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Ape volontaria, anticipo pensionistico al via da settembre

22 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 settembre 2017



Firmato il decreto sull’Ape volontaria,  che rende operativo l’anticipo della pensione a 63 anni.

 Finalmente sarà operativo, dopo una lunga attesa, il decreto attuativo sull’Ape volontaria: si tratta della norma che renderà operativo l’anticipo pensionistico volontario a 63 anni di età, per chi possiede almeno 20 anni di contributi. Al momento, l’anticipo pensionistico può essere richiesto solo attraverso la cosiddetta Ape sociale, una misura a carico dello Stato che spetta soltanto ad alcune categorie di lavoratori, con un minimo di 30 o 36 anni di contributi: disoccupati, caregiver, invalidi e addetti ai lavori faticosi e rischiosi (per approfondimenti: Guida all’Ape social).

L’Ape volontaria, invece, non è a carico dello Stato ma del lavoratore, che a seguito della prestazione anticipata, ottenuta  grazie al prestito di una banca, subisce una decurtazione della futura pensione, dovuta alla restituzione del finanziamento. L’Ape volontaria può essere però richiesta da tutti i lavoratori che possiedono almeno 20 anni di contributi in una o più gestioni previdenziali facenti capo all’Inps, quindi non solo dai lavoratori svantaggiati. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione su come funziona l’Ape volontaria.

Come funziona l’Ape volontaria

L’Ape, sigla che sa per anticipo pensionistico, non è una pensione anticipata, ma una prestazione, ottenuta grazie a un prestito bancario, che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dal momento in cui richiede il trattamento) sino all’età pensionabile (cioè all’età in cui si può ottenere la pensione di vecchiaia).

In pratica, con l’Ape il lavoratore può ricevere un assegno, a partire dai 63 anni di età, se possiede almeno 20 anni di contributi, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia. Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, attualmente, è pari a 66 anni e 7 mesi, l’anticipo massimo possibile è pari a 3 anni e 7 mesi.

Non tutti possono richiedere l’Ape: il trattamento non è infatti previsto dalle casse dei liberi professionisti, in quanto a gestire l’intera procedura è l’Inps, che interagisce con la banca convenzionata scelta per l’erogazione del prestito.

In ogni caso, l’importo erogato col finanziamento bancario deve essere restituito in 20 anni.

L’anticipo minimo deve essere pari a 6 mesi e la futura pensione, al netto della ritenuta Ape, non deve essere inferiore a  1,4 volte il trattamento minimo (circa 702 euro).

Quanto costa l’Ape volontaria per il pensionato

Ma quali sono, nel dettaglio, i costi che l’Ape comporta? Va innanzitutto chiarito che a pesare sulla pensione futura non è soltanto la restituzione del prestito, ma anche l’assicurazione obbligatoria, per il rischio di premorienza (cioè per il rischio che il pensionato muoia prima di restituire l’intero prestito).

Le stime relative ai costi dipendono sia dall’ammontare richiesto con l’anticipo (che può andare dal 90% al 75% della futura pensione), sia dalla durata dell’anticipo stesso.

Secondo le stime degli esperti, considerando un tasso d’interesse annuo del 2,8% ed un costo del premio assicurativo pari al 32% del capitale finanziato, la decurtazione annua della pensione risulterebbe pari al:

  • 5,60% del trattamento netto, per un anno di anticipo e un’Ape pari all’85% della pensione netta;
  • 10,50% del trattamento netto, per 2 anni di anticipo e un’Ape pari all’80% della pensione netta;
  • 14,80% del trattamento netto, per 3 anni di anticipo e un’Ape pari al 75% della pensione netta.

In buona sostanza, ogni anno di anticipo costa al pensionato più del 5% della pensione, anche se nel corso degli anni la rata di restituzione del prestito dovrebbe essere gradualmente assorbita dalla perequazione dei trattamenti pensionistici. Le stime definitive potranno però essere redatte solo una volta che saranno conclusi gli accordi quadro con banche e assicurazioni.

Come fare domanda di Ape volontaria

Per ottenere l’Ape volontaria l’interessato deve in primo luogo chiedere all’Inps la certificazione del diritto all’Ape e, in seguito, presentare all’istituto la domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.

Il servizio online per l’inoltro della domanda, che si troverà all’interno del portale web dell’Inps, verrà rilasciato a seguito dell’emanazione del decreto attuativo.

È utile tenere a mente che la domanda di Ape e quella di pensione non sono revocabili, salvo il diritto di recesso, che si deve esercitare nei termini previsti dalla legge in materia creditizia e bancaria e dal codice del consumo. Nella domanda il richiedente deve indicare sia la banca cui richiedere il prestito sia l’assicurazione alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza.

Una volta inviata la domanda di certificazione del diritto, l’Inps verifica il possesso dei requisiti di legge, certifica il diritto all’Ape e comunica al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile. A questo punto, la banca deve trasmettere all’Inps il contratto di prestito o l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso. In quest’ultimo caso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.

In caso di concessione del prestito, dal momento in cui il contratto è reso disponibile online al richiedente decorrono i termini di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. In caso di recesso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.

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9 Commenti

  1. Mi sembra un pò vecchiotta questa notizia, visto che il decreto per l’Ape volontaria è stato firmato il 5 settembre. Aspettiamo la pubblicazione del decreto in G.U. e mi sembra inverosimile che possa partire a settembre, dato che mancano accordi con le banche e le assicurazioni e le circolari inps.

    1. Chiacchiere e palle grosse da mestieranti bugiardi della politica, attaccati all’osso delle poltrone…
      La classe del ’52 e del ’53 sta già per “uscire”da se per vecchiaia…Propaganda elettorale ed incapacità politica della politica e dei sindacati.Meglio licenziarti e risparmiare.Non accadrà nulla di buono!
      Disilluso.
      Torino

  2. Ho chiesto informazioni ad un patronato X ape volontaria, mi è stato risposto che se ho bisogno di soldi che vada in banca a farmi fare un prestito che faccio prima.

    1. Signora Maria, le chiedo scusa da parte di tutti i miei colleghi poichè la risposta è comunque fuori luogo…. purtroppo fino a quando non ci sarà la pubblicazione in G.U. e non ci sarà la modalità on line non si potranno presentare le richieste….. certamente sarà ancora lunga….

  3. Vorrei sapere da quando è possibile far domando di ape volontaria forse fine settembre? O i decreti attuativi non sono ancora pronti

    1. Purtroppo il decreto pur firmato da Gentiloni è passato alla Corte dei Conti il 5 settembre. Fino a quando non è stato pubblicato sulla GU e non ci saranno accordi tra le banche e assicurazioni e ci sarà la circolate attuativi Inps non si potrà fare niente. Visto i tempi lumaca visto che l’Ape doveva partire il 1 maggio forse se ne parlerà per Natale se va bene.

    1. Per L’Ape volontaria l’assegno della futura pensione non dovrà essere inferiore a 1,4 rispetto al minimo (circa 702 euro), al netto della rata di ammortamento dell’Ape.
      Sono a rischio quindi i lavoratori con una futura pensione lorda inferiore a 1.000 euro al mese: è necessario valutare quanto inciderà la rata di ammortamento sull’assegno pensionistico per non scendere sotto i 702,65 euro.

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