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Bollo Auto 2013: Equitalia invia cartelle, ma è prescritto

10 Febbraio 2017
Bollo Auto 2013: Equitalia invia cartelle, ma è prescritto

Sono in arrivo cartelle esattoriali del bollo auto 2013. Vi spieghiamo come fare per non pagare e fare ricorso senza avvocato.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare già più volte nelle nostre pagine, il bollo auto è una tassa – pagata sul possesso dell’auto e non sulla circolazione della stessa – che si prescrive in 3 anni.

Ciò vuol dire che dal gennaio del prossimo anno, cioè dopo il 31 dicembre 2017, non sarà più dovuto il pagamento del bollo 2014 e che quest’anno, nel corso del 2017, non è più dovuto il bollo 2013, salvo che non si sia ricevuta nel corso del 2016 una cartella esattoriale.

Ciò nonostante ci giunge notizia che sono in arrivo in questi giorni, nelle case degli automobilisti italiani, numerose cartelle esattoriali che richiedono il pagamento di un bollo del 2013. Si tratta di una richiesta illegittima.

Quando è legittima la cartella esattoriale sul bollo auto?

La cartella o il fermo amministrativo che dovessero derivare dal mancato pagamento del bollo auto sarebbero legittimi se ricevuti entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza del bollo contestato.

Se il contribuente non riceve la notifica della cartella esattoriale di Equitalia entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il bollo è dovuto, cioè, nulla è più dovuto dall’automobilista.

Cosa succede se l’accertamento che ricevo è legittimo?

Nel caso in cui l’accertamento sia legittimo, invece, la prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere nuovamente da capo, per altri tre anni.

Perchè Equitalia invia cartelle esattoriali su bolli prescritti?

Equitalia invia la cartella perchè segue – come più volte ha fatto nel tempo – la tesi secondo cui la prescrizione di una cartella di pagamento non impugnata sarebbe sempre di 10 anni: essa infatti va equiparata a una sentenza definitiva, ossia a un titolo esecutivo di natura giudiziale.

La questione è stata già ampiamente discussa e risolta dalla Cassazione, da ultimo in una sentenza a sezioni riunite [1]. Secondo la suprema corte quando anche la cartella non viene impugnata e dovesse diventare definitiva, la prescrizione resterebbe quella prevista dalla legge per il singolo tributo in essa riportato.

Nel caso del bollo auto, dunque, si conferma quanto abbiamo riportato in apertura: se l’automobilista non contesta la cartella entro 60 giorni e dopo più di tre anni riceve un atto di pignoramento o il fermo auto, la misura applicata nei suoi confronti è illegittima.

Come fare per difendersi da un fermo amministrativo o da una cartella illegittima?

Contro la cartella illegittima di Equitalia notificata per un bollo ormai prescritto, ci si può difendere in tre modi:

  • presentando un’istanza di sospensione a Equitalia, entro 60 giorni dalla notifica della cartella. Equitalia in questo caso avrà 220 giorni per rispondere. Durante questi giorni la cartella si considera sospesa (in pratica, Equitalia non potrà procedere al fermo auto o ad altre forme di tutela del credito o di pignoramento). Se allo scadere del termine Equitalia non risponde, il suo silenzio si considera “accettazione” del ricorso e la cartella si considera annullata. Viceversa, se risponde negativamente non resta che il ricorso al giudice. Attenzione però: l’istanza di sospensione non sospende i termini per la proposizione del ricorso giudiziale, per cui, in via cautelativa, è sempre meglio procedere contemporaneamente anche con quest’ultima via;
  • presentando un ricorso in Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni dalla notifica della cartella. Prima del ricorso, è necessario depositare l’istanza di reclamo-mediazione. È bene ricordare che per somme fino a 3mila euro il contribuente può difendersi anche da solo, non avrete dunque bisogno dell’avvocato o di un professionista abilitato.

note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 23397 del 18.11.16.

Autore immagine: 123rf.com


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