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Procura all’avvocato per querela di falso

16 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 agosto 2017



La procura che il cliente concede all’avvocato per la querela di falso deve essere scritta in un modo peculiare: vediamo in che senso.

La procura alle liti è fondamentale nel rapporto fra cliente ed avvocato, perché senza procura l’avvocato non può validamente difendere il proprio cliente e quindi non può rappresentarlo nel processo. Particolarmente importante, dunque, è che la procura vi sia e sia scritta in modo corretto. Ciò è vero soprattutto quando si concede al proprio avvocato una procura per proporre querela di falso verso un atto pubblico. Vediamo come la legge esige che sia scritta la procura per querela di falso.

Querela di falso: a cosa serve

Innanzitutto, dobbiamo dire che la procura per la querela di falso va scritta con le accortezze che vedremo perché la querela di falso è un’azione processuale particolarmente impegnativa. La querela di falso, infatti, mira a privare un atto pubblico (cioè un atto formato da un notaio o da altro pubblico ufficiale) della sua forza probatoria: infatti, l’atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, di ciò che il pubblico ufficiale dichiara essere avvenuto di fronte ai suoi occhi, o di ciò che il pubblico ufficiale dichiara di aver compiuto.

Un esempio chiarirà l’importanza dell’atto pubblico, della querela di falso e della esatta compilazione della procura per proporre querela di falso.

Si pensi al caso in cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione, cioè la nuova Equitalia, utilizzi contro il contribuente una cartella esattoriale, e che la relazione di notificazione della cartella esattoriale attesti che la cartella è stata ritirata personalmente dal destinatario. Si immagini, allora, che il destinatario, una volta presa visione della cartella esattoriale e della relazione di notificazione, si accorga che la firma apposta sulla relazione non è la sua. A questo punto il povero contribuente ha due strade: pagare quanto è richiesto dalla cartella esattoriale, malgrado non sia stata notificata a lui, oppure impugnare la cartella e la sua notificazione.

Ebbene, per impugnare la cartella e la notificazione il contribuente ha a disposizione il rimedio della querela di falso, che mira proprio a far dichiarare al Tribunale che la firma apposta sulla relazione non è autentica e che, dunque, il notificatore ha attestato il falso nella relazione di notificazione. Infatti, la relazione di notificazione è un atto pubblico, il cui valore di prova può essere annientato solo con la querela di falso.

Come si scrive la procura per la querela di falso

Per proporre la querela di falso è necessario farsi assistere dall’avvocato, perché non si può stare in giudizio da soli davanti al Tribunale. L’avvocato però, per assistere il cittadino, ha bisogno di una procura.

Allora attenzione: l’avvocato deve scrivere la procura per la querela di falso in modo che il cliente con essa gli assegni non solo il compito di proporre la querela di falso, ma anche di confermare di fronte al giudice alla prima udienza la proposizione della querela stessa.

Infatti, la legge richiede che in prima udienza la parte in persona (quindi il contribuente nel nostro esempio) o il suo avvocato confermino l’intenzione di proporre querela di falso contro l’atto pubblico [1].

Se nella procura per la querela di falso non c’è anche il mandato a confermarla, allora il giudice rinvierà l’udienza per consentire alla parte di presenziare personalmente e di confermare la proposizione della querela di falso; in alternativa, il giudice potrà disporre il deposito di una procura speciale, autenticata non dall’avvocato ma dal notaio, con la quale si concede all’avvocato il mandato a confermare la proposizione della querela di falso.

Dunque, non inserire nella procura per la querela di falso anche il mandato a confermarla in prima udienza può comportare dei costi aggiuntivi per  il cliente.

Modello di procura per querela di falso

È possibile allora proporre un modello di procura per querela di falso elaborato in relazione all’esempio fatto ed utilizzabile per ogni caso di proposizione della querela di falso. Eccolo.


Io sottoscritto Tristano Contribuente,  nomino quale mio difensore e procuratore speciale in ogni fase e grado, anche nelle fasi dell’esecuzione, opposizione, incidentale, cautelare, ed in sede di gravame, l’ Avv. Giusto Combattente ,  conferendogli ogni più ampia facoltà di legge ed assumendo sin d’ora per rato e valido l’operato del suddetto legale.
Eleggo domicilio presso lo studio dell’Avv. Giusto Combattente, sito nella Città della Giustizia, alla via della sofferenza processuale n. 33.  
Il presente mandato è specificamente concesso, nei termini di cui al capoverso che precede, al fine di garantire al sottoscritto mandante l’assistenza processuale ed extraprocessuale nel giudizio presente relativo proposizione di querela di falso ex art. 221 e ss. cpc avverso le relazioni di notificazione e di ogni altro atto od attestazione ad esso connessa della cartella esattoriale n. 17171717171717. Al contempo, concedo all’Avv. Giusto Combattente ogni potere e facoltà connessa, ed espressamente lo delego a rappresentarmi per rendere la dichiarazione di conferma della proposizione della querela di falso così come richiesta dall’art. 99 delle Disp. att. del codice di rito civile.
Dichiaro di essere stato informato, ai sensi dell’art. 2, co. 7, D. L. n. 132/2014, della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati disciplinata dagli artt. 2 e ss. del suddetto decreto legge. Dichiaro di essere stato reso edotto circa il grado di complessità dell’incarico che con la presente conferisco, nonché di avere ricevuto tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento sino alla conclusione dell’incarico.
Dichiaro, ai sensi e per gli effetti di cui al D. Lgs. n. 196/2003 e s.m.i., di essere stato informato che i miei dati personali, anche sensibili, verranno utilizzati per le finalità inerenti al presente mandato, autorizzando sin d’ora il rispettivo trattamento il responsabile dello stesso, ovvero l’Avv. Giusto Combattente ed i suoi collaboratori di Studio.
La presente procura alle liti è da intendersi apposta, comunque, in calce all’atto, anche ai sensi dell’art. 18, co. 5, D. M. Giustizia n. 44/2011, come sostituito dal D. M. Giustizia n. 48/2013.

Città della Giustizia, lì 10 agosto 2017

Sig. Tristano Contribuente

La firma è autentica ex art. 83 c.p.c.

Avv. Giusto Combattente

note

[1] Art. 99 Disp. att. cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay

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