuni dell’edificio, purché non ne alteri la destinazione, né impedisca agli altri condomini di farne pieno uso. Perciò, dare da mangiare a cani e gatti randagi non è vietato, ma questo non deve costituire elemento di danno per gli altri condomini: ossia non si deve sporcare per terra, né deturpare l’estetica del giardino e gli animali non devono costituire molestia per le persone, che entrano ed escono dal palazzo.

Anche il Tribunale di Milano [3] ha assunto una posizione non eccessivamente rigorosa: è vero che il giardino è un’area comune e chiunque la può usare purché non ne alteri la destinazione d’uso, ed è anche vero che il cortile non nasce per lasciare cibo ai randagi, ma è innegabile – sostengono i giudici milanesi – che l’occupazione, da parte di un condomino, di uno spazio comune – mediante installazione di piccole costruzioni per gatti (rifugi) del tutto temporanei – non configura un abuso.

note

[1] C. App. Roma, sent. del 23.04.2013.

[2] Art. 1102 cod. civ.

[3] Trib. Milano sent. n. 23693 del 30.09.2009.


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