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Lo sai che? Professionisti: accertamento fiscale su prelievi e versamenti?

Lo sai che? Pubblicato il 16 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 agosto 2017

I prelievi e versamenti sul conto corrente non possono far presumere il maggior reddito non dichiarato: illegittimo il prelevometro per i lavoratori autonomi.

Il cosiddetto prelevometro non si applica ai lavoratori autonomi: il Fisco non può presumere che i prelievi e i versamenti sul conto corrente siano imputabili a ricavi non dichiarati dell’attività professionale.

La legge [1] prevede che sia i prelevamenti e sia i versamenti operati sui conti correnti bancari, non annotabili contabilmente, vanno imputati ai ricavi o ai compensi conseguiti dal contribuente, qualora questi non ne dimostri l’inclusione nella base imponibile oppure l’estraneità alla produzione del reddito.

Tuttavia, la giurisprudenza ha più volte precisato che tale presunzione vale solo per gli imprenditori e non anche per i lavoratori autonomi o professionalmente intellettuali. Da ultimo si segnala la pronuncia della Commissione Tributaria Regionale delle Marche [2] che ha richiamato l’excursus giurisprudenziale relativo a tale argomento.

Tale regola è pacifica dopo l’emanazione della sentenza della Corte Costituzionale [3] che ha dichiarato l’illegittimità dell’imposizione fiscale sulle somme prelevate dal conto corrente da parte del lavoratore autonomo.

Secondo la Cassazione [4], nell’ambito delle indagini finanziarie, per i lavoratori autonomi non possono trovare applicazione i meccanismi presuntivi relativi sia ai prelevamenti che ai versamenti utilizzabili per chi svolge attività d’impresa.

Dato che la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del “prelevometro” per i lavoratori autonomi (essendo tale presunzione lesiva dei principi di ragionevolezza e di capacità contributiva), non è più proponibile l’equiparazione logica tra attività d’impresa e attività professionale fatta nelle indagini finanziarie con riferimento alle presunzioni per i versamenti che per i prelevamenti.

Accertamenti fiscali conto corrente: quali regole

Da tale inquadramento giurisprudenziale, discende che:

  • sono inapplicabili le presunzioni sia per i versamenti che per i prelevamenti nei confronti di lavoratori autonomi: il Fisco non può limitarsi a presumere che le somme versate o prelevate indichino un ricavo non dichiarato dal professionista;
  • l’onere della prova si sposta in capo all’Amministrazione Finanziaria, la quale è dunque chiamata a provare che tali versamenti e prelevamenti siano indice di maggiori redditi imponibili riconducibili all’attività di lavoro autonomo;
  • l’inapplicabilità delle menzionate presunzioni ai lavoratori autonomi ha efficacia retroattiva, quindi vale anche per gli accertamenti fiscali anteriori alla sentenza costituzionale (in linea con l’efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento di una questione di legittimità costituzionale pronunciata dalla Corte Costituzionale).

È pertanto illegittimo l’avviso di accertamento per maggiori redditi del lavoratore autonomo accertati dall’Agenzia delle Entrate con le presunzioni tipiche del “prelevometro”.

note

[1] Art. 32 D.P.R. n. 600/1973.

[2] CTR Marche, sent. n. 192/6 del 22.03.2017.

[3] C. Cost. sent. n. 228/2014.

[4] Cass. sent. n. 12779/2016.


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