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Guasto pc, come tutelare i dati e come agire se il tecnico li spia?

16 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 agosto 2017



Cosa fare prima e dopo un problema al computer che richiede l’intervento dell’assistenza. Come proteggere la privacy e cosa rischia chi non la rispetta.

Il famoso adagio «meglio prevenire che curare» non va applicato soltanto alla salute ma anche al computer. Quando si avverte che c’è qualche guaio in arrivo, cioè che perde delle prestazioni o che ha i sintomi dell’attacco di un virus o di un hacker, è il momento di intervenire prima che ci lasci definitivamente a spasso e ci costringa a portarlo da un tecnico per riparare il guasto con dentro tutti i nostri dati personali e di navigazione.

Per carità, nulla da eccepire all’onestà dei tecnici che riparano i pc, professionisti davanti ai quali qualche volta ci si inginocchia dicendo: «Me lo faccia tornare come prima, la prego». Ma, siccome a volte la curiosità è più forte di qualunque essere umano, non è da escludere che il tecnico ci dia una sbirciatina all’uso che facciamo del computer, ai dati, ai documenti. Non tanto per utilizzarli chissà come. Giusto così, per togliersi uno sfizio.

Allora, in caso di guasto del pc, come tutelare i dati? E come agire se il tecnico li spia? C’è un modo per proteggere i «fatti nostri»? E c’è violazione della privacy se qualcuno si fa i «fatti nostri»?

Cosa fare prima del blocco del pc

Ci sono delle abitudini che chiunque utilizzi un computer dovrebbe avere, come quelle di lavarsi i denti la mattina e dopo ogni pasto o di tirare l’acqua quando si va in bagno. Azioni che dovrebbero diventare automatiche, meccaniche, prima che si verifichi un guasto al pc e non si sia più in grado di tutelare i dati.

Una di queste è cancellare con una certa frequenza le password salvate sul browser di Internet (posta elettronica, Facebook ed altri social network, accesso a determinati siti, soprattutto quello della banca, dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate, ecc.). Spesso, infatti, quando si utilizzano delle password diverse per entrare in questo o in quell’altro sito, si usa la funzione «ricordami » oppure «vuoi salvare la password su questo computer?». Significa che, quando si entra in quel sito, username e password compaiono in automatico. Tanto vale tenerle segnate da qualche altra parte o salvarle in copia su una chiavetta Usb o su un altro supporto esterno grazie a dei software dedicati reperibili sul web, per poi utilizzarle solo quando servono e, quindi, ogni tanto cancellarle. Se il guasto del pc ci lasciasse a piedi di punto in bianco, potremmo essere tranquilli. Almeno in questo.

E’ possibile proteggere con password (avendo l’accortezza appena descritta) anche file e documenti che contengono dei dati sensibili: un curriculum in cui ci sono scritti dati anagrafici, indirizzo, telefono e tutto ciò che ci riguarda, oppure documenti della banca o altro ancora.

In alternativa (e sarebbe la scelta più logica) questi file e documenti si possono salvare su un supporto esterno (la solita chiavetta o l’hard disk che si utilizza per il back up) e poi cancellarli in via definitiva dalla memoria del computer. Se anche non si presenta il guasto al pc, in questo modo si libera spazio.

Altra abitudine da prendere per tutelare i dati ed evitare che chiunque possa spiarli in caso di guasto del pc: cancellare a fine sessione la cronologia sei siti visitati, dei video o dei brani musicali aperti di recente, dei documenti aperti, delle ricerche effettuate su Google o si un qualsiasi altro motore e dei messaggi inviati e ricevuti via Messenger. Basta aprire il menù «cronologia» e cliccare sull’opzione «cancellare tutta la cronologia», cookies compresi.

C’è, comunque, un modo che non eviterà le intrusioni del tecnico ma che ci dirà se ha provato a guardare i nostri dati o i nostri documenti privati. E’ quello di rivolgersi, prima di consegnare il pc all’assistenza, ad un consulente informatico forense. Si tratta di un professionista specializzato in grado di installare sul computer un particolare software che rileva l’attività della macchina da un certo momento in poi. E che, quindi, ci dirà se il tecnico spia dove non deve.

Cosa fare dopo il blocco del pc

La scena è agghiacciante: «Puff» e si spegne tutto. Oppure si prova ad accendere il computer ma non c’è verso. Hai voglia a schiacciare il tasto di avvio o a controllare se l’alimentatore era collegato nel modo giusto: il pc non parte, è guasto e bisogna portarlo da un tecnico. Con tutto quello che ha dentro. Ma è possibile limitare i danni.

Se si è capaci, si smonta l’hard disk, lo si clona (cioè se ne fa una copia integrale) e si formatta quello vecchio.

Se non si è capaci, si chiede al tecnico di smontarlo e di consegnarcelo.

Il tutto, sperando che il tecnico non approfitti della sua abilità per spiare dati, foto e documenti privati.

A meno che non si sia installato prima quel software del consulente informatico forense. Se, in questo caso, si scopre che il tecnico ha spiato i nostri dati, come agire?

Con una semplice denuncia. Ci sono, infatti, gli estremi per ravvisare una violazione della privacy, in quanto una persona a noi sconosciuta e senza il nostro consenso, è venuto a conoscenza dei nostri dati sensibili e del materiale alla cui visione non era autorizzato (e magari se n’è fatto una copia da qualche parte). Insomma, si è fatto, a nostra insaputa, i fatti nostri.

Inoltre, se si introduce nella nostra e-mail grazie alle password salvate sul pc e non cancellate, potrebbe rispondere di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico [1] protetto da misure di sicurezza e contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo. La pena prevista in questi casi è la reclusione fino a tre anni.

La pena va da uno a cinque anni se dall’intrusione deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema o l’interruzione parziale o totale del suo funzionamento o, ancora la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle informazioni o dei programmi contenuti nel sistema informatico o telematico.

Ma attenzione, perché la Cassazione [2] ha sentenziato che affinché queste pene vengano applicate basta il semplice accesso abusivo al sistema informatico o telematico, in quanto lede la riservatezza degli utenti, anche se non viene compiuto un danno. Insomma, la semplice sbirciatina può costare tre anni di galera.

note

[1] Art. 615-ter cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 11689/2007.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Da tecnico e giurista informatico colmo alcune lacune:
    1) spesso l’accesso ai dati e la copiatura è operazione tecnicamente necessaria in quanto l’utente più che al PC stesso tiene a recuperare i dati in esso contenuti. Non tutti i sistemi riescono a tenere completamente nascosti agli occhi del tecnico p.e. le foto di cui viene visualizzata anteprima
    2) il fatto che, specialmente in caso di intervento software (anche semplici aggiornamenti) un tecnico copi su supporto esterno i dati è una pratica di uso comune che serve a prevenire qualsiasi rischio di perdita dati. Naturalmente è responsabilità del tecnico eliminare completamente ed in modo sicuro questi dati (per esempio con operazioni di wiping)
    3) la rimozione del disco non è un’operazione che viene sempre effettuata

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